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INFORM - N. 189 - 8 ottobre 2003

Zanon (Regione Veneto) sul voto agli immigrati: "una battaglia su diritti e doveri verso la cittadinanza europea"

VENEZIA - "Le dichiarazioni del Vice Presidente del Consiglio Gianfranco Fini non mi stupiscono affatto. I processi di integrazione dei cittadini stranieri regolari dovranno nel tempo prevedere anche uno dei diritti fondamentali del cittadino, quello di poter votare per la elezioni amministrative". A intervenire nel dibattito che ha fatto seguito alle affermazioni di Fini sulla concessione del diritto di voto agli immigrati è l'Assessore regionale ai flussi migratori della Regione Veneto Raffaele Zanon, il quale aggiunge: "non mi stupisco perché chi è convintamente europeo, come il Vice Presidente del Consiglio, sa benissimo che l'Italia dovrà adeguarsi a una legislazione comunitaria che prevede il diritto di voto agli stranieri, come già avviene in alcuni Paesi dell'Unione Europea. Si tratta solo di capire come si arriverà a questo riconoscimento e che ruolo avranno le Regioni nell'affrontare questa materia sul piano legislativo".

"Non capisco i timori di chi si agita per il riconoscimento di questo diritto - prosegue Zanon - che comunque deve essere legato al dovere altrettanto fondamentale del rispetto da parte degli immigrati delle nostre regole e della piena integrazione. E su questo fronte il Veneto è una delle regioni all'avanguardia, attraverso la costruzione di un proprio modello di integrazione. Quello che intendo sottolineare è che, se il diritto di voto è un dato acquisito a livello europeo, chi non lo riconosce sta facendo un'azione di retroguardia che va in senso opposto alle indicazioni per la costruzione di una nuova Europa, realizzata volenti o nolenti anche con la partecipazione dei cittadini stranieri che concorrono ormai al mantenimento e allo sviluppo dei processi produttivi e sociali. Chi si attarda in queste polemiche è superato dalla storia e questo anche se il voto, nella visione che abbiamo a livello regionale, non è una priorità in questo momento.

Altre priorità ritengo che debbano essere poste all'attenzione delle istituzioni, degli imprenditori e del privato sociale, come il problema dell'alloggio, della formazione linguistica, dei processi di integrazione". "Sono rimasto stupito - conclude Zanon - da alcune prese di posizioni critiche espresse anche all'interno della mia forza politica, Alleanza Nazionale, dimenticando l'anima sociale che ha sempre caratterizzano la nostra presenza nell'ambito delle istituzioni governative. Ciò significa il riconoscimento dei diritti fondamentali della persona e di quel sistema di garanzie per il cittadino che sono inalienabili. Ma va tenuto conto anche del fatto che Fini, nella sua esposizione, ha di fatto giocato un ruolo anticipatore nell'ambito del centrodestra che forse ha preso qualcuno in contropiede ma consente di non lasciare che la sinistra si atteggi ad unico paladino della tutela di questi diritti". (Inform)


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