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INFORM - N. 190 - 9 ottobre 2003

La natura giuridica dei Comites e i loro rapporti con lo Stato italiano e lo Stato ospitante

ROMA - Qual è la natura giuridica dei Comites? Sono enti di diritto pubblico o enti di diritto privato? Alla questione, sollevata nella precedente riunione del Comitato di Presidenza del CGIE (11-12 settembre scorso) ha così risposto la Direzione Generale per gli Italiani all’Estero e le Politiche migratorie del Ministero degli Esteri, sentito anche l’Ufficio legislativo del Ministero.

1) per l’ordinamento giuridico italiano i Comites sono enti di diritto pubblico. Tale aspetto non può essere messo in discussione dato che i Comitati sono istituiti e disciplinati dalla legge; sono destinatari di contributi a carico della finanza pubblica per le spese di gestione; sono soggetti alla vigilanza delle Missioni diplomatico-consolari competenti per territorio;

2) poiché i Comitati vanno incardinati nella giurisdizione contabile del nostro ordinamento, ogni caso di malagestione con conseguente danno per le finanze pubbliche, ove appaia manifesta la volontà dell’autore della malagestione di non uniformarsi alla legge e di non reintegrare il danno, deve essere denunciato alla Procura Generale della Corte dei Conti;

3) circa la natura del Comites in rapporto allo Stato ospitante, non si discute che il Comitato si appalesi come un ente di diritto privato e non goda di immunità dalla giurisdizione o dall’esecuzione. Conseguentemente, lo statuto dei Comites deve tener conto sia della normativa italiana, esplicitandola dove necessario, sia della normativa locale;

4) resta inteso che i comportamenti del Presidente e dei singoli Consiglieri del Comitato in violazione della normativa dello Stato ospitante sono legittimamente perseguibili dalle autorità locali, in quanto in queste fattispecie il Comites agisce come ente di diritto privato: eventuali spese legali non sono imputabili al bilancio del Comitato;

5) infine si esclude che i Comites possano avere uno status rilevante dal punto di vista del diritto internazionale dato che l’attribuzione di tale personalità giuridica è dettata da norme specifiche che non possono essere applicate ai Comitati nemmeno con una interpretazione estensiva.

La risposta della Direzione Generale è stata portata all’attenzione della rete diplomatico-consolare, con l’incarico di darne formale comunicazione ai Comites e ai membri del CGIE presenti nelle rispettive Circoscrizioni consolari. (Inform)


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