* INFORM *

INFORM - N. 176 - 22 settembre 2003

A colloquio con il responsabile Ds per gli Italiani all'estero Gianni Pittella: "Il voto non è un traguardo, ma un nuovo punto di partenza"

BOLOGNA - Sin dai primi dibattiti sul disegno di legge per l'esercizio di voto degli italiani all'estero una delle principali argomentazioni del fronte del "no" faceva leva sulla difficoltà di accertare con precisione l'entità un corpo elettorale così vasto, disperso su quattro continenti ed estremamente dinamico. Una variegata schiera di aventi diritto al voto che ancora oggi, dopo il varo della riforma e del regolamento di attuazione, rimane per certi versi ancora inafferrabile. Per far fronte a queste difficoltà, che nel caso di ricorso motivato a parere di alcuni potrebbero anche inficiare la consultazione elettorale, già da tempo il Ministero degli Esteri ed il Ministero per gli Italiani nel mondo si sono attivati per cercare di sanare le evidenti differenze (circa 900.000 iscritti) tra l'AIRE e le anagrafi consolari. Un problema di antica data che secondo i rappresentanti del centrosinistra andrebbe affrontato alla radice attraverso una drastica e preventiva scelta dell'elettore sull'opzione di voto.

Questa soluzione, che è stata discussa nel corso del Convegno sulle future prospettive del voto alla Festa Nazionale dell'Unità di Bologna, è solo un tassello di una più ampia bozza programmatica, elaborata dall'Ulivo e dall'Italia de Valori, per le nostre collettività all'estero. Linee programmatiche che, come i altri esponenti del centro sinistra, il responsabile per gli Italiani all'estero dei Ds, l’eurodeputato Gianni Pittella, illustrerà alla nostre collettività in occasione delle "Giornate dell'Ulivo per gli italiani all'estero". Un'iniziativa politica che porterà Pittella in Venezuela, un Paese da tempo caratterizzato da una grave crisi economica ed istituzionale, e che abbiamo cercato di approfondire rivolgendo alcune domande al diretto interessato.

La riforma del voto - ha esordito Pittella rispondendo al nostro quesito sulle problematiche ancora irrisolte del suffragio per corrispondenza - non è un traguardo ma un punto di partenza. Dobbiamo creare al più presto le condizioni per far sì che il voto per corrispondenza venga compiutamente esercitato da tutti gli aventi diritto. L'esperienza del referendum della scorsa primavera dimostra infatti che siamo ancora molto lontani da questo obiettivo. In quella consultazione molti italiani all'estero non hanno potuto votare ed altri invece, che non ne avevano il diritto, hanno espresso il loro suffragio. Non possiamo inoltre dimenticare che sussiste una consistente disparità tra gli elenchi anagrafici del Mae e quelli del Ministero dell’Interno. Tutto questo va risolto. Sull'aggiornamento dell'anagrafe, un'operazione che indubbiamente va portata a termine, io proporrei, naturalmente con grande prudenza e disponibilità al dialogo, l'idea di rendere vincolante anche l'opzione del voto per corrispondenza. In questo modo, visto che l'opzione esprime la volontà e la scelta di votare del titolare del diritto, potremmo creare un'aggiornata lista anagrafica.

Il Venezuela - ha proseguito il responsabile dei Ds rispondendo alla nostra domanda sul suo imminente viaggio in quel drammatico contesto dell'America Latina - sta a tutt'oggi vivendo una situazione del tutto particolare. Un profonda emergenza, trascurata dall'opinione pubblica internazionale, che investe il settore economico, sociale e dell'ordine pubblico. In questo ambito, mentre decine di nostri connazionali vengono rapiti, persiste il dissanguamento produttivo dell'economia e le piccole e medie imprese italiane stanno attraversando il più grave periodo di crisi che abbiano mai conosciuto. In Venezuela governa un Presidente che, secondo una certa stampa sarebbe il difensore dei poveri e degli oppressi, ma che in realtà rappresenta il classico dittatore-demagogo. In questa situazione - specifica Pittella indicando la strada politica per il superamento pacifico della crisi istituzionale - le forze di opposizione stanno cercando di indire il referendum revocatorio. Uno strumento, previsto dalla Costituzione venezuelana, che si prefigge l'accertamento del gradimento popolare verso il Presidente in carica. Nonostante sia chiara la contrarietà dell'opinione pubblica alla politica del Presidente, sono comunque tuttora in atto delle manovre volte ad evitare la consultazione referendaria. Quindi, al fine di monitorare l'appuntamento con le urne noi chiediamo che dall'Unione Europea, ma anche dal consesso internazionale, vengano inviati degli osservatori affinché tutte le fasi del referendum siano seguite e controllate.

Per quanto concerne l'Argentina - ha specificato il rappresentante dei Ds auspicando un'intensificazione degli interventi a sostegno delle popolazioni del Sud America - erano previsti degli aiuti nell'ambito della Finanziaria. Fondi che però sono stati utilizzati solo in parte. Quindi bisogna prima sbloccare questi aiuti per l'Argentina, e poi estenderli, visto che la crisi investe numerosi zone del Sud America, anche agli altri Paesi in difficoltà come ad esempio Venezuela. Una Nazione, quest'ultima, dove i nostri connazionali sono sprovvisti di medicine, di strumenti per le medicazioni e dell'indispensabile assistenza alimentare. Nonostante i lodevoli sforzi della Chiesa Cattolica, che cerca di sfamare i bambini, la situazione rimane infatti difficile. Dovremo dunque fare di più. A tale scopo ci batteremo per far sì che, nella legge finanziaria ormai alle porte, siano previsti appositi finanziamenti anche per il sostegno della comunità italiana in Venezuela.

Noi - ha concluso Pittella affrontando con toni critici il nodo dell'informazione per le nostre collettività nel mondo - non abbiamo difficoltà a dire con grande chiarezza che l'informazione, assicurata oggi alla comunità italiana all'estero, è deficitaria, carente ed anche distorta. In particolar modo mi riferisco a Rai International. Quando infatti un'emittente pubblica, nei confronti di comunità come quelle all'estero che meriterebbero la massima obiettività possibile nella comunicazione, diviene lo strumento di una parte politica, allora si capisce come possano insorgere fenomeni di rigetto da parte dei nostri connazionali". (Goffredo Morgia-Inform)


Vai a: