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INFORM - N. 182 - 30 settembre 2003

Berlusconi e i pensionati. Una dichiarazione di Silvano Miniati segretario generale UIL Pensionati

ROMA - Il Presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, parlando ieri sera a reti unificate si è avvalso del grande privilegio di non avere né interlocutori né contraddittori.

Tra le tante cose dette, però - dichiara Silvano Miniati, segretario generale Uil Pensionati - alcune riguardano specificamente gli anziani e i pensionati e non possono passare sotto silenzio.

I pensionati, ha detto il Presidente Berlusconi, non hanno nulla da temere, perché tutto rimarrà come prima. Quello da temere, invece, è proprio che tutto rimanga come prima. Negli ultimi anni le pensioni stanno perdendo il 2% circa del loro valore reale ogni anno. Senza rivalutazione e senza modifica del meccanismo di scala mobile, il destino di milioni di pensionati è segnato. Una pensione dignitosa nel 1998 è oggi una pensione al limite della sopravvivenza e nel 2008 sarà una pensione insufficiente per vivere.

Il Presidente del Consiglio ha poi rivendicato il merito di aver portato a 516 euro al mese (il famoso milione) le pensioni di importo più basso. Ma non ha ricordato agli italiani che i pensionati con pensioni al di sotto di questo importo erano oltre 6 milioni; assai più numerose, quindi, del milione e 300mila che hanno effettivamente ricevuto l'aumento. E non ha ricordato neppure - conclude Miniati - che a causa delle modalità farraginose, sono stati penalizzati milioni di pensionati che durante la loro vita lavorativa avevano pagato anni e anni di contributi. (Inform)


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