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INFORM - N. 174 - 18 settembre 2003

Incostituzionale in Svizzera il voto diretto sulle naturalizzazioni

BERNA - Il Tribunale Federale, massima istanza giuridica in Svizzera, ha decretato con due sentenze l’incostituzionalità della procedura di naturalizzazione che passa attraverso il voto diretto dei cittadini alle urne. Questo sistema viene applicato in diversi comuni di alcuni cantoni, che dovranno ora compiere delle riforme per quanto riguarda le modalità con cui viene concessa la cittadinanza svizzera. La Corte suprema ha accolto il ricorso di cinque cittadini di origine balcanica le cui domande di naturalizzazione erano state respinte alle urne nel comune di Emmen vicino a Lucerna. Dato che in quella votazione tutte le persone della ex-Jugoslavia non avevano ottenuto la cittadinanza e tutti i candidati di origine italiana erano invece stati accolti, i giudici federali hanno ravvisato nella votazione un atto di discriminazione arbitraria.

La seconda sentenza del Tribunale federale, forse quella con maggiori conseguenze, ha dichiarato non valida l’iniziativa referendaria dell’Unione Democratica di Centro di Zurigo, che voleva introdurre anche in città il voto alle urne sulle naturalizzazioni. Questo sistema è anticostituzionale perché la decisione su una naturalizzazione è un atto di natura amministrativa che contempla il diritto dei candidati ad essere ascoltati e a conoscere le motivazioni della decisione e ciò non è possibile con uno scrutinio popolare. Inoltre, i cittadini per poter stabilire in modo non arbitrario se concedere la cittadinanza ad uno straniero devono conoscere molti dati personali (ad esempio la situazione economica) dei candidati: questo però lede il diritto alla privacy. In uno Stato moderno, le procedure di naturalizzazione devono passare per delle commissioni ad hoc dotate delle necessarie competenze per svolgere il loro compito con rigore ed obiettività. (Luisa Deponti-CSERPE/Inform)


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