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INFORM - N. 197 - 20 ottobre 2003

L'intervento del Segretario generale del CGIE Franco Narducci ha concluso la prima giornata del Convegno degli Imprenditori Italiani nel Mondo

Tra gli argomenti trattati dai relatori le opportunità dello "Sportello Italia", la promozione di investimenti esteri nel nostro Paese ed il turismo di ritorno

ROMA - Conclusa la seduta inaugurale, la prima sessione pomeridiana del Convegno degli Imprenditori Italiani nel Mondo è stata caratterizzata da interessanti interventi sulle opportunità dello "Sportello Italia", sugli investimenti nel nostro Paese delle aziende italiane all'estero e sulle strategie del turismo di ritorno. Il dibattito ha avuto inizio con un breve intervento del Ministro degli Italiani nel Mondo Mirko Tremaglia che ha auspicato una maggiore attenzione della nostra rete diplomatica alla realtà imprenditoriale delle comunità italiane all'estero ed ha ringraziato i Consiglieri del CGIE presenti per l'ottimo lavoro svolto da questo organismo di rappresentanza che, come un'antenna, capta le esigenze delle nostre comunità nel mondo.

Ha poi preso la parola il Direttore di Assocamerestero Gaetano Fausto Esposito che ha in primo luogo sottolineato la necessità di semplificare le vie d'accesso per le imprese che vogliono avere contatti con l'Italia e di utilizzare al meglio gli enti e le strutture già esistenti per la proiezione internazionale delle nostre aziende. Secondo Esposito, per favorire la promozione del "Sistema Italia", sarà anche opportuna una capacità di intervento più capillare e la creazione di un'efficiente rete telematica. Punto di coagulo di questa rete e di queste prerogative sarà, presso i vari Paesi di accoglienza, lo Sportello Unico per l'internazionalizzazione delle imprese. Una struttura che, secondo il Direttore di Assocamerestero, faciliterà l'accesso ai servizi e valorizzerà il ruolo degli imprenditori delle nostre comunità nel mondo.

l'Amministratore Delegato di "Sviluppo Italia", Massimo Caputi, ha poi spiegato come la sua Agenzia sia nata nel 1998 con il preciso scopo di attrarre investitori nazionali ed esteri nelle aree sotto- utilizzate del nostro Paese. Un obiettivo che l'Agenzia sta cercando di raggiungere attraverso una gestione responsabile degli incentivi per le imprese che vogliono investire in Italia, la promozione di attività formative in collaborazione con le singole Regioni, l'individuazione delle aree infrastrutturate dove realizzare gli investimenti ed una fattiva partecipazione della stessa Agenzia al capitale dell'azienda, cioè al rischio di impresa. Un intenso lavoro, quello di "Sviluppo Italia" che, nel corso dello scorso anno, ha già fatto approdare nel Sud Italia gli investimenti della multinazionale Transcom Worldwide, e che, nei prossimi mesi, ne porterà altri come quelli del "Gruppo Forte", il colosso britannico del settore alberghiero. +

Vittorio Emanuele Ardizzone, esperto del Ministero per gli Italiani nel Mondo, ha evidenziato come a tutt'oggi il turismo di ritorno rappresenti una crescente opportunità di investimento. Sono infatti sempre più numerosi i nostri connazionali che, anche grazie alle nuove tecnologie che hanno migliorato i canali comunicativi con l'Italia, tornano nel Paese d'origine per riscoprire le proprie radici. Un viaggio, quest'ultimo, che il più delle volte finisce per rafforzare il loro rapporto culturale ed affettivo con la Patria d'origine. Ma, secondo Ardizzone, il turismo della nostalgia non può più essere lasciato all'improvvisazione. A tale scopo il Ministero per gli Italiani nel Mondo sta infatti approntando un adeguato progetto che consentirà di offrire a chi ritorna in Italia adeguati servizi, nel settore alberghiero, dei trasporti e delle comunicazione, e vantaggiose convenzioni che potrebbero essere fruibili attraverso una specifica "Italian Card".

Al termine della giornata di dibattito è intervenuto il Segretario generale del CGIE Franco Narducci. Dopo aver ricordato la Prima Conferenza degli Italiani nel Mondo in cui si aprì il dialogo con i nostri imprenditori all'estero e la Conferenza Stato-Regioni-Province Autonome-CGIE in cui si discussero le prerogative del nuovo Sportello Unico, ha sottolineato come nel suo Paese di residenza, la Svizzera, nonostante l'alto costo del lavoro, negli ultimi due anni siano approdate, grazie alla promozione di specifici programmi, oltre seimila imprese da tutta Europa. Narducci ha poi auspicato la creazione, nell'era della globalizzazione, di un nuovo approccio alle problematiche degli italiani all'estero. Un'innovativa percezione culturale di quello che rappresentano gli italiani all'estero dovrà consentire, infatti, una migliore utilizzazione della presenza dei nostri connazionali. Uno strumento di penetrazione dei mercati, ricco di professionalità e sapere, quello rappresentato dalle nostre collettività nel mondo che, nonostante l'Italia incontri difficoltà nel settore dell'internazionalizzazione delle imprese, non è stato ancora adeguatamente valorizzato dal nostro Paese.

Narducci, nel sottolineare che il CGIE ha più volte sollecitato lo Stato e le Regioni affinché facciano fronte alle nuove povertà dell'America Latina, ha inoltre evidenziato il dramma dell'immigrazione ed i problemi che i Paesi in via di sviluppo devono superare nell'era della globalizzazione. Una questione, quest'ultima, che, secondo il Segretario generale del CGIE andrebbe affrontata attraverso un visione più umana dell'economia ed una globalizzazione più democratica che consenta di ridisegnare le istituzioni economiche in un'ottica di maggiore cooperazione. "Il mio auspicio - ha concluso Narducci - è che questo convegno segni una svolta decisiva fra il rapporto del sistema produttivo italiano e i nostri imprenditori nel mondo, affinché si possa trasferire, trasformare e rapportare anche sul terreno commerciale il collegamento dell'Italia con le comunità italiane all'estero". (Goffredo Morgia-Inform)


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