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INFORM - N. 187 - 6 ottobre 2003

Veneti nel Mondo - Conferenza d'area Nord America. La relazione dell'Assessore regionale Raffaele Zanon

MONTREAL - Gli inni canadese, italiano e statunitense, interpretati dal coro "Tre Venezie" di Montréal, hanno aperto simbolicamente i lavori della Conferenza d’area dei Veneti del Nord America. Nel teatro "Mirella e Lino Saputo" del Centro Leonardo da Vinci a St. Leonard, la Little Italy di Montreal, si sono dati appuntamento oltre cento delegati, in rappresentanza di 42 tra circoli e associazioni venete in Canada e di 8 circoli statunitensi.

Ai saluti portati da Giovanni Dolfato, presidente della Federazione delle Associazioni venete del Quèbec, si sono aggiunti gli interventi del Presidente dell’Associazione Veronesi nel mondo, Claudio Valente, dei deputati dell’Assemblea Nazionale del Québec, Tony Tomassi e Massimo Pacetti, del viceconsole d’Italia in Canada, Alidoro Catocci.

L’assessore ai flussi migratori, Raffaele Zanon, dopo aver portato i saluti del Governo regionale e il caloroso messaggio d’augurio del ministro Mirko Tremaglia, ha anticipato lo scenario politico-culturale su cui la Regione lavorerà per costruire il "Terzo Veneto", quello del futuro, in grado di affrontare la sfida della globalizzazione. In tal senso si inseriscono i lavori di questa Conferenza, momento di incontro e confronto di idee che potrà offrire proposte efficaci e idonee per la programmazione e la definizione delle politiche regionali.

Questi alcuni dei più significativi passaggi della relazione introduttiva dell’assessore Zanon.

In questo momento sento di rappresentare i 4 milioni e mezzo di veneti che risiedono nel territorio della regione. Un Veneto le cui esportazioni nell'anno 2000 hanno superato il valore di 36 milioni di euro e che ha importato prodotti e materie per circa 28 milioni. Un Veneto capace di porsi all’attenzione dei mercati esteri per la qualità dei suoi prodotti, soprattutto nei settori metalmeccanico, tessile, dell’abbigliamento e della tecnologia avanzata.

Un Veneto che detiene il primato anche in campo turistico, grazie ai 55 milioni di presenze che la pongono al primo posto fra le regioni italiane. Un Veneto che conta 400 mila imprese artigiane e oltre 4000 piccole e medie industrie che rappresentano un tessuto produttivo vasto e variegato, ovvero quel modello analizzato e studiato a livello mondiale.

Il Veneto che noi oggi qui orgogliosamente rappresentiamo è anche una terra di cultura: basti pensare alle grandi città d’arte, alle Università, ai personaggi illustri che qui sono nati e che da questi luoghi hanno tratto ispirazione per le loro opere. Però noi sentiamo di rappresentare anche il Veneto del privato sociale, del volontariato, delle migliaia di associazioni che nei più diversi settori aggregano i nostri corregionali. Ma questa terra meravigliosa è qui rappresentata anche da chi non risiede nel suo territorio, perché quando si parla di Veneto è doveroso pensare agli oltre nove milioni di corregionali che popolano i cinque continenti. Con questa Conferenza d’Area la Regione intende mettere a disposizione innanzitutto uno strumento per conoscerci meglio, intraprendere nuovi percorsi e iniziare un dialogo costruttivo.

La stessa politica nazionale sta da qualche anno prendendo coscienza dell'importanza e della reciproca utilità di rafforzare i legami con i propri connazionali all'estero. Cito solo il tanto atteso riconoscimento della possibilità per gli italiani nel mondo di partecipare al voto, una conquista che rappresenta l'impegno di tutta una vita del ministro per gli Italiani nel Mondo Mirko Tremaglia.

Non intendo dettare linee di lavoro per la Conferenza, perché sarà compito di ognuno di noi proporre e affrontare le problematiche ritenute più pressanti, ma voglio fornire alcune indicazioni sulle linee politiche tracciate dalla nuova legge sull’emigrazione, approvata all’inizio di quest’anno dal Consiglio regionale. I nostri obiettivi riguardano il sostegno ai corregionali in particolari situazioni di difficoltà, l’assistenza agli emigrati di rientro, l’apertura di sportelli informativi, gli scambi culturali, l’inserimento scolastico, riservando particolare attenzione al mondo giovanile.

Il Veneto affronta una fase del tutto originale ed è chiamato a una radicale innovazione. Per costruire il "Terzo Veneto", quello del futuro, la Regione sta puntando tutto su due elementi strategici: il Piano Regionale di Sviluppo e il nuovo Statuto. Questo nuova fase individuerà nella "Veneto Community", costruita grazie ai residenti nel territorio regionale ma anche grazie ai cinque milioni di corregionali che risiedono all’estero, la rete in grado di affrontare le sfide della globalizzazione. Il nostro Veneto - ha concluso Zanon - ha bisogno di investire sul milione di giovani veneti e sul milione e mezzo di oriundi che, seppure integrati nei loro Paesi, conservano la propria identità e anzi vogliono valorizzare le proprie radici e senso di appartenenza. (Inform)


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