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INFORM - N. 178 - 24 settembre 2003

Legge finanziaria 2004, le ONG incontrano il Governo: "nessuna consultazione e mancano ancora le cifre"

ROMA - A seguito dell’incontro con il Governo tenutosi il 23 settembre per l’illustrazione delle linee-guida della prossima Legge finanziaria, l’Associazione delle ONG Italiane lamenta l’assenza di consultazione e la persistente mancanza di cifre e dati concreti. "In assenza del documento con le cifre, annunciato per il Consiglio dei Ministri di lunedì prossimo - dichiara il Presidente dell’Associazione delle ONG Italiane Sergio Marelli - ci viene presentata una Finanziaria sulla quale non ci viene chiesto nessun parere. A fronte di qualche timido segnale positivo, come ad esempio l’abbattimento dell’Iva sugli acquisti per le Onlus, esprimiamo ancora gravi contrarietà in materia di cooperazione internazionale." Il Governo, infatti, intende mantenere i fondi destinati all’aiuto pubblico allo sviluppo (APS) uguali a quelli stanziati nel 2003 - ovvero il 0,19% del Pil - giustificando il mancato aumento con la difficile congiuntura economica attualmente in atto. "Pur comprendendo tale situazione - continua Marelli - ricordiamo al Governo che la situazione economica internazionale non era certo migliore quando a Monterrey il nostro Paese si è impegnato a stanziare nel 2004 lo 0,27 del PIL a favore dell’APS. Tale impegno va rispettato, in quanto ogni Paese, Italia inclusa, è tenuta ad assumersi le proprie responsabilità in materia di aiuti ai Paesi poveri."

Tra i punti che destano maggiori preoccupazioni vi sono la mancata menzione riguardo la percentuale dell’APS destinata alle ONG (la media dei Paesi europei è pari al 6%, con punte del 9%, come in Olanda) e il non recepimento della richiesta delle ONG di includere nelle misure di defiscalizzazione per il non profit quella riguardante i volontari operanti all’estero e i volontari in servizio civile impiegati nei Paesi in via di sviluppo. Al fine di incrementare il volume delle risorse messe a disposizione per i Paesi poveri, il Governo ha annunciato di voler sperimentare la de-tax proposta dal Ministro Tremonti, ovvero il meccanismo secondo il quale, con libera adesione volontaria, alcuni "punti vendita" potranno destinare una percentuale dell’Iva alla cooperazione internazionale in cambio della detraibilità.

"Non vi è però alcuna indicazione su chi gestirà e come verranno gestite tali risorse - dichiara il Presidente dell’Associazione delle ONG Italiane. In un momento in cui tutti parlano di sussidiarietà, ci chiediamo se non sia più semplice ed efficace, oltre che più coerente, accogliere la richiesta che da tempo fa la campagna promossa dal settimanale ‘Vita’ e alla quale l’Associazione ONG Italiane aderisce fortemente, di applicare alle donazioni fatte dai privati cittadini alle ONG la detraibilità fino al 10%. Ci è stato risposto che la de-tax è stata scelta perché così facendo si incentivano i consumi. Con un potere di acquisto che è diminuito di due terzi negli ultimi due anni e con una fascia della popolazione delle famiglie a forte rischio di povertà, come evidenziato dall’ultima indagine Istat 2002, come si può pensare di incrementare i consumi con questo meccanismo? "Tali misure - conclude Marelli - insieme al promesso bonus riservato alle famiglie per i nuovi nati indicano la volontà di questo Governo di intervenire in modo sporadico sugli effetti invece che sulle cause, ma non si può pensare di combattere la povertà, nei Paesi in via di sviluppo così come in Italia, senza una chiara politica di interventi e strategie strutturali." (Inform)


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