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INFORM - N. 177 - 23 settembre 2003

l’Ital Uil chiede chiarezza sulla vicenda denunciata dall’Eco di Buenos Aires

ROMA - In relazione all’articolo comparso sul settimanale L’Eco d’Italia di Buenos Aires, che denuncia in modo generico speculazioni che avvengono ai danni di cittadini italiani da parte dei patronati, l’Ital-Uil esprime la propria indignazione per il modo superficiale con cui si spara nel mucchio, senza alcuna considerazione per coloro che, invece, operano quotidianamente con sacrificio, abnegazione e professionalità.

L’Ital-Uil, insieme agli altri patronati legalmente riconosciuti dalla legislazione italiana, offre i propri servizi – pertanto anche le dichiarazioni reddituali per l’Inps - gratuitamente a tutti cittadini che si rivolgono alle proprie sedi.

La presenza di "faccendieri" o "procacciatori d’affari" è purtroppo endemica in un ambiente in cui troppo spesso ci si approfitta della buona fede, del bisogno o dell’ignoranza delle persone, soprattutto anziane, come nel caso delle dichiarazioni Red.

Ricordiamo che la legislazione italiana prevede sanzioni pecuniarie e l’arresto fino a sei mesi per coloro che si fanno pagare per servizi che i patronati sono legittimati ad offrire gratuitamente.

E’ proprio per l’odiosità di questa truffa, che L’Eco d’Italia deve fare i nomi e cognomi di coloro che si sono approfittati in modo vergognoso, screditano il lavoro di quei patronati che da tanti anni lavorano per migliorare la qualità della vita dei nostri connazionali all’estero. Inoltre, gli autori di queste azioni debbono essere individuati, "evitando lo straripamento" del fango genericamente gettato su tutti.

L’Ital-Uil è convinta che l’Eco d’Italia, proprio per l’importante ruolo che ricopre all’interno della Comunità italiana in Argentina, ruolo di informazione e pertanto di tutela dei nostri connazionali, si farà portavoce della denuncia, sollevando definitivamente il velo del sospetto. (Inform)


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