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INFORM - N. 184 - 2 ottobre 2003

Enzo Centofanti (CGIE USA): Invasione degli Ulivisti

FILADELFIA - Successo o fallimento la "calata" nelle comunità italiane nel mondo da parte degli ulivisti? Le cifre parlano chiaramente. Un clamoroso disastro. L'incontro a Filadelfia è avvenuto nella lussuosa villa di un illustre medico molisano, un milionario di sinistra noto per la sua generosità e per i magnifici ricevimenti che annualmente organizza per gli amici tra i quali mi vanto di appartenere. Neanche la fama dei suoi ricevimenti è servita ad attrarre gli amici. Il Dr. Borghesi (che ha sostituito Brutti) a Filadelfia è stato accolto da una dozzina di persone e non tutte di sinistra che sono intervenute più per far piacere all'amico ospite che per il desiderio di incontrare un ulivista. A New York, la più grande comunità italiana del Nord America, ad accogliere l'illustre ulivista c'erano 35 (trentacinque) persone delle quali una mezza dozzina del locale Forum della Sinistra in continua lotta fra di loro per la leadership di una organizzazione che non esiste. Gli intervenuti erano per la maggior parte professionisti, professori, insegnanti, insomma i soliti intellettuali di sinistra che nessuno conosce perché non si immischiano con la comunità. In quanto a Boston , dopo queste due esperienze, hanno creduto opportuno cancellare l'incontro con i tre che aspettavano anche perché non si sapeva dove erano.

Questo, sacrosanta verità, è il risultato del tanto strombazzato incontro dell'Ulivo con la comunità italiana degli Stati Uniti. Migliaia di euro sprecati per incontrare 47 persone in tutto. 47 , un numero che per i superstiziosi è tutto un programma. Questa è anche la dimostrazione che gli italiani all'estero in genere non vogliono sentir parlare di partiti anche perché sono così numerosi e non riescono a distinguere l'un dall'altro in quanto non sono abituati a sentirne parlare. Ha quindi ragione l'on. Tremaglia che per le future elezioni auspica una lista di candidati indicati dalle associazioni degli italiani e non dai partiti. Dopotutto chi meglio di Tremaglia conosce gli italiani all'estero? (Enzo Centofanti, CGIE USA)

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