* INFORM *

INFORM - N. 177 - 23 settembre 2003

Domenico Pisano (Azzurri nel Mondo): "L’escalation di Fassino

LOS ANGELES - Pur nella estrema diversità di orientamenti politici, ho sempre accreditato l’Onorevole Fassino, comunista doc, di professare il suo credo e di proporre le sue soluzioni politiche ai problemi italiani nella più pura buona fede.

E ciò, al contrario di tutti gli altri esponenti della nostra sinistra, a cominciare dall’Onorevole Rutelli, che sprizzano tortuosità d’idee, falsificazioni della realtà, atteggiamenti e parole, insomma, sempre piegate ad un’esasperata opposizione personale al premier Berlusconi, senza pensare al bene del nostro Paese, evidentemente piegato agli interessi di partito.

Recentemente però, soprattutto da quando tutti i partiti di sinistra sono tesi a cercare di formare un fronte unico contro il centro-destra, anche Fassino, mi pare, abbia perso la purezza delle sue idee comuniste, per confondersi con gli altri esponenti dell’opposizione in proclami, populismo ed alterazione della realtà.

Ha cambiato toni e violenza di espressione, fino a rendendosi ridicolo, ipotizzando persino complotti berlusconiani ai suoi danni, speculando malamente, nel contesto dell’affare Telekom Serbia, su un personaggio assai discutibile come Marini, senza uno straccio di prova o testimonianza, cercando nel contempo di raggiungere lo scopo di distrarre l’attenzione dell’opinione pubblica italiana su quella strana operazione che, al di là di tangenti o non tangenti, di politici coinvolti o no, nessuno dell’allora governo di sinistra ne ha ancora spiegato le ragioni economiche.

In poche parole, anche lui sta cadendo vittima del complesso «Berlusconi», abbandonando gli interessi del Paese, per appiattirsi in quello che è l’esercizio preferito dall’opposizione da quando ha perso clamorosamente le elezioni.

E’ singolare come, a distanza ormai di oltre due anni, i partiti di opposizione non siano riusciti a farsi una ragione della sconfitta elettorale, e, di volta in volta, si rivolgano a Rifondazione Comunista, alla CGIL, ai girotondi, alle piazze, ai black-block, a personaggi come Prandi, Moretti e degni compari, per cercare, con isteria, di dare spallate su spallate al Governo Berlusconi, tanto pare loro insopportabile di dovere collezionare sconfitte su sconfitte parlamentari fino al termine della legislatura.

Mi era sembrato che Fassino ne fosse rimasto fuori, forse l’unico, pur nella sua estrema durezza politica, a restare ai margini di tali atteggiamenti: ma ora non più, anche lui si è unito al coro populista degli altri esponenti dell’opposizione, forse perché si è reso finalmente conto che Berlusconi vuole cambiare l’Italia, sostituendosi a tutti i partiti di sinistra (cosiddetti progressisti), anche attraverso le riforme costituzionali, nel ruolo di vera forza riformista, moderna e proiettata nel futuro.

I discorsi veementi di Piero Fassino all’appena conclusosi festival dell’Unità lasciano chiaramente percepire il panico di cui sono preda i partiti post-comunisti, sempre più dipendenti da Bertinotti, senza il quale non hanno alcuna speranza neppure di impensierire la coalizione di governo.

Il patto con gli Italiani, che sta a base del programma presentato da Berlusconi, si sta puntualmente attuando, nonostante i capricci dei partiti minori di detta coalizione e le puntuali sparate di Bossi che, da quel furbacchione che è, tiene da una parte viva l’attenzione e la fiducia del suo elettorato padano e dall’altra marcia compatto all’unisono con tutto il centro destra verso le promesse riforme.

Vede, onorevole Fassino, io credo che gli Italiani, come hanno già dimostrato, non sono quegli sprovveduti ed ingenui che Lei continua a credere: constatano giorno per giorno ciò che comincia a cambiare in Italia, dopo tutti gli anni di immobilismo dei governi di centro-sinistra che non hanno fatto alcuna delle riforme così necessarie da tanto tempo per ammodernare il nostro Paese.

E Lei sa benissimo perché, vero? Perché con Bertinotti, assolutamente necessario ai vostri successi per fare quadrare i voti necessari, nulla si può fare e nulla si deve cambiare in virtù di una scellerata difesa di prerogative acquisite dalle forze di lavoro e perché era molto più comodo rimandare le riforme a quando avrebbe governato il centro-destra che così si sarebbe attirato, come in effetti si attirerà, tutte le proteste di chi vuole lavorare solo in virtù di diritti sacrosantamente riconosciuti, ma senza avere doveri ed obbligazioni di alcun tipo, e, anzi, migliorare il proprio status solo per anzianità e non per meriti acquisiti.

E questa è la ragione per cui, da quando Ds e compagnia sono all’opposizione, non riescono a presentare alcun programma alternativo, come Lei invece si riprometterebbe di fare il prossimo anno, credo, in occasione delle elezioni europee per presentarsi all’elettorato con un minimo di dignità politica.

Ma Bertinotti, Epifani, i vari professori e registi nei loro girotondi cosa ne pensano? (Domenico Pisano, Azzurri nel Mondo West USA)

Inform


Vai a: