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INFORM - N. 176 - 22 settembre 2003

Bellunesi nel Mondo: significative presenze nell' "Aiuola della solidarietà" del Vajont

Il 26 settembre le zolle di Mattmark e della Croce Rossa Internazionale

BELLUNO - Venerdì 26 settembre, nel Palasport di Longarone, il Comune , nell'ambito delle iniziative commemorative del 40 anniversario del Vajont, presenterà la mostra "Vajont, frammenti della memoria" del pittore Ennio d'Ambros e , insieme, a un'esposizione sulla Croce rossa Internazionale a cura del Circolo filatelico bellunese. E proprio agganciandosi a quest'ultima, nel corso della manifestazione, vivremo un momento di intesa emozione, allorché, da parte dell'Associazione Bellunesi nel Mondo, verranno consegnate al Presidente dell'Associazione Superstiti e al Sindaco di Longarone due zolle di terra destinate all' "Aiuola della solidarietà" che sorgerà a Longarone accanto alla Chiesa del Michelucci. Quest'aiuola, come noto, vuol essere la visiva dimostrazione di quanti concorsero nell'opera di soccorso e di aiuto ai superstiti e in quella successiva della ricostruzione, nonché della gratitudine che le comunità del Vajont debbono loro. Essa raccoglierà infatti la terra proveniente da tutte le province d'Italia e dai Paesi del mondo che furono vicini ai superstiti con il loro sostegno. Una delle zolle proviene infatti proprio dalla sede della Croce Rossa Internazionale di Ginevra. Croce Rossa significa , da sempre, solidarietà, soccorso e aiuto in tutto il mondo, soprattutto là ove eventi catastrofici provocano distruzione, morte, sofferenza. Essa fu presente a Longarone da subito, operò per giorni e giorni accanto ai sopravvissuti con il suo instancabile personale; la Croce Rossa Italiana e quella Svizzera non mancarono poi di contribuire generosamente all'opera di ricostruzione con una cospicua donazione alla costruenda Casa di soggiorno per anziani di Longarone e alla Colonia del Vajont di Caorle. Giustamente , nel messaggio che accompagna la terra, Karin Hakansson, direttore della sezione europea della Croce Rossa

Internazionale, dicendosi onorato di partecipare all'iniziativa,scrive che essa "permette di non dimenticare le vittime delle inondazioni e dei disastri che succedono oggi nel mondo, e di dimostrare la stessa solidarietà verso quelle vittime, come l'Italia e la Comunità internazionale diede quarant'anni fa alle Vittime del Vajont". La seconda zolla proviene pure da un luogo altrettanto significativo della Svizzera: Mattmark, dove, nel 1965, travolti dal ghiacciaio dell'Allalin - in una tragedia che ha molte somiglianze con quella del Vajont - perirono 88 operai, tra cui 17 bellunesi, che vi lavoravano alla costruzione di una diga..

Le due zolle sono state raccolte attraverso partecipate cerimonie dalla "Famiglia bellunese" di Ginevra e consegnate all'ABM lo scorso 7 settembre a Einsiedeln, nel corso delle celebrazioni del 25 anniversario della fondazione del Comitato delle Associazioni Venete in Svizzera. Queste donazioni fanno seguito ad altre, avvenute nei mesi scorsi, altrettanto eloquenti, come quella proveniente dalla Famiglia Bellunese di Argentina, raccolta a Buenos Aires nel "Parco Chacabuco", dove sorgeva il "Bar Belluno", nel quale tutte le domeniche si riunivano gli emigranti bellunesi arrivati a Buenos Aires dopo le due guerre mondiali; o quella raccolta nella Scuola "Dante Alighieri" dai bambini di Bariloche, la città della Patagonia fondata dal bellunese Primo Capraro; o dai bellunesi di Montevideo. Nelle prossime settimane sono previsti poi altri importanti arrivi: dal Guatemala, ove la locale "Famiglia Bellunese" raccoglierà la terra dal parco dell'Hotel Longarone, costruito dal longaronese Bruno Stragà che ha voluto dargli - subito dopo la tragedia del Vajont - il nome del suo paese natale per ricordare quanti vi scomparvero nel Vajont; dal Canada, da quella città di Toronto la cui comunità di emigranti italiani diede il suo generoso contributo alla ricostruzione contribuendo a costruire un'ala dell'ospedale di Belluno; e infine dal Messico, dalla città e dallo stato di Veracruz, dai luoghi dove oltre cent'anni fa sbarcarono i primi emigranti bellunesi per quel Paese che fu pur esso presente nello slancio di solidarietà per Longarone. (Inform)


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