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INFORM - N. 194 - 15 ottobre 2003

Rodolfo Ricci, Segretario della FIEI e Coordinatore nazionale della FILEF, interviene sulla proposta di estendere il diritto di voto agli immigrati

ROMA - Già alla fine degli anni ’80, le nostre organizzazioni hanno sostenuto la necessità di introdurre il diritto di voto ai cittadini extracomunitari presenti in Italia. Il dibattito sul diritto di voto agli italiani all’estero si congiungeva per noi idealmente e coerentemente con quello degli immigrati nel nostro paese, poiché l’indivisibilità dei diritti è un principio universale da cui non si può derogare.

In occasione della I° Conferenza degli italiani all’estero avemmo modo di sostenere come, a fronte di proposte non poco demagogiche che sostenevano anche il voto amministrativo per i nostri connazionali all’estero, magari assenti da decenni dal territorio regionale di pertinenza, fosse assurdo non richiedere, da subito, l’introduzione di questo diritto per l’immigrazione extracomunitaria, concetto che fu fortemente sottolineato in quella sede da Guglielmo Epifani in rappresentanza della CGIL.

La FILEF e successivamente la FIEI (Federazione Italiana dell’Emigrazione e dell’Immigrazione), ne hanno fatto da tempo uno dei fondamentali principi statutari che ne indirizzano l’azione politica e le attività. Vorrei ricordare le due importanti iniziative realizzate a gennaio di quest’anno a Porto Alegre l’una e a Treviso, l’altra, in collaborazione con le Colonie Libere, nelle quali gli emigrati italiani hanno portato il loro messaggio di solidarietà e richiesta di diritti per tutti i migranti.

E’ quindi benvenuta la proposta del Vicepresidente del Consiglio Fini, di cui andranno verificati tempi e modalità di attuazione e compatibilità con la Legge Bossi-Fini che non ci siano stancati di criticare sia sul piano del fondamento discriminatorio e xenofobo su cui è costruita, sia su quello della concreta applicabilità ed efficacia rispetto alle persone e rispetto ai fabbisogni del sistema Italia.

Va auspicato ad esempio, che nella proposta di AN sia compendiato anche il voto passivo, cioè la eleggibilità di cittadini immigrati alle elezioni amministrative, altrimenti si tratterebbe di una sorta di diritto dimezzato, che ne svelerebbe il carattere paternalistico e tattico. Staremo a vedere…

Per quanto riguarda il mondo dell’emigrazione italiana, è auspicabile adesso, che dopo i molti inviti e le molte sollecitazioni non raccolte, a partire dal CGIE e dall’associazionismo nazionale, per arrivare ai Comites e alle diverse organizzazioni presenti nel mondo, emerga il sostegno forte al riconoscimento del voto ai cittadini extracomunitari, in linea con quanto già fatto in altri paesi europei e con quanto indicato dalla U.E.

CGIL, CISL e UIL hanno indicato nel 18 dicembre prossimo la giornata di mobilitazione affinché venga ratificata la convenzione delle Nazioni Unite sui diritti dei migranti e delle loro famiglie. La FIEI e la FILEF nell’aderire alla proposta dei sindacati, invitano gli italiani all’estero e le loro organizzazioni a sostenere la mobilitazione e la ratifica della convenzione sia in Italia che nei paesi di residenza. (Rodolfo Ricci-Inform)


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