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INFORM - N. 171 - 15 settembre 2003

Carlo Costalli (MCL) al Seminario Internazionale sull’Europa di Senigallia: "deludente il progetto di Convenzione"

SENIGALLIA - Occorre rilanciare nel Paese un grande progetto riformista che partendo da comuni radici cristiane coinvolga organizzazioni sociali, uomini di cultura, operatori sociali che abbiano a cuore il Paese. Lo ha affermato Carlo Costalli, Presidente di MCL, intervenendo al Seminario internazionale di studi dedicato al progetto europeo dei cattolici, organizzato a Senigallia dal Movimento Cristiano Lavoratori. Occorre avviare un nuovo clima di relazioni industriali dove alla logica dell’antagonismo fine a se stesso si contrapponga un’alleanza per la competitività e l’inclusione sociale tra gruppi di interessi contrapposti, a cui da tempo ci invitano le autorità comunitarie. L’attuazione della riforma Biagi sul mercato del lavoro è una risposta pragmatica e concreta alle nuove esigenze, una risposta che va nella giusta direzione. Dobbiamo affrontare tutto il "sistema welfare" smettendo di sostenere quelle corporazioni che con la scusa dello Stato sociale lo hanno occupato; dobbiamo avere il coraggio di parlare di riforma delle pensioni: se non si dovesse intervenire per riequilibrare l’attuale sistema pensionistico, il pericolo è che si scateni una guerra tra generazioni.

Davanti ad un’opinione pubblica distratta e poco interessata - ha aggiunto Costalli -, sta prendendo forma la futura costituzione europea. Alcune lobbies e paesi - Francia in testa- stanno facendo di tutto per cancellare l’esperienza religiosa , prima di tutto le radici cristiane, dai fattori costitutivi dell’Europa. Ciò va contro la storia del vecchio continente, pervasa dall’umanesimo cristiano. La storia d’Europa dimostra invece esattamente il contrario: non solo Dio c’è, ma c’entra al punto che le regole di convivenza civile, la solidarietà, il rispetto per la persona, valori quali la libertà, la democrazia (per non dire dell’arte, della letteratura e persino dell’architettura delle nostre città) sarebbero incomprensibili se si cancellasse il fatto cristiano. Ma non è importante solo il riconoscimento esplicito delle radici religiose d’Europa, né basta garantire la libertà religiosa sia individuale, sia sociale (cioè con il riconoscimento giuridico delle Chiese e delle confessioni religiose). E’ anche necessario che vengano riconosciuti e definiti come valori fondanti dell’Europa quelli che dall’esperienza cristiana discendono e che sono alla base delle nostre società: il diritto alla vita, la famiglia fondata sul matrimonio fra uomo e donna, la solidarietà, la sussidiarietà, la lotta alla povertà, la giustizia sociale. Da questo punto di vista - ha concluso Costalli - ciò che la convenzione di Giscard d’Estaing ha saputo tirare fuori è deludente e decisamente preoccupante. (Inform)


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