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INFORM - N. 197 - 20 ottobre 2003

Aperto da Tremaglia il Primo Convegno Internazionale degli Imprenditori Italiani nel Mondo. Frattini: Passiamo dal "Made in Italy" al "Made by Italy"

ROMA . Il Ministro per gli Italiani nel mondo Mirko Tremaglia ha aperto a Roma presso la sede della FAO il Primo Convegno Internazionale degli Imprenditori italiani nel mondo. Presenti oltre 150 imprenditori provenienti dai vari Paesi d’Europa, dalle due Americhe, dall’Africa, Asia e Australia. Obiettivo del Convegno contribuire a mantenere saldi i rapporti e il senso di appartenenza dei connazionali alla Madrepatria e verificare le potenzialità della promozione congiunta di nuove iniziative di collaborazione economica e commerciale tra il nostro Paese e l’Altra Italia.

Tremaglia, all’inizio del suo intervento, ha voluto ancora una volta ricordare il problema drammaticamente attuale degli immigrati che approdano sulle coste italiane e il dovere dell’accoglienza. Evidenziata l’importanza del culto della Patria, il Ministro ha affermato che grazie al loro impegno gli italiani all’estero hanno italianizzato il mondo portando ovunque progresso e civiltà. Le loro attività vanno pertanto sostenute attraverso tutti gli strumenti a disposizione, dalle rete diplomatico-consolare all’Ice, dagli Istituti di Cultura alle Camere di Commercio. a Rai International.

Il nostro compito - ha aggiunto Tremaglia - è quello di far conoscere gli italiani all’estero in Italia e far crescere il collegamento tra le comunità nel mondo e la Patria. Ed ha ricordato la convenzione Rai che permetterà di raggiungere attraverso interviste e programmi mirati questo obiettivo. La nostra comunità all’estero ha anche una notevole valenza economica, da qui l’importanza dello Sportello unico per l’internazionalizzazione delle imprese che sarà utile anche agli imprenditori italiani all’estero. Tutta la classe dirigente italiana si deve rendere conto della grande risorsa rappresentata dalle comunità italiane nel mondo: il popolo che vive all’estero non tradisce mai la Patria e ogni giorno compie il suo dovere per l’Italia, ha concluso Tremaglia.

Sarò sempre al fianco di Tremaglia e lo aiuterò nella sua opera per rinsaldare questo filo che unisce l’Italia alle comunità all’estero, ha affermato subito dopo il Ministro degli Esteri Franco Frattini. Ha poi sottolineato l’opportunità di creare un collegamento con gli imprenditori italiani all’estero, passando dal "made in Italy" ad un "made by Italy". Le nostre imprese, quando vanno all’estero, solo per il 30 per cento riescono a rimanere sui mercati, le altre escono subito. Pertanto è necessario consolidare e rendere stabile la presenza sui mercati esteri delle imprese italiane realizzando una vera e propria rete con le imprese degli imprenditori italiani all’estero. Per cercare di favorire il radicamento delle imprese italiane all’estero è stato approntato un disegno di legge per l’internazionalizzazione delle imprese italiane che prevede la creazione di uno Sportello unico di riferimento e di coordinamento, cui si potranno rivolgere sia le imprese italiane che gli imprenditori italiani già operanti all’estero. Lo Sportello unico coordinerà inoltre le strutture esistenti all’estero come l’Ice e le Camere di Commercio. E malgrado il disegno di legge sia ancora all’esame del Parlamento sono stati già creati degli Sportelli unici pilota in alcuni Paesi. Al riguardo Frattini ha chiesto agli imprenditori italiani all’estero di fornire degli imput per approfondire quali siano le esigenze e come si possa migliorare l’azione da parte del Governo sul terreno concreto. Ha poi parlato degli Istituti di Cultura e della possibilità di fare cultura e impresa insieme: questo è appunto il messaggio integrato che il Governo intende trasmettere.

Il Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Gianni Letta ha portato il saluto del Presidente Silvio Berlusconi e ha ringraziato Tremaglia per quello che fa a favore degli italiani all’estero. Berlusconi segue con attenzione e soddisfazione i progressi dei connazionali all’estero in campo economico - ha aggiunto -. Gli imprenditori infatti sono portatori di vitalità economica, creano posti di lavoro e sono espressione della creatività tipica degli italiani. Quindi il Governo ha il dovere di sostenere e di fare di più per gli imprenditori italiani nel mondo.

Nel mondo vi sono due Italia, una in patria e l’altra all’estero che hanno le stesse caratteristiche e connotazioni creative, ha ricordato il Presidente dell’ICE Beniamino Quintieri. Dall’Altra Italia che lavora e produce il nostro Paese ha tratto enorme vantaggio. Quintieri ha poi ricordato le varie fasi che ha attraversato l’Italia. Adesso il nostro Paese vive la fase riguardante la globalizzazione che ha portato alla necessità dell’internazionalizzazione delle imprese e delle nostre capacità produttive. Le nostre imprese hanno però difficoltà, come ha ricordato anche il Ministro Frattini, a radicarsi all’estero. In questo contesto ha grande rilievo la rete produttiva delle imprese italiane all’estero. Per superare le difficoltà e i ritardi degli investimenti all’estero bisogna cogliere le opportunità offerte e creare sinergie tra imprese in Italia che vogliono investire nel mondo e la rete delle imprese all’estero, sia per quanto riguarda lo sviluppo delle aree non ancora industrializzate in Italia sia per il contributo che il made in Italy può dare agli imprenditori che operano all’estero.

Anche il Vice Presidente dell’Assocamerestero Edoardo Pollastri ha sottolineato l’esigenza di mettere in contatto ed creare sinergie tra gli imprenditori della prima e seconda ondata, già radicati all’estero, e gli operatori che intendono esportare il made in Italy . Se si riuscisse a rendere omogenea questa situazione si otterrebbe un grosso vantaggio a favore dell’espansione dell’economia italiana nel mondo. (Goffredo Morgia-Inform)


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