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INFORM - N. 185 - 3 ottobre 2003

Pittella e Lombardi (Ds): "assestato un ulteriore colpo alla credibilità dei Comites"

ROMA - Nel giro di pochi giorni il governo e la maggioranza che lo sostiene, con il pieno avallo del Ministro per gli Italiani nel Mondo, hanno compiuto due atti significativi della considerazione che essi nutrono nei confronti degli italiani all’estero. E’quanto affermano Gianni Pittella, responsabile dei Ds per gli Italiani all’estero, e Norberto Lombardi, coordinatore del Forumn per gli Italiani nel mondo-

Il primo è il decreto con cui si rinviano per la seconda volta le elezioni per il rinnovo dei Comites, dovuto al ritardo con cui il disegno di legge di riforma degli organismi di rappresentanza di base è stato presentato dallo stesso governo, dalla mancanza di volontà di trovare in sede parlamentare gli accordi necessari per favorirne l’approvazione in tempi compatibili con la prevista scadenza del 31 dicembre e dall’assenteismo della stessa maggioranza prima della scadenza estiva.. In questo modo è stato assestato un ulteriore colpo alla credibilità di questi organismi, già duramente provati dal disinteresse ministeriale, dalle pretese "ispettive" di molti rappresentanti del corpo diplomatico-consolare, dai ritardi e dalle inadeguatezze nell’erogazione dei fondi. Sarà un’impresa non facile, in queste condizioni, continuare a trovare persone che con il loro lavoro volontario assicurino un servizio tanto importante a beneficio delle nostre comunità.

Il secondo atto è costituito dall’approvazione della legge di riforma dei Comites nello stesso testo presentato dal governo, con un anno e mezzo di ritardo rispetto a quello dell’on. Calzolaio e di altri rappresentanti dellUlivo.

Si tratta della versione considerata inadeguata in tre distinte occasioni da parte di una schiacciante maggioranza del CGIE e che i gruppi parlamentari del Centrosinistra avevano richiesto di modificare con emendamenti precisi e mirati sia alla Camera che al Senato. In particolare, in coerenza con le richieste del CGIE, si era chiesto di estendere il rapporto di rappresentanza anche nei confronti delle autorità dei paesi di residenza, in nome dei necessari processi di integrazione da sviluppare, di salvaguardare e di precisare i poteri consultivi dei Comites, di prevedere risorse adeguate per il loro funzionamento e per la loro reale autonomia.

Si è preferito, invece, procedere a colpi di maggioranza per non intaccare la subalternità che l’apparato ministeriale continua ad esigere e per proiettare anche in questo campo, dove la politica delle intese aveva preso positivamente il sopravvento, l’arrogante spirito di maggioranza di cui il governo sta dando quotidianamente prova.

Si è dunque scoperto il vero gioco di chi finora ha menato vanto dell’efficacia della politica delle intese, che viene usata come un abito di festa per autocelebrarsi, e viene poi miseramente disattesa quando si tratta di ricavare dagli accordi un beneficio reale per gli italiani all’estero.

In ogni caso - concludono Piottella e Lombardi - , pur nelle più difficili condizioni imposte dalla maggioranza di governo, il nostro impegno è quello di fare in modo che nella pratica reale i Comites possano recuperare, almeno in parte, quei poteri che la legge gli ha negato e che la vitalità e la volontà di rinnovamento, di cui l’Ulivo sta dando prova in queste settimane in tutto il mondo, possano contribuire a recuperare nei fatti la battuta d’arresto imposta da questo governo. (Inform)


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