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INFORM - N. 188 - 7 ottobre 2003

Conferenza d'area dei Veneti del Nord America. Italia e Nord America a confronto su economia e cultura

MONTREAL - E’ ruotato intorno ai temi dell’economia e della cultura il dibattito che ha impegnato i delegati nella seconda giornata della Conferenza d’Area del Nord America.

Hanno partecipato alla tavola rotonda - coordinata da Maurizio Cerruti de "Il Gazzettino" - Gabriele Scardellato, docente di Storia dell’Italia e del Canada alle Università di Toronto e York, Giampaolo Romanato, docente all’Università di Padova, Aldo Lorigiola, presidente Anea, Silvio Fortuna, delegato del Presidente di Confidustria per le attività di education e conoscenza, Franco Bortolami, presidente dell’API di Padova.

Scardellato, di origini trevigiane, ha spiegato che gli studenti che frequentano le sue lezioni sono molto interessati a conoscere la propria identità, manifestando il forte bisogno di sapere chi sono in rapporto ai loro genitori. "Il loro vero problema – ha sottolineato - è capire quale cultura rappresentano, perché il Canada e soprattutto l’Italia hanno subito negli ultimi decenni enormi cambiamenti. La loro è un’Italia moderna, quella di Gucci e di Armani, per fare un esempio, del calcio e della Formula Uno. Sono orgogliosi di sentirsi italiani, mentre appena pochi anni fa si vergognavano di essere figli di emigrati. Mantengono, tuttavia, il desiderio di conoscere l’Italia, ma preservare l’identità e l’esperienza dell’emigrazione sarà possibile solo con maggiori risorse formative".

Per Romanato, il fondamentale apporto che gli italiani hanno dato al Canada, anche dal punto di vista dell’identità collettiva, è stato misconosciuto in Italia. La stampa dedica pochissimo spazio ai fatti di quest’area nordamericana e mancano rapporti di collaborazione e scambio tra il mondo universitario dei due Paesi. Parlando del Veneto, Romanato ha detto che "la nostra regione ormai si pone ai massimi livelli produttivi nel mondo e il livello di ricchezza raggiunto nasce da una complessità di situazioni che hanno investito tutti gli aspetti della società veneta: politico, economico, finanche religioso. Per costruire il Terzo Veneto, quello del domani, occorre promuovere la nostra cultura nel mondo, anche intensificando i corsi di lingua italiana, con iniziative gestite dalle Università e da tutte quelle istituzioni che operano sul territorio, come le biblioteche e le accademie, magari attraverso apposite convenzioni con la Regione".

Aldo Lorigiola, presidente dell’Associazione Nazionale Emigrati ed Ex Emigrati in Australia e Americhe (A.N.E.A.), ha incentrato il suo intervento sul significato di italicità, cioè "quell’insieme di caratteristiche e di valori personali e comunitari riconducibili chiaramente all’etnia italiana disseminata nel mondo", e ha auspicato che dai lavori della Conferenza scaturisca anche un metodo per tentare di capire le nuove generazioni e consentire loro di scoprire la propria identità.

Silvio Fortuna, imprenditore vicentino ed esponente di spicco di Confindustria, ha ricordato che in una recente missione economica a New York sono state gettate le basi di un modello di business community per favorire gli investimenti americani in Italia, l’ultimo paese dell’Unione europea per capacità di attirare capitali stranieri. "Nella stessa missione – ha ricordato - si è anche raggiunto un accordo per l’insegnamento dell’italiano in 500 scuole dello Stato di New York. Ritengo che lingua sia fattore importante per la diffusione della nostra cultura, anche quella d’impresa. E’ opportuno incontrare, adesso, anche questo Canada, a me poco conosciuto, noto coma la ‘tigre del Nord’ per i suoi altissimi tassi di sviluppo economico". Italia e Canada economicamente si conoscono poco, ha sottolineato Fortuna, e i dati lo confermano: occupiamo il nono posto nelle esportazioni, mentre ci attestiamo all’undicesimo posto per le importazioni. L’interscambio negli investimenti è quasi nullo, "ed è per questo – ha concluso il rappresentante di Confindustria - che la presenza di tanti italiani potrebbe tornarci utile per consolidare i rapporti con le nostre comunità, pensando anche a prospettive di sviluppo economico. E i giovani dovranno diventare la nostra forza: dobbiamo farli venire in Italia per corsi di formazione, farli diventare il motore dello sviluppo e dell’interscambio".

Infine, Franco Bortolami, presidente dell’Associazione Piccole e Medie industrie di Padova, ha esposto brevemente la realtà economica veneta e l’urgente bisogno di delocalizzazione, auspicando la creazione di joint venture fra imprese italiane e canadesi. Anch’egli si è soffermato sull’importanza del coinvolgimento dei giovani e sulla necessità di formarli professionalmente. (Luisa Quinto-Veneti nel Mondo/Inform)


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