* INFORM *

INFORM - N. 192 - 13 ottobre 2003

Veneto, Caxias do Sul e Mendoza uniti nel "Progetto Fiducia"

L’iniziativa, finanziata dalla Regione Veneto e gestita dalla Camera di Commercio di Verona, prevede tra l’altro l’inserimento per tre mesi di giovani imprenditori sudamericani in aziende venete

VERONA - Un tavolo di concertazione per trovare punti di contatto e possibili sinergie. Questo in sintesi l’obiettivo della Camera di Commercio di Verona che ha presentato un nuovo progetto di collaborazione con alcune realtà sudamericane.

L’iniziativa coinvolgerà l’area di Caxias nello Stato del Rio Grande do Sul, in Brasile e la provincia argentina di Mendoza: i rappresentanti di queste realtà e quelli veneti formeranno un tavolo di confronto permanente per studiare tematiche economiche, promozionali, commerciali, di sviluppo locale e per progettare iniziative condivise.

"Le missioni tradizionali - afferma Daniele Tollin, componente di Giunta dell’ente camerale - approdano difficilmente a risultati concreti. Gli operatori devono rimanere in contatto, parlarsi, bisogna uscire dalla logica delle joint venture. L’America Latina si trova a 8/9 ore di distanza dall’Italia e la nostre piccole e medie imprese sono sottostrutturate per poter affrontare progetti all’estero. Bisogna quindi creare degli ambienti favorevoli, dei progetti che siano interessanti per tutte le parti coinvolte. Nelle zone individuate, Caxias do Sul e Mendoza, è necessario individuare delle priorità, dei punti in comune per avviare progetti che siano seguiti con continuità anche dagli enti e nei quali le aziende non siano lasciate da sole".

Quali sono le opportunità di collaborazione individuate fino a questo momento?

"Una prima iniziativa - prosegue Tollin - portata avanti da Claudio Valente, presidente dell’Associazione Veronesi nel mondo, e da Federico Federici, direttore del consorzio "Sviluppo & Impresa", consiste nel far conoscere e frequentare fra loro imprenditori veneti con imprenditori del Sudamerica. Nel dettaglio il ‘Progetto Fiducia’, questo il nome scelto, consiste nel selezionare figli di imprenditori sudamericani di origine veneta da portare in Italia, al fine di inserirli in aziende simili a quelle di provenienza per un periodo di tre mesi. In questo modo avranno la possibilità di conoscere ‘colleghi’ di un altro paese, di vedere attrezzature e tecnologie utilizzate per lavorare nello stesso settore, di acquisire know how da importare in patria. Ma si creeranno opportunità anche per le nostre aziende: dalla fornitura di tecnologie e strumenti alle imprese sudamericane all’attivazione di collaborazioni commerciali per esplorare nuovi mercati, per presentarsi su nuove piazze con progetti di co-marketing". Soprattutto, il progetto può diventare l’inizio di una lunga serie di collaborazioni, può essere propedeutico verso nuove iniziative".

A quale fase di realizzazione è questo progetto che, ricordiamolo, è finanziato dalla Regione Veneto e gestito dalla Camera di Commercio di Verona?

"Il percorso è iniziato da poco - spiega Tollin - ma è già stata ultimata in Sudamerica la selezione dei figli di imprenditori disposti a venire nel Veneto. Ora è stata avviata la scelta delle aziende italiane che parteciperanno al progetto. A seguire questa fase sarà il consorzio "Sviluppo & Impresa", insieme alla Camera di Commercio".

Un’altra possibile iniziativa è la costituzione di enti fieristici permanenti nelle aree citate. In particolare si sta valutando la possibilità di creare una sorta di "Vinitaly sudamericana" a Mendoza.

"Questa provincia argentina è il quarto produttore di vino nel mondo - evidenzia Tollin - e l’interesse per creare una fiera permanente esiste, tanto che da Mendoza già sono venute ipotesi di coinvolgimento della fiera di Verona, riconoscendole grande esperienza nel settore".

Ma le iniziative non si fermano qui…

"Un altro progetto - conclude Tollin - consiste nel favorire lo sviluppo di alcune aree degradate, fornendo nuove opportunità occupazionali. E’ stata individuata, ad esempio, la possibilità di avviare un’attività di produzione di maschere in alcune favelas alla periferia di Rio de Janeiro". (Sabrina Nicoli-Veneti nel Mondo/Inform)


Vai a: