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INFORM - N. 177 - 23 settembre 2003

Luigi Bobba a Bologna alla Festa Nazionale dell’Unità

Dieci proposte delle ACLI per una finanziaria "formato famiglia"

BOLOGNA - "Basta con le argomentazioni ragionieristiche sui conti pubblici. Non si può ignorare il problema del reperimento delle risorse, ma neanche si può continuare a fare una politica che prescinde dai valori delle persone, dai bisogni concreti delle famiglie, dalle paure e dai sogni della società civile. Le manovrine tappabuchi, gli interventi spot non hanno senso. Quando si arriva a dire agli italiani di ipotecare la casa per risollevare i consumi del Paese, vuol dire che si è smarrito il disegno. E’ rimasto solo il PIL. Ora più che mai invece è necessaria una visione organica, un programma, un percorso che abbia un filo logico e possa ridare ossigeno e speranza al ruolo della politica e agli sforzi dei cittadini. Chiediamo una finanziaria fortemente ispirata che indichi una chiara direzione di marcia per il Paese" - così dichiara il Presidente nazionale delle ACLI Luigi Bobba, intervenendo a Bologna alla Festa dell’Unità, a pochi giorni dal varo della Finanziaria.

Sono 10 gli interventi che le ACLI chiedono al governo a favore della famiglia:

1) Un miliardo di euro per i bambini: un sussidio di base per bambini fino a tre anni, pari a 100 euro mensili.

2) Assegni familiari: un assegno familiare di 130 euro per i figli fino al terzo; e un assegno familiare di 160 euro per il quarto figlio ed oltre.

3) Deducibilità delle spese di cura: ossia le spese per collaboratori domestici, asili e scuole, case di cura per anziani, polizze assicurative per i portatori di handicap.

4) 30.000 nuovi posti negli asili nido: una destinazione di risorse adeguata per incrementare del 30% circa i posti disponibili negli asili nido, l’offerta pubblica dei servizi materno-infantili copre poco più di 1/5 della domanda potenziale.

5) 300 euro mensili ai genitori in part-time, con una indennità pari a 300 euro mensili per i genitori che riducono l’orario di lavoro a part-time ovvero che lo lasciano temporaneamente fino ai tre anni di età del figlio.

6) Un credito contributivo ai fini pensionistici per chi è mamma o papà, con il riconoscimento di un accantonamento raddoppiato di contributi nell’anno in cui nasce ciascun figlio, senza limitazioni del numero di figli.

7) Un fondo per le persone non autosufficienti per garantire la copertura dei costi della non autosufficienza stimata mediamente in 1200 euro mensili, a fronte di una indennità di accompagnamento già esistente di circa 420 euro mensili (3.000 milioni di euro per circa 600.000 persone), è necessario reperire risorse aggiuntive per circa 5.600 milioni di euro, parte delle quali sono già in capo ai comuni mentre la maggior parte di esse sono invece in capo agli invalidi ed alle loro famiglie.

8) Agevolazioni per la casa per le nuove famiglie: attraverso una riduzione del costo dei mutui per l’acquisto prima casa; sostenendo i costi dell’affitto - sempre per le nuove famiglie - per un periodo di tre anni ; creando un patrimonio di alloggi (specie in riferimento alle aree metropolitane) da destinare alla locazione permanente a canone concordato. Al fianco all’edilizia residenziale pubblica, in una visione di corretta sussidiarietà, si dovrebbero incentivare investimenti da parte del non-profit, per costruire alloggi da locare a prezzi inferiori del 40% a quelli imposti dal "libero" mercato.

9) Alfabetizzazione ai nuovi saperi: si tratta di fare un investimento sul futuro. Non si possono scaricare solo sulle famiglie le spese relative ad alcuni strumenti essenziali da mettere nello "zaino" dei ragazzi che si avviano al mondo del lavoro, come Internet e l’inglese. Garantire una effettiva eguaglianza educativa oggi vuol dire garantire l’eguaglianza sociale domani, ma anche sviluppo economico e competitività del sistema lavoro.

10) Incentivi alla responsabilità sociale dell’impresa radiotelevisiva sia pubblica che privata: favorire le politiche di natalità vuol dire anche facilitare i genitori rispetto al difficile compito di saper crescere i propri figli. Il recente sondaggio realizzato da Coesis per le ACLI (agosto 2003) conferma la forte preoccupazione che "i minori siano esposti a messaggi diseducativi" (più dell’85%). Occorre creare forti alleanze educative tra famiglia, scuola e televisione. Anche la finanziaria dovrebbe cominciare a prevedere fondi ad hoc da destinare a incentivi per le produzioni televisive responsabili, premi alle emittenti responsabili, azioni di "media education", una riqualificazione alla professionalità responsabile di tutti gli operatori tv. (Inform)


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