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INFORM - N. 185 - 3 ottobre 2003

Pietro Schirru (CGIE Australia): "a proposito di partitocrazia, associazionismo e società civile"

SYDNEY - Non posso fare a meno di tornare sulle reazioni degli esponenti del centrodestra, piccoli, medi e grandi-importanti, dopo le assemblee fondative dell'Ulivo svoltesi lo scorso fine settimane in tutto il mondo e che hanno consentito di stabilire un primo contatto politico tra la coalizione di centrosinistra e i cittadini italiani residenti all'estero. E quanto scrive Piertro Schirru (CGIE Australia) sulla rubrica settimanale "Italiani Brava Gente" del quotidiano "La Fiamma".

Ho detto contatto politico e non per caso - così prosegue Schirru - una delle critiche del centrodestra che, invece, sostengono che sarebbe stata introdotta all'estero la partitocrazia italiana: detto e affermato in senso vergognoso e dispregiativo. Mi chiedo chi abbia eletto al Parlamento della Repubblica Italiana, l'attuale ministro per gli italiani nel mondo, On. Mirko Tremaglia? L"associazionismo?, la società civile? (tornerò tra poco su questa definizione). No, l'On. Tremaglia è stato candidato dal partito Alleanza Nazionale che, atualmente, fa parte della coalizione di centrodestra che governa l'Italia. Ebbene, perché Mirko Tremaglia e tutti gli altri deputati che siedono sugli scanni di Montecitorio e i 315 senatori che affollano Palazzo Madama, possono essere eletti dalle organizzazioni "partitocratiche" italiane e i dodici deputati e sei senatori che dovranno essere eletti all'estero dovrebbero essere indicati dalle forze associative e dalla società civile?

Veniamo ai fatti e non alle retoriche chiacchiere di un nazionalismo retorico e un di populismo di comodo cui ormai ci hanno abituato i sostenitori della tesi "all'estero senza i partiti italiani", neanche dovessimo eleggere parlamentari per il Boswana e non per l'Italia. Le Associazioni cui questi signori si riferiscono sono le organizzazioni che da decenni fanno politica di partito all'estero impiegando sigle diverse da quelle dei partiti che le hanno costituite proprio con questo scopo e che le guidano e le dirigono. Non credo debba ancora elencarle ma di una, quella che più si accanisce nelle critiche all'azione de l'Ulivo, vale la pena tornarci sopra. Il CTIM (Comitato Tricolore degli Italiani nel Mondo) è stata fondata tanti anni fa dal Movimento Sociale Italiano, diventato successivamente Alleanza Nazionale, e che ha avuto, da allora, come dirigente di riferimento l'On. Mirko Tremaglia. Lo stesso personaggio politico che per molti anni ha sostenuto la lotta per ottenere il diritto dell'esercizio di voto all'estero, divenuta legge anche per l'appoggio pieno ed incondizionato delle forze di centrosinistra, senza le quali le riforme istituzionali necassarie non sarebbero state approvate. Mirko Tremaglia e il CTIM sostengono la tesi che all'estero di dovrebbero costituire listoni senza i partiti o le coalizioni politiche italiane suggerite dalle associazioni e dalla società civile. Delle associazioni abbiamo già detto e significherebbe far entrare ugualmente i partiti dalla porta di servizio e non legittimamente dall'ingresso principale. Ma per la società civile occorre chiarire alcuni punti fondamentali.

Sono persuaso che quando questi signori che fanno politica di partito, a differenza del sottoscritto, lanciando il sasso e nascondendo la mano, parlano di "società civile" senza proprio sapere a cosa si riferiscono. La cosiddetta "società civile" è la stessa società che negli anni '60 contribuì a trasformare l'Italia con leggi fondamentali come quella sulla giusta causa di licenziamento e la legge che consentì il divorzio. Ma furono i partiti progressisti chiedendo una trasversalità innovativa a rendere possibile l'approvazione di quelle leggi e di quei referendum e non un'astratta definizione di una presunta società civile.

Io vivo in Australia e conosco questo paese e conosco gli italiani e gli italo-australiani che vivono in questo paese. E conosco anche la società civile italiana che vive nel continente australiano. Volete sapere chi costituisce questa società civile? Pensate alle decine di migliaia di pensionati italiani, gli stessi che sono stati beneficiati dalla finzione e dal falso paternalismo di Berlusconi e di Mirko Tremaglia con la favola del milione al mese. Pensate anche a quella strana elargizione della maggiorazione sociale nel 2002 che ha inviato qualche migliaio di dollari direttamente rimpiendo un modulo inviato non dall'INPS ma dalla banca che all'epoca provvedeva ai pagamenti e sbandierata dal ministro Tremaglia e dal CTIM come la grande conquista del governo per gli italiani residenti anche in Australia. Andate a spiegare a queste decine di migliaia di persone che oggi cominciano a ricevere le richieste di rimborso perché l'aumento non spettava loro in base ad una valutazione del reddito che punisce i cittadini residenti in un paese civile come l'Australia. Che gli diciamo a queste persone?, che per protestare si rivolgano alle stesse persone che li hanno ingannati? No, cari signori, se vogliamo giustizia occorre avere una copertura effettiva da parte dei gruppi politici che figurano nelle due Camere italiane e cioè proprio a quei partiti che vengono danto disprezzati e vituperati dal CTIM e dai loro ispiratori.

Il diritto dell'esercizio di voto politico (non associativo) doveva costituire anche il diritto (finalmente) alla piena dignità di cittadini italiani al di là del luogo di residenza. Ebbene l'idea di un listone come quello perorato dal CTIM - conclude Schirru - dove eravamo prima, cioè in serie B. E questo io non lo voglio e sono sicuro che non lo vogliono neanche la stragrande maggioranza degli italiani che nel 2006 saranno chiamati a dare il loro contributo al nuovo parlamento italiano. E poi, andate a rileggervi la Costituzione della Repubblica Italiana, se mai l'avete letta. Un parlamentare eletto in Italia, secondo la Costituzione, non rappresenta chi lo ha eletto, ma tutti gli italiani senza distinzione. Magari qualcuno, adesso, suggerirà di cambiare anche questo articolo della Costituzione. Ma non fidatevi dell'appoggio dei partiti che si raccolgono sotto l'"albero" de l'Ulivo. Non ve lo daremo. (Inform)


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