* INFORM *

INFORM - N. 183 - 1 ottobre 2003

Attacco alle pensioni svizzere e italiane. Grande preoccupazione per gli emigrati italiani in Svizzera

ZURIGO - Che anche gli emigrati italiani in Svizzera siano molto preoccupati per l’attacco allo stato sociale elvetico, portato avanti dalla maggioranza di centrodestra della Confederazione, se ne era avuta la prova con la loro massiccia partecipazione alla manifestazione di protesta organizzata dai sindacati a Berna lo scorso 20 settembre. Ma un’ulteriore dimostrazione di questa legittima preoccupazione, aggravata per la comunità italiana da quanto sta accadendo sullo stesso fronte in Italia, è data anche dalle numerose e frequentatissime assemblee informative che vengono ormai organizzate settimanalmente dall’associazionismo italiano in Svizzera.

Ultimo esempio è stata la notevole presenza di pubblico alla conferenza organizzata a Zurigo, presso la Casa d’Italia, dalla locale Associazione Toscana sul tema "Quali prospettive per le pensioni in Svizzera e Italia? Il ruolo del sindacato e della politica" con la partecipazione di Dino Nardi (esperto del patronato ITAL-UIL), Zabedin Iseini (sindacalista della FLMO) e di Fiammetta Jahreiss-Montagnani (consigliera municipale di Zurigo). Dall’animato dibattito che è seguito alle relazioni degli oratori è emerso chiaramente il disorientamento e l’incertezza della comunità italiana, ed in particolare dei lavoratori più anziani, per il futuro pensionistico.

Per le prestazioni sociali svizzere perché le ultime decisioni del parlamento elvetico (incurante delle proteste di piazza e delle prese di posizione dei sindacati sostenute da partito socialista) hanno penalizzato soprattutto le donne aumentandone l’età pensionabile a 65 anni (parificandole agli uomini) e le vedove sopprimendone o riducendone le prestazioni, mentre nella previdenza aziendale (Secondo Pilastro) in futuro accadrà che i lavoratori dovranno pagare dei premi più alti per ricevere delle prestazioni più basse.

Per quanto concerne, invece, la previdenza sociale italiana la maggiore preoccupazione, anche per gli emigrati italiani in Svizzera, riguarda il pensionamento di anzianità che a causa delle modifiche individuate dal governo Berlusconi renderà ancora più difficile programmare un pensionamento ed un rientro anticipato in Italia, specialmente dopo il blocco del trasferimento dei contributi svizzeri all’INPS, intervenuto nel 2002 con l’entrata in vigore degli accordi bilaterali tra Svizzera ed Unione Europea, ed il silenzio del Ministro del Lavoro italiano alla richiesta di estendere oltre al 31 dicembre prossimo la possibilità per gli emigrati in Svizzera di avvalersi del così detto "trasferimento virtuale" della contribuzione elvetica. (Inform)


Vai a: