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INFORM - N. 195 - 16 ottobre 2003

Alla Camera dibattito a tutto campo sul differimento dei termini per l'elezione dei Comites

La discussione parlamentare si è trasformata in una maratona oratoria sulle tematiche dell'emigrazione italiana

ROMA - A testimonianza del crescente interesse del mondo politico italiano nei confronti delle nostre collettività all'estero il dibattito parlamentare sulla conversione del decreto legge, che rinvia le elezioni dei Comites al 31 marzo 2004, si è inaspettatamente trasformato in una vera e propria maratona oratoria che ha toccato le principali problematiche dell'emigrazione italiana. Durante la discussione che ha portato all'approvazione del provvedimento hanno infatti preso la parola, oltre ai parlamentari più vicini alle tematiche migratorie, anche alcuni esponenti di spicco delle diverse forze politiche. Dal dibattito sono emerse forti critiche, da parte di esponenti dell'opposizione, soprattutto per quanto riguarda la riforma dei Comites recentemente approvata dal Senato.

Un provvedimento che il rappresentante dei Ds Pietro Folena non ha esitato a definire "riformuccia" e che, secondo l'altro diessino Renzo Innocenzi "configura i Comites come una dependance burocratica del Ministero degli Affari Esteri". Decise prese di posizione cui ha risposto l'esponente di Forza Italia nonché relatrice sul decreto-legge in esame Patrizia Paoletti Tangheroni che, respingendo con determinazione le considerazioni volte a sminuire l'efficacia della recente riforma, ha affermato che i Comites sono il riconoscimento istituzionalizzato della sintesi tra la cultura della madrepatria e quella elaborata dagli italiani all'estero. Del tutto diversa invece l'opinione del deputato di Rifondazione Comunista Ramon Mantovani che ha evidenziato il rischio di un graduale trasformazione dei Comites in una sorta di "parlamentini" ultrapoliticizzati nei quali potrebbero prendere corpo dinamiche politiche del tutto estranee ai contesti locali. Secondo Mantovani, che ha ribadito anche la sua contrarietà alla creazione di un lista civica unitaria per la circoscrizione Estero, si tratta di organismi che potrebbero creare non pochi conflitti e contraddizioni con gli Stati d'accoglienza.

Ma dagli interventi delle varie forze politiche è stata evidenziata, ovviamente con accenti diversi, anche una comune preoccupazione per la necessità di eliminare al più presto le discrepanze tuttora presenti tra i dati dell'AIRE e quelli delle Anagrafi consolari. L’on. Innocenti ha ricordato come a tutt'oggi circa 830 mila aventi diritto al voto residenti all’estero siano di fatto esclusi dalle liste elettorali, annunciando la presentazione da parte dei Democratici di Sinistra di uno specifico ordine del giorno per chiedere al Governo di dare una rapida soluzione al problema. Su questa questione si è espresso anche il Presidente della Commissione Esteri Gustavo Selva (An) che ha chiesto "di mettere al più presto ordine nell'anagrafe dei nostri connazionali all'estero aventi diritto di voto". Ha inoltre auspicato che la futura informatizzazione degli elenchi non si svolga secondo "i criteri della penna d'oca" ma venga realizzata con formule moderne che consentano finalmente di mettere in armonia totale gli elenchi italiani forniti dal Ministero dell'Interno con quelli dei nostri consolati. Sullo stesso argomento si è pronunciato l’on. Marco Zacchera, responsabile per la politica estera di Alleanza Nazionale, che dopo aver definito "un atto dovuto" l'approvazione del provvedimento in esame, ha sottolineato come proprio in questi giorni il Governo si sia impegnato a risolvere il problema della bonifica dei dati elettorali entro il 2005, e cioè prima delle prossime consultazioni politiche.

Oltre alla preoccupante riduzione dei fondi per gli Istituti di Cultura - la verde Laura Cima ha parlato di un ridimensionamento del 30% per questo settore - da alcuni parlamentari è stata inoltre evidenziato il diffuso disagio dei nostri connazionali che troppo spesso, soprattutto nei Paesi dell'America Latina, sono costretti a code e lunghe attese per i servizi forniti dagli Uffici consolari. Il diessino Pietro Folena, ad esempio, si è domandato se non fosse necessario, di fronte alla tante domande di cittadinanza che paralizzano importanti Consolati come quelli di Curitiba e Porto Alegre, riaprire la discussione sulla legge per la cittadinanza. Una considerazione, quest'ultima, che è stata evidenziata anche dal deputato Mario Lettieri. L'esponente della Margherita, che ha individuato nei nostri connazionali all'estero una fattiva risorsa per l'Italia, ha inoltre rievocato il problema degli italiani in Australia che molti anni fa furono costretti a rinunciare alla nostra cittadinanza.

Tra i deputati che hanno dato vita ad interventi di più ampio respiro segnaliamo il Presidente del Comitato permanente per gli Italiani all'estero Giovanni Bianchi che, in primo luogo, ha ricordato il lungo cammino dell'emigrazione italiana. un difficile percorso che ha sedimentato "l'italianità civile all'estero". Dopo aver sottolineato l'importante spinta dell'associazionismo all’estero che ha favorito la forte richiesta di rappresentanza delle nostre collettività nel mondo e ha portato all’istituzione del CGIE e dei Comites , l’esponente della Margherita - che per la sua veste istituzionale non ha votato contro ma si è astenuto dalla votazione finale - ha ricordato le variegate problematiche dell'emigrazione italiana direttamente connesse alla diffusione della lingua, alle esigenze previdenziali e all'emergenza assistenziale che si manifesta tuttora in alcune aree dell'America Latina.

Verso la fine della seduta è intervenuto l'ex Presidente della Camera Luciano Violante, capogruppo dei Ds. Sulla base delle segnalazioni raccolte nel corso del suo recente viaggio in Germania per le "Giornate mondiali dell'Ulivo", egli ha segnalato all'attenzione del rappresentante del Governo, il Sottosegretario Ventucci, le problematiche incontrate dai connazionali che risiedono in Baviera. In quel Land il governo locale non riconosce agli italiani residenti la possibilità di acquisire la doppia cittadinanza. Da Violante è stato inoltre evidenziato come a tutt'oggi, nonostante le precise direttive di Maastricht e i dettami della Corte di Giustizia europea, la Repubblica Federale Tedesca adotti un sistema molto rigido di espulsione che penalizza direttamente i nostri connazionali e soprattutto i ragazzi italiani di seconda generazione che pur non parlando più italiano vengono, anche per un piccolo reato, espulsi dal territorio tedesco. (Lorenzo Zita-Inform)


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