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INFORM - N. 181 - 29 settembre 2003

Giornate dell’Ulivo per gli Italiai nel Mondo. La relazione introduttiva di Tommaso Conte, responsabile della Margherita, in occasione della programmata visita di Francesco Rutelli a Stoccarda

STOCCARDA - Questa manifestazione, che ha lo scopo di illustrare il programma della coalizione, è un momento essenziale per la costruzione di una diversa politica e serve ad ascoltare eventuali spunti e suggerimenti. È il risultato di un lungo cammino, iniziato a Roma, dai rappresentanti dei partiti e da noi membri del CGIE, che abbiamo aderito all’Ulivo. In aprile di quest’anno è stato costituito, sempre a Roma, l’Ulivo per gli Italiani nel Mondo insieme all’Italia dei Valori.

Caro Francesco, la platea che hai davanti è un auditorio di connazionali che in parte hanno superato la fase "valigie di cartone"; che hanno allargato all’Europa una cittadinanza, che oramai andava loro stretta; che sono divenuti soggetti giuridici, esprimendo in loco, mediante votazioni, le loro scelte nell’ambito della nazione di provenienza,di accoglienza e di quello europeo;che si apprestano a conseguire la doppia cittadinanza senza perdere quella propria; che si preparano a giovarsi del diritto di eleggere i propri rappresentanti al parlamento italiano; che vantano il diritto di primogenitura, sulla realizzazione di una onesta globalizzazione, che determina un notevole e benefico flusso economico, a vantaggio dell’industria e dei commerci peninsulari.

Questi connazionali, sono preoccupati per i danni che stanno subendo dall’attuale governo italiano, che mostra gravi insufficienze, violazioni sistematiche delle regole democratiche, gaffe con diverse cadute di stile, frasi offensive, disinteresse per le problematiche degli Italiani all’estero.

E’ questo un malgoverno, impegnato a curare in primis gli interessi del suo Premier ed a minare le basi della convivenza civile. Una parte della stampa italiana, asservita al potere, vorrebbe farci credere che quanto scrivono i giornali tedeschi è solo il risultato di pregiudizi verso l’Italia e gli Italiani.

Non è così! "Amiamo l’Italia, nonostante Berlusconi", hanno scritto e detto i Verdi tedeschi all’indomani della colossale gaffe al Parlamento Europeo, distinguendo correttamente tra i meriti dell’Italia e le incapacità o gli errori politici dei suoi rappresentanti.

Non è una questione di pregiudizi. In Germania molti ci invidiano il sole, il mare, le città d’arte, la cucina, la moda, la cultura e tante altre cose, ma di certo, Francesco, non i nostri attuali governanti!!!

E se tanti, troppi, stati europei, attendono con ansia e molta fretta la fine del semestre di Presidenza Italiana, non è per pregiudizi verso l’Italia, bensì per la inaffidabilità, la incompetenza e la storia personale (oserei dire il Curriculum vitae) del Cavaliere.

Anche la "FAZ – Frankfurter Allgemeine Zeitung" e il "Die Welt", giornali conservatori tedeschi, hanno criticato e criticano continuamente, questo governo italiano.

Tutto questo, di certo, non aiuta molto, a costruire un clima di sereno dialogo e confronto con gli amici tedeschi, ed a risolvere costruttivamente i tanti problemi e le gravi difficoltà che abbiamo noi, in Germania.

Ultimamente, il primo canale televisivo tedesco, la ARD, ha trasmesso un servizio sulla nuova legge che riguarda "l’immunità". La trasmissione concludeva con il commento, alquanto ironico: "Questa è la democrazia italiana. Gli Italiani si sono assuefatti a questo stile di governo e forse gli sta anche bene".

No, Signor Cavaliere, gli Italiani all’Estero si ribellano a tutto ciò! Hanno deciso, di difendere l’immagine del proprio paese, da chi - con il suo malgoverno - fornisce, continuamente, materiale per sorrisi, battute, pregiudizi d’inaffidabilità, sono decisi a protestare ed a far sentire la propria contrarietà, a questo governo ed al suo modo di fare politica.

L’Italia, deve avere rappresentanti politici nelle alte cariche dello stato, che riconquistino la credibilità, che il Cavaliere ci ha fatto perdere, con le sue uscite estemporanee, rivelatrici di mancanza di cultura politica di questo personaggio. Non dobbiamo né possiamo più assistere a penosi, umilianti e sconcertanti vuoti di preparazione culturale storico-politica. Di queste penose (e come altro definirle?) situazioni, ne fanno le spese tutti gli Italiani all’estero, e ciò non ci facilita il contatto e l’integrazione nelle collettività, in cui ci troviamo a lavorare ed operare.

Parlando dell’integrazione dell’emigrazione italiana, in questa regione, dove è più numerosa la nostra presenza, la prima sensazione è quella di avere un "ammalato in forte sofferenza". Ancora oggi, la grande maggioranza dei nostri connazionali, ottiene risultati scolastici molto scarsi. Abbiamo il gruppo più numeroso di alunne ed alunni nelle scuole differenziali; una forte percentuale di coloro che non chiudono il ciclo scolastico obbligatorio; molti, sono coloro che non frequentano le scuole professionali; il risultato è che gli Italiani sono tra coloro che fanno i lavori più umili, che occupano i posti più bassi nella scala sociale e poco peso hanno nella società in cui vivono. Naturalmente c’è l’altra faccia della medaglia: ci sono professionisti integrati, gli addetti alla gastronomia ed il commercio che operano bene, come pure tante imprese artigianali.

L’inserimento culturale però, chiave per un’effettiva integrazione, lascia molto a desiderare.

Nutriamo, serie preoccupazioni, per gli interventi verso gli Italiani all’estero, che sono contenuti nella finanziaria e che da quanto risulta dal DPEF (documento di programmazione economica e finanziaria), si preannunciano particolarmente penalizzanti, per noi all’estero.

I nostri stessi diplomatici la settimana scorsa hanno protestato davanti al Ministero delle Finanze e hanno consegnato una lettera aperta al Ministro dell’Economia Tremonti dove hanno scritto: "A causa dell’esiguità delle risorse, la rete delle Ambasciate e dei Consolati non è più in grado di funzionare come dovrebbe. Non c’è da meravigliarsi se al Consolato spesso non risponde un centralinista ma un centralino automatico. Vent’anni fa la percentuale del bilancio statale dedicata alla politica estera era il doppio dell’attuale".

Aggiungo che al Consolato di Stoccarda questo governo ha fatto assumere 11 contrattisti a tempo, per bonificare l’anagrafe, ma allo stesso tempo in questo periodo, 8 impiegati sui 36 complessivi, sono rientrati a Roma e non sono stati sostituiti.

Lo stesso Console, ha voluto informarmi, quale membro di presidenza del CGIE, delle sue forti preoccupazioni, perché nei prossimi mesi altri 8 impiegati rientreranno a Roma, e non si sa, se e quando, verranno sostituiti. Questo, può far capire le gravi inefficienze ed insufficienze, che patiscono tutti i nostri connazionali, quando hanno bisogno di un servizio consolare.

L’inadeguatezza dei servizi consolari è uno dei problemi più sentiti a Stoccarda. L’altro è quello della promozione della lingua e della cultura italiana, che deve essere assunto come impegno di politica estera, di straordinaria importanza da questa coalizione. Vi sono nel ricco Baden-Württemberg molte famiglie italiane che vivono sotto la soglia della povertà.

Abbiamo, il grave problema del non riconoscimento della doppia cittadinanza, che in tutte le regioni della Germania è diventato un diritto acquisito, escluso per gli Italiani che vivono in questa regione e nella Baviera.

Guarda caso, due regioni, dove da sempre, c’è un governo di centrodestra.

Abbiamo due diritti, non o solo parzialmente riconosciuti, e cioè, il permesso di soggiorno e la libera circolazione, diritti, che per noi cittadini europei, dovrebbero essere un fatto acquisito.

Un Italiano, che qui subisce una condanna penale, anche non grave, pur essendo nato in questa regione, pur non conoscendo la lingua italiana e non avendo più alcun parente in Italia, viene espulso e mandato in Italia. Un nostro connazionale, che, indipendentemente dalla sua volontà, diventa disoccupato e dopo il periodo di disoccupazione, chiede l’aiuto sociale, spesso si vede negato il permesso di soggiorno o lo rinnovano di tre mesi in tre mesi. Questa, è la regione in cui noi viviamo, la regione ripeto, governata da sempre, escluso un brevissimo periodo, dal centrodestra.

Che cosa chiediamo all’Ulivo? Di farsi carico, delle esigenze e delle richieste, dei nostri connazionali.

Bisogna offrire agli Italiani all’Estero, una prospettiva ed una speranza. Occorre un salto di qualità, con un progetto di ampio respiro, e se il centrosinistra vuole davvero battere il Cavaliere, deve elaborare un programma compiuto.

Viviamo,in Italia, un vuoto politico, causato da questo governo, ma anche noi dell’opposizione, dobbiamo essere capaci di pensare, una vera e propria proposta alternativa. In poco tempo, il centro-sinistra, deve lavorare alla costruzione di un progetto credibile, per gli Italiani in Italia e per gli Italiani all’estero; anche, questa riunione, serve a tale scopo. È una sfida, che dobbiamo vincere, superiamo la frammentazione del nostro sistema politico, si può e si deve, tornare a governare.

Andando alla conclusione, caro Francesco, una breve riflessione, sulle prossime elezioni europee e sul partito riformista. Le elezioni europee, saranno il vero banco di prova, per valutare la forza della coalizione di centro-sinistra e gli orientamenti degli italiani, di fronte alla fase disastrosa guidata dall’attuale Governo. Bisogna presentarsi alle elezioni uniti, con un programma, che riprenda puntualmente i punti disattesi dalla maggioranza.

C’è stata tanta enfasi sul semestre a presidenza italiana, ma, l’unica cosa che sembra interessare, è la firma da apporre a Roma sulla Costituzione, per continuare in un atteggiamento di auto esaltazione e di un prestigio italiano, ormai soltanto presunto. l primo obiettivo è arrivare con liste unitarie. L’emigrazione, ha una tradizione di unità, ed accoglierebbe con grande favore, una decisione del genere che non dovrebbe, però, presentare troppe auto esclusioni.

Governare l’Europa, vuol dire governare l’Italia e aprire finalmente la strada dello sviluppo, avvilito e ridotto in quest’ultimo biennio, non solo per la congiuntura internazionale negativa.

Il partito unico riformista, può rappresentare una grande chance, ma va costruito con equilibrio e senza "tappe forzate". Si tratta di una "casa", dove ognuno, si deve trovare a suo agio, con la sua identità e le sue aspirazioni. La sintesi è il programma. Penso, che il partito riformista debba essere un partito di programma. Ai leaders, il compito di utilizzare le grandi potenzialità, che si stanno sviluppando nel centro-sinistra.

Se noi, a Stoccarda e nelle altre città sparse nei vari continenti, siamo riusciti in questi tre giorni, ad unirci, nello sforzo di presentare le richieste delle varie collettività, dobbiamo riuscire a far si che anche in Italia, tutti i politici dei diversi partiti che aderiscono all’Ulivo, insieme all’Italia dei Valori ed a Rifondazione Comunista, partito che assolutamente non dobbiamo dimenticare o tralasciare, presentino uniti un programma valido agli Italiani.

Solo così avremo la possibilità di far cadere finalmente questo governo che tanti danni ha già causato a noi tutti, in patria ed all’estero. (Tommaso Conte*)

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* Tommaso Conte è membro del Comitato di Presidenza del CGIE


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