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INFORM - N. 175 - 19 settembre 2003

Negoziati sulla libera circolazione tra Svizzera e UE: i problemi aperti

BERNA - Sono stati avviati i negoziati tra Confederazione Elvetica e Unione Europea per adeguare l’accordo bilaterale sulla libera circolazione all’adesione di dieci nuovi stati all’UE nel maggio del 2004. La Svizzera non si oppone di principio alla concessione della libera circolazione ai futuri cittadini dell’UE provenienti dall’Est. Gli ambienti economici vedono di buon occhio la possibilità di reclutare in futuro personale altamente qualificato da questi paesi e anche lavoratori meno specializzati per settori quali, ad esempio, l’agricoltura.

Le divergenze riguardano soprattutto i tempi dell’accordo: la Commissione Europea vorrebbe che esso entri in vigore già al momento dell’allargamento (maggio 2004), i negoziatori svizzeri sono coscienti che le procedure della Confederazione sono più lente e che bisognerà aspettare almeno fino al 2005. Ancora aperto rimane il discorso riguardante l’introduzione graduale della libera circolazione: per i nuovi paesi dell’UE i tempi di attesa saranno gli stessi degli altri stati membri o saranno più lunghi? Permane, poi, lo spettro del referendum che potrebbe essere lanciato per bloccare questa nuova apertura verso l’UE.

I negoziatori di Berna si muovono, quindi, su un terreno minato, soprattutto in una fase politica in cui ogni nuova apertura verso l’immigrazione non fa che accrescere la popolarità dei partiti come l’Unione Democratica di Centro (UDC) da sempre contraria ad ogni concessione nei confronti dell’UE. (Luisa Deponti-CSERPE/Inform)


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