* INFORM *

INFORM - N. 173 - 17 settembre 2003

"Fermare i demolitori degli altrui diritti": i Democratici di Sinistra in Svizzera aderiscono alla manifestazione sindacale del 20 settembre

ZURIGO - Mercoledì 10 settembre, mentre i sindacati e i partiti di sinistra si mobilitavano in tutta la Svizzera contro lo smantellamento dell’AVS e del secondo pilastro, il Consiglio Federale decideva di abbassare, a partire dal 1° gennaio 2004, il tasso d’interesse sui capitali di cassa pensione dal 3.25 % al 2.25 %. Tale decisione per i tempi e i modi in cui è stata presa, non può non suonare come un’aperta sfida al sindacato e alla sinistra. Il Consiglio Federale, ha purtroppo dimostrato, ancora una volta, di essere più sensibile alle richieste delle compagnie assicurative che a quelle delle organizzazioni dei lavoratori. Oggettivamente, tale decisione rafforza la posizione di coloro i quali vogliono una riforma neoliberista del sistema previdenziale svizzero. Se questi gruppi, guidati da Couchepin, dovessero vincere la loro battaglia nel parlamento e nel paese, le conseguenze per i lavoratori e le lavoratrici, ma anche per gli stessi pensionati, potrebbero essere davvero pesanti.

Non dimentichiamo che tra qualche settimana si terranno in Svizzera le elezioni politiche e che il nuovo Parlamento dovrebbe concludere il dibattito parlamentare sull’undicesima revisione AVS e sulla prima revisione della legge che regola le casse pensioni. Se la destra dovesse uscire rafforzata da questa competizione elettorale, allora le peggiori previsioni potrebbero prendere corpo e a brevissima scadenza, senza voler fare i profeti di sventura, potremmo trovarci di fronte questo scenario: ulteriore abbassamento del tasso del tasso d’interesse sui capitali del secondo pilastro; abbassamento del tasso di conversione dall’attuale 7,2 % al 5,8 % (o forse meno); aumento dei premi assicurativi con grave danno non solo per gli assicurati, già in difficoltà a far quadrare i bilanci famigliari, ma anche per le aziende, in particolare quelle piccole e medie che di fronte a nuove difficoltà finanziarie, potrebbero cercare di rifarsi sui salari dei dipendenti, aprendo la strada a nuovi conflitti sociali; eliminazione delle rendite di vedovanza, aumento dell’età pensionabile per uomini e donne, peggioramento del meccanismo che regola gli aumenti delle rendite. In questo incerto e preoccupante contesto, una vittoria della sinistra potrebbe contribuire a fermare il disegno neoliberista delle destre.

Un altro momento decisivo per fermare i demolitori degli altrui diritti (i loro sono regolati da leggi compiacenti fatte su misura per garantire rendite che i cittadini qualunque possono solo sognare) è rappresentato dalla grande manifestazione nazionale organizzata dai sindacati svizzeri il prossimo venti settembre a Berna. Non è esagerato dire che anche dalla riuscita di questa manifestazione dipenderà il futuro assetto pensionistico di questo Paese. E’ necessario, dunque, un impegno straordinario da parte di tutte le organizzazioni legate al mondo del lavoro, affinché quella del 20 settembre diventi una delle più imponenti manifestazioni mai fatte nella Confederazione Elvetica. Noi Democratici di Sinistra in Svizzera, consapevoli della posta in gioco, faremo come sempre la nostra parte. I nostri compagni e le nostre compagne sono impegnati, a vari livelli, in queste settimane per informare e coinvolgere la nostra collettività affinché risponda numerosa all’appello alla mobilitazione e alla lotta lanciato dal movimento sindacale e dalle organizzazioni di sinistra e progressiste in questo Paese. (Salvatore Loiarro, responsabile per le politiche sociali e previdenza dei Democratici di Sinistra in Svizzera)

Inform


Vai a: