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INFORM - N. 184 - 2 ottobre 2003

Definitivo via libera del Senato alla nuova disciplina dei Comites

Clima di aperta contrapposizione sui contenuti della riforma: il provvedimento è stato varato con l'astensione dell'opposizione.

ROMA - A tre giorni dalla decisione del Consiglio dei Ministri di rinviare al 31 marzo 2004 il termine ultimo per il rinnovo dei Comites, l'Assemblea del Senato, nella seduta del 2 ottobre, ha definitivamente approvato il disegno di legge di riforma. Rinvio delle elezioni a marzo necessario, tenuto conto della necessità di varare il nuovo regolamento di attuazione e di evitare che la chiamata al voto delle comunità italiane all’estero avvenga, per i Paesi dell’emisfero australe, in piena estate.

Il via libera di Palazzo Madama è giunto dopo un serrato dibattito che è stato caratterizzato dalla bocciatura di tutti gli emendamenti presentati dall'opposizione. La discussione in aula si è aperta con l'intervento del relatore Piero Pellicini che, ricordata l'urgenza del provvedimento in esame, ha illustrato i punti della riforma riguardanti in particolare le funzioni dei Comites e la scelta degli elenchi anagrafici da utilizzare per l'individuazione degli elettori, punti che hanno incontrato il forte dissenso dell'opposizione. Questioni che per il rappresentante di Alleanza Nazionale sono già state adeguatamente approfondite e non giustificano una modifica del testo e quindi un ulteriore passaggio del disegno di legge alla Camera che finirebbe per rallentare l'iter del provvedimento. Durante il suo intervento il relatore, che ha invitato il Senato ad apporre con il suo sì "l'ultimo tassello al grande disegno per la riunione politica dell'Italia con i cittadini residenti all'estero", ha anche ringraziato il Ministro Tremaglia per il suo forte e costante impegno in favore degli italiani nel mondo. "Una vita dedicata al ricongiungimento del nostro Paese con quell'Italia che vive e lavora fuori dai confini nazionali, che ha portato alla conquista del pieno esercizio di voto per l'estero".

Il senatore Luigi Marino (Comunisti Italiani) ha espresso un parere diametralmente opposto a quello del relatore ed ha ribadito le perplessità dell'opposizione sia sul limitato ruolo imposto dalla riforma ai Comites, strutture che invece dovrebbero essere in grado di tutelare i diritti dei nostri connazionali in loco, sia sull'utilizzo dell'AIRE al posto della più aggiornata anagrafe consolare, per la definizione delle liste elettorali. Valutazioni, quelle del senatore Marino, che sono state condivise dal senatore Franco Danieli (Margherita) il quale, dopo aver imputato la ristrettezza dei tempi dibattimentali alla tardiva presentazione del disegno di legge da parte del Governo, ha ricordato come gli emendamenti dell'opposizione siano specifici e qualificati e si prefiggano alcuni punti fermi, come, ad esempio la concessione di maggiore autonomia ai Comitati rispetto alle autorità diplomatiche e consolari italiane.

Chiusa la discussione generale è intervenuto del Sottosegretario agli Esteri Margherita Boniver che ha espresso il parere contrario del Governo su tutti gli emendamenti. Quindi l'Assemblea ha respinto con singole votazioni le proposte di modifica presentate. Si è poi passati alle dichiarazioni di voto che sono state aperte dal senatore Nicodemo Francesco Filippelli dell'Udeur il quale, nel dichiarare l'astensione del suo gruppo, ha espresso riserve sul testo in esame: un disegno di legge - ha detto - che ha ricevuto critiche anche dal CGIE. Per Filippelli, anche in considerazione della conquista del pieno esercizio di voto da parte dei cittadini italiani attraverso la circoscrizione Estero, si è persa un'occasione preziosa per ridefinire in profondità il ruolo e le prerogative dei Comites.

Il voto di astensione è stato annunciato anche dal senatore Danieli che, pur ribadendo il suo dissenso su alcuni punti chiave del provvedimento, ha sottolineato come questo disegno di legge consentirà finalmente il rinnovo dei Comites. Per Danieli, che ha denunciato anche un drastico ridimensionamento delle risorse per i corsi di lingua e cultura italiana frequentati dai figli degli italiani emigrati, non si può però dimenticare il fatto che dalle consultazioni elettorali rimarranno comunque esclusi oltre 800 mila italiani regolarmente iscritti nella sola anagrafe consolare.

Dopo la dichiarazione di astensione, per conto dei Democratici di Sinistra, del senatore Milos Budin che ha evidenziato l'esigenza di riordinare al più presto l'anagrafe degli italiani all'estero, è intervenuto il senatore Luigi Peruzzotti (Lega) che, pur manifestando perplessità per la scarsa presenza in Aula dei senatori, ha annunciato il voto favorevole del suo gruppo. L'esponente della Lega ha comunque invitato il Governo a monitorare con la massima attenzione, al fine di evitare eccessivi personalismi, l'attività dei Comites. Anche il rappresentante dei Comunisti senatore Marino ha annunciato l'astensione del suo gruppo. E’ infine intervenuto il senatore Stefano Morselli (Alleanza Nazionale): Il ritardo nell'approvazione del disegno di legge - ha detto - non è imputabile a responsabilità di governo, ma all'ostruzionismo messo in atto dal centrosinistra. Per Morselli sono anche da respingere le critiche circa la scelta dell'AIRE come lista unica di riferimento: prima delle prossime consultazioni elettorali, l’iscrizione a questa anagrafe consentirà ad un numero maggiore di connazionali di partecipare alle elezioni dei Comites. Organismi, questi ultimi, che svolgono un ruolo insostituibile per la realizzazione di una fattiva democrazia partecipativa. Quindi la votazione finale e il varo definitivo del provvedimento già approvato dalla Camera. (Lorenzo Zita-Inform)


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