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INFORM - N. 198 - 21 ottobre 2003

Convegno degli Imprenditori Italiani nel Mondo - Storie di manager di successo all'insegna della creatività, dell'ingegno e della tenacia

ROMA - Il Primo Convegno Internazionale degli Imprenditori Italiani nel Mondo è stato caratterizzato, oltre che dagli interventi di esponenti di spicco del Governo e delle istituzioni economiche, dalle dirette testimonianze dei tanti imprenditori italiani che hanno combattuto e vinto la battaglia per l'integrazione ed il successo. Tante storie, all'insegna della creatività, del sacrificio e dell'ingegno, che, pur avendo trame diverse, sono caratterizzate da una grande perseveranza e da un inesauribile attaccamento alla terra d'origine. Fra le numerose testimonianze dell'area europea ricordiamo ad esempio quella del Presidente del Centro Scalabriniano di Londra Aladino Albertelli che, sebbene abbia inventato un espanso plastico unico al mondo, non ha dimenticato le sue radici e la promozione dell'impegno sociale. Un forte legame, quello dei nostri imprenditori con il Paese d'origine, che non ha comunque impedito a Luigi Macaluso, un esperto torinese impegnato nel settore elvetico dei meccanismi di precisione per orologi, di entrare a tutti gli effetti e con pieno successo nel chiuso mondo svizzero della fabbrica del tempo.

Dalla realtà tedesca è invece giunta la testimonianza del Presidente dell'Associazione dei Gelatieri Italiani in Germania Fausto Bortolot. Il capo dell'UNITEIS ha infatti spiegato come a tutt'oggi questa importante attività artigianale, che tra le altre cose consente la formazione annuale in Germania di mille giovani di origine italiana provenienti dall'America Latina, sia gestita sul territorio tedesco da circa 1.500 italiani presso 2.500 punti vendita. Un settore produttivo di sicuro successo - si stima che il valore aziendale delle attività si attesti intorno ai 600 milioni di euro - che secondo Bortolot potrà però avere un futuro solo se le giovani generazioni saranno adeguatamente coinvolte e se l'Italia saprà tutelare i propri artigiani del gelato dalla crescente ed agguerrita concorrenza. Significativo in questo ambito anche l'esempio di Luigi Conti che ha saputo costruirsi in Francia una nicchia imprenditoriale nel settore delle moto da competizione per ragazzi. Un'impresa ad alta tecnologia che spesso affida segmenti della produzione a ditte italiane.

Per quanto riguarda l'America del Nord ricordiamo invece l'intervento di Alfredo D. Spadaro (USA) che, dopo aver sottolineato la grave recessione del sistema produttivo mondiale, ha evidenziato la necessità di reinventare il bussinnes per far fronte alla concorrenza sleale dei tanti Paesi che non rispettano le elementari misure di sicurezza ed utilizzano manodopera sottopagata. "Gli imprenditori italiani nel mondo - ha inoltre precisato Spadaro - possono rappresentare un tramite tra l'industria italiana ed il mercato mondiale" . L'imprenditore Roberto Crea (USA), ricercatore ed esperto nel settore delle biotecnologie, si è invece chiesto come mai, visto l'alto livello dei ricercatori biomedici italiani, nel nostro Paese stentino a decollare nuove tecnologie. Da Crea è stata inoltre auspicata l'attivazione di idonee politiche che favoriscano il rientro di giovani cervelli in Italia. Di particolare spessore anche l'intervento di Marco Marchetti (USA) che ha raccontato la storia della "Speedimex", la più importante azienda di distribuzione della stampa italiana negli Stati Uniti che oggi può contare su 8.000 punti vendita. Un lavoro capillare, quello di Marchetti, che ha avuto inizio nel 1981, e che, con la progressiva integrazione dei nostri connazionali nel cotesto sociale statunitense, è rapidamente mutato. La classica stampa di emigrazione è purtroppo in difficoltà negli Stati Uniti mentre si diffondono i grandi giornali italiani e i periodici specializzati che soddisfano le esigenze della nuova emigrazione. La sessione del convegno dedicata al Nord America è stata caratterizzata anche dall'intervento di John A. Passalacqua. Un giovane imprenditore, proveniente da Toronto, che ha illustrato i pregi del sito da lui ideato "ItalianiNelMondo.Com". Una directory specializzata che raggruppa più di 2500 siti Internet riguardanti i nostri connazionali all'estero. Passalacqua ha inoltre evidenziato come al momento vi siano le condizioni per approntare un progetto tecnico che porti in Internet tutte le associazioni italiane nel mondo.

Sulla difficile situazione dell'America Latina e in particolare dell’Argentina è intervenuto Andrea Pallaro che, dopo aver ricordato l'alto livello di modernizzazione raggiunto dall'Italia, ha evidenziato l'esigenza che il nostro Paese sostenga un'Argentina che si sta lentamente avviando verso la ripresa. Un aiuto, quello italiano, che, per il costruttore venezuelano Amedeo Di Lodovico dovrà però cercare di contrastare anche la forte concorrenza delle aziende spagnole e tedesche. Proprio in questi giorni infatti la Spagna, prima di finanziare la costruzione di due grossi ospedali in Venezuela, ha preventivamente chiesto di appaltare i lavori alle sole aziende spagnole. Amedeo Di Lodovico, che ha anche ipotizzato uno scambio i tra prodotti italiani ed il gas estratto in Venezuela, ha inoltre ricordato che la sua holding partecipa attivamente alla pubblicazione de "La Voce d'Italia", tra i pochi giornali venezuelani redatti ancora in lingua italiana. Da evidenziare in questo ambito anche la relazione dell'imprenditore dell'Uruguay Rodolfo Faccini Pinali che, dopo aver annunciato il compimento del 120 anno di attività della Camera di Commercio Italiana di Montevideo, ha sottolineato il lodevole sforzo, volto a superare le difficoltà dell'Ospedale Italiano Umberto I di Montevideo, compiuto da un gruppo di italiani ed oriundi.

Con l'intervento dell'imprenditore Antonio Schiavello (Australia), che ha parlato del fatturato annuale del suo mobilificio (210 milioni di dollari) e dell'entità numerica delle persone impegnate nell'azienda (circa mille persone), si è infine aperta la sessione sulla presenza dei nostri imprenditori in Oceania, Asia e Africa. Tra le testimonianze più significative ricordiamo quelle del gioielliere Pietro Bajocchi, che appartiene ad una famiglia residente da quattro generazioni in Egitto e che aprì il proprio laboratorio orafo nel lontano 1900 in una delle vie più importanti del Cairo. Un atto di coraggio, quello della famiglia italiana, che portò alla produzione di gioielli di straordinaria bellezza in stile neo-faraonico. Negli anni successivi, a causa della perdurante crisi economica, il negozio cominciò ad occuparsi anche di monete antiche, tanto che ancor oggi Pietro Bajocchi è l’unico membro in Egitto dell'Associazione internazionale dei numismatici. E' stata poi la volta di Angelo Amedeo Pepe. Un operatore della grande impiantistica che, nel contesto cinese, si occupa anche della promozione e del marketing dei marchi italiani. Pepe, dopo aver evidenziato le grandi opportunità di sviluppo offerte dalla Cina che si trova ancora in una prima frase di crescita, ha sottolineato come in questo mercato l'Italia possa contare, per la promozione dei suoi prodotti, sulla fattiva collaborazione delle piccole ma agguerrite comunità italiane residenti.

In chiusura di dibattito ha preso la parola il Presidente della Commissione Impresa, Formazione e Cooperazione allo Sviluppo del CGIE Franco Santellocco (imprenditore in Algeria) che ha in primo luogo evidenziato sia i ritardi nell'approvazione della nuova legge sulla cooperazione allo sviluppo, sia il mancato utilizzo, da parte del Governo, delle linee di credito per il sostegno delle imprese italiane all'estero. Santellocco ha inoltre auspicato l'introduzione di una specifica tassa, a carico dei Paesi venditori e acquirenti, volta alla creazione di una "Banca morale" che permetta di promuovere specifiche iniziative per lo sviluppo dei Paesi più poveri. (Goffredo Morgia-Inform)


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