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INFORM - N. 173 - 17 settembre 2003

Il programma dell'Ulivo per gli Italiani nel mondo. Tante proposte per sciogliere i nodi dell'emigrazione italiana

ROMA - Le linee programmatiche dell'Ulivo per gli italiani all'estero, che i dirigenti della coalizione e dell'Italia dei Valori illustreranno alle nostre comunità presso i Paesi d'accoglienza dal 26 al 28 settembre, appaiono principalmente finalizzate sia alla tutela dei diritti sociali, economici, giuridici e politici dei nostri connazionali nel mondo, sia al rafforzamento ed al rilancio dell'immagine del nostro Paese in campo internazionale. Tra i numerosi progetti per l'estero della coalizione di centrosinistra, contenuti in un'apposita pubblicazione dal titolo "W l'Italia: l'Ulivo per gli Italiani nel Mondo", si evidenzia anche la necessità di sostenere, oltre al percorso d’integrazione e alla scalata sociale delle nostre comunità, il recupero di un concetto di italianità che sappia però rinnovarsi negli attuali e variegati valori delle tante collettività nel mondo. Un'esigenza di rinnovamento, quella espressa dall'Ulivo, che prevede il superamento di antichi stereotipi, come il considerare gli italiani all'estero una mera risorsa economica e commerciale, ed appare caratterizzata da un particolare impegno in favore dei connazionali che vivono difficili situazioni di disagio sociale ed economico.

Per quanto poi concerne le grandi tematiche internazionali, come la sicurezza mondiale e la lotta al terrorismo, i partiti dell’Ulivo si collocano apertamente al fianco dei costruttori di pace e contro una risposta al terrore che faccia leva, dimenticando possibili alternative politiche, sociali e culturali, sull'esclusivo uso della forza.

Ma dalle indicazioni programmatiche dell'Ulivo, che saranno approfondite e arricchite dalle comunità all'estero, emergono anche specifiche proposte che riguardano in primo luogo il voto e la rappresentanza. In questo contesto la coalizione di centro sinistra, al fine di garantire la correttezza e la regolarità delle future operazioni di voto in loco, propone infatti l'avvio di uno specifico progetto che consenta sia una capillare riorganizzazione delle liste elettorali - una seria bonifica volta al superamento delle discrepanze tra AIRE ed anagrafi consolari - sia una risposta alla crescente domanda di cittadinanza delle nostre collettività dell'America Latina. Una problematica, quest'ultima, che per l'Ulivo andrà affrontata in una più ampia riflessione sulla riforma della legge sulla cittadinanza. Dovrà inoltre essere intensificata anche l'opera di informazione preventiva per i titolari del voto. Un'incombenza che sarà superata solo con il coinvolgimento dei patronati, delle associazioni, della stampa e dei micromedia locali.

Un nodo cruciale, quello della comunicazione dall'Italia verso l'estero, che, partendo da un'efficace applicazione della nuova legge sull'editoria, potrà essere sciolto attraverso l'erogazione di un adeguato sostegno finanziario alla stampa di lingua italiana all'estero, la stipula di specifiche convenzioni con le grandi testate del nostro Paese che intendono promuovere il loro prodotto nel mondo, il miglioramento della presenza di Rai International e la specializzazione tematica delle agenzie d'emigrazione. Al fine di introdurre l'informazione di ritorno nella normale programmazione della Rai, andrebbero poi stipulate altre convenzioni con l'azienda radiotelevisiva di Stato.

Per quanto concerne il futuro dei Comites e del CGIE, dal programma dell'Ulivo viene poi evidenziato come a tutt'oggi sia necessario dare maggiore respiro ed allargare il rapporto di legittimazione democratica di questi organismi. Un rafforzamento delle prerogative e delle competenze che, per il caso del Consiglio Generale degli Italiani all'Estero, appare legittimato, oltre che dalla necessità di sintetizzare in ambito nazionale la politica dei Comites, dall'esigenza di esprimere pareri obbligatori sulle politiche migratorie delle Istituzioni e di partecipare fattivamente alla Conferenza permanente Stato-Regioni-CGIE.

Sul fronte della cultura dall'Ulivo viene invece auspicato, al fine di soddisfare le esigenze delle nuove generazioni, un superamento della tradizionale offerta umanistica - rinascimentale. La nuova proposta culturale dovrà infatti essere più legata a fattori concreti ed attuali, come la scienza e la tecnologia. In questo contesto appare inoltre ormai improrogabile una riforma degli Istituti di Cultura, volta ad introdurre maggiore autonomia scientifica e culturale, ed una profonda riorganizzazione dell'intero settore nella nuova ottica dell'intercultura. Auspicata in questo ambito anche la creazione di un'apposita Agenzia interministeriale per la promozione dell'offerta linguistica - culturale.

Sul fronte dei diritti e della solidarietà viene invece proposta la creazione di uno specifico tavolo internazionale che affronti la grave crisi dell'America Latina. Un dramma umano ed economico, quest'ultimo, che colpisce direttamente le nostre comunità e che, per l'Ulivo, andrebbe affrontato con mirate azioni di cooperazione allo sviluppo e sostanziali misure di sostegno sociale. Dal centrosinistra, che sta valutando la possibilità di proporre un disegno di legge per la concessione di un assegno sociale di solidarietà ai nostri connazionali più bisognosi, viene inoltre sottolineata la necessità di eliminare gli attuali sbarramenti amministrativi e burocratici che impediscono un equo trattamento previdenziale degli italiani all'estero.

Per quanto riguarda infine le relazioni economiche, commerciali e professionali con le nostre collettività nel mondo, un settore molto delicato che rafforza il tessuto economico d'accoglienza e fornisce nuove opportunità agli operatori che agiscono nel sistema italiano, dai suggerimenti programmatici della coalizione emergono specifiche indicazioni. Fra le tante segnaliamo quelle volte al rilancio della cooperazione allo sviluppo, alla creazione di specifici corsi di formazione professionale per le giovani generazioni ed al varo di un'apposita legislazione per la promozione dell'impresa italiana all'estero. (Goffredo Morgia-Inform)


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