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INFORM - N. 171 - 15 settembre 2003

Concluso il Secondo Congresso Mondiale della Gioventù Trentina

Più coordinamento, interscambio e soggiorni nelle richieste dei figli degli emigrati

TRENTO - Più coordinamento, più interscambio, ripristino dei soggiorni: e ancora, stages e corsi di formazione in scuole e università del Trentino, e nuovo impulso alla solidarietà nei confronti soprattutto dei paesi dove la vita è più difficile. Queste le richieste che i giovani discendenti degli emigrati trentini hanno presentato a Trento nel corso della cerimonia ufficiale di chiusura del Secondo Congresso mondiale della gioventù.

Un evento atteso dal 1998, anno della prima edizione del Congresso, e che ha visto impegnati, nel lungo e paziente lavoro di coordinamento, l’Assessorato all’Emigrazione e il Servizio emigrazione e relazioni esterne della Provincia autonoma, le associazioni Trentini nel Mondo e Unione Famiglie Trentine all’estero, i consultori presenti nei 18 paesi dai quali provengono gli oltre cento giovani che ne hanno animato, nel corso di tutta la settimana, i lavori, tenutisi a Comano Terme. Un’esperienza indimenticabile che ha permesso di incrociare lingue e speranze, progetti e aspettative, curiosità e nostalgie; ma soprattutto, un’esperienza che ha consentito di mettere a fuoco modi diversi di intendere l’identità trentina, in un mondo che si fa via via sempre più globalizzato e che pure non azzera il bisogno di "radici", ma semmai lo amplifica.

Alla chiusura del Congresso - cui hanno preso parte autorità civili, militari e religiose - sono giunti inoltre i saluti di alcuni ambasciatori. In sala, dopo la lettura da parte dei ragazzi del documento finale, è intervenuto il presidente dell’Unaie Dino De Poli che ha messo al centro i concetti di identità e cultura nazionale. Il vescovo di Trento mons. Luigi Bressan ha ricordato i suoi 28 anni trascorsi all’estero in qualità di Nunzio apostolico, e ha lodato l’entusiasmo e l’impegno manifestato dai giovani trentini, mentre il presidente della Regione Carlo Andreotti ha auspicato la nascita di scambi anche estero-estero, per rafforzare l’amicizia fra le diverse comunità di origine trentina. "Vi ringrazio per le preziose testimonianze che avete portato qui in Trentino - ha detto invece l’assessore provinciale all’emigrazione Sergio Muraro - così piene di ideali e di speranze. Grazie per l’alto contenuto dei vostri messaggi, che non rimarranno inascoltati. Siete riusciti a volare alto".

I contenuti del documento finale del Congresso.

Nel preambolo dl documento finale i giovani trentini sottolineano innanzitutto che, dalla conclusione del primo Congresso mondiale ad oggi, "la forbice che segna la distanza fra i paesi ricchi e potenti e i paesi poveri o impoveriti si è ulteriormente aperta". Ciò rende sempre più difficile rendere omogenei i livelli delle interrelazioni e delle discussioni, per la diversità di aspettative come pure di disponibilità materiali. Eppure, prosegue il documento, i giovani convenuti a Comano hanno manifestato "una voglia di fratellanza stupefacente, assieme a una pervicace volontà di non disperdere un patrimonio comune, da mettere a disposizione di tutti".

Fin dalle considerazioni generali, e quindi prima ancora di giungere alla parte dedicata alle proposte, viene avanzata una richiesta precisa: organizzare iniziative specifiche per divulgare la storia del Trentino e i contenuti della sua Autonomia, perché la sete di conoscenza è sempre più grande, e ad essa va data risposta con una molteplicità di strumenti: corsi "tradizionali", video, fascicoli nelle diverse lingue, documentazione on-line.

Il motto sottinteso in ogni fase dei lavori è stato "agire localmente, pensare mondialmente": Ciò al fine sia di salvaguardare le specificità di ogni comunità e finanche di ogni circolo, sia al tempo stesso di esaltare i legami e i comuni obiettivi. I concetti di riferimento con cui i giovani esprimono questi bisogno di "vicinanza", sono la mondialità, la trentinità, l’apertura a tutti i livelli, la reciprocità, la solidarietà, la conoscenza e la partecipazione, la sussidiarietà, la concretezza, la trasparenza e la democrazia, la fiducia, la volontà e l’entusiasmo. Ma soprattutto la "curiosità", diventata la nuova parola-chiave anche per marcare la distanza che separa le nuove generazioni da quelle dei tempi "eroici" dell’emigrazione (una distanza che pure può essere mediata da un sentimento comune, quello della nostalgia).

E veniamo alle proposte: in primo luogo, si chiedono certezze sul fronte della continuità dei rapporti. Pertanto è necessario, per il Congresso, creare a brevissimo tempo una rete di coordinamento. I paesi di lingua inglese e parte dell’Europa intendono privilegiare soprattutto lo strumento informatico, mentre quelli di lingua spagnola e portoghese danno maggior peso alle persone e alle relazioni dirette, ma le due modalità non si escludono a vicenda. Ciò che conta è che questa rete venga seguita e coordinata, e per fare ciò sono necessarie persone a tempo pieno. I circoli e le associazioni già esistenti nel mondo, naturalmente, sono pronti ad offrire il loro contributo, anche nell’ottica di un necessario ricambio generazionale.

Altra proposta che si è formalizzata è quella di riprendere i soggiorni, che in passato hanno rappresentato in veicolo principale di conoscenza del Trentino, anche con modalità nuove e aggiornate, in particolare dosando nelle giuste proporzioni i tempi dedicati allo studio o alla formazione professionale e quelli dedicati all’approfondimento della conoscenza della realtà sociale, economica, geografica, e culturale del Trentino.

Legato al tema dei soggiorni vi è quello più generale degli interscambi in forma di stages e workshop, in situazioni scolastiche o universitarie o in aziende; rispetto a quanto già si è fatto fino ad oggi è emersa anche una proposta nuova, quella di realizzare interscambi estero-estero, fra i diversi paesi di emigrazione. Ciò consentirebbe, poniamo, ai giovani trentino-statunitensi di conoscere meglio la realtà dei loro coetanei del Brasile e dell’Argentina, o a quelli residenti in Australia di venire a contatto con le diverse sfaccettature dell’Europa. In questo modo, inoltre, il concetto di "rete" verrebbe sicuramente rafforzato.

Un’attenzione particolarmente approfondita è stata dedicata all’Università. Il ragionamento è legato al riconoscimento dei titoli. Si osserva che "se un giovane che viene a laurearsi in Italia risiede in un paese che non riconosce l’equipollenza del titolo di studio, o si è commesso un grave errore o quel giovane ha scelto di non tornare nel suo paese di origine, e quindi non sarà una risorsa né per il suo paese né per i trentini del suo paese". Inoltre si chiede di privilegiare le borse di studio per corsi universitari nei paesi di residenza e di mantenere o aumentare in Trentino e in generale in Italia soprattutto i corsi post-laurea, i master o i corsi brevi di alta formazione.

Infine la solidarietà e la cooperazione allo sviluppo, in particolare nei confronti di paesi che versano in condizioni di grave crisi economica, come l’Argentina. La gioventù trentina anche qui ha qualcosa da dire: accanto ai progetti già in corso di realizzazione in particolare con il coinvolgimento dell’Associazione Trentini nel mondo, si propone il varo di nuove iniziative che partano direttamente dai circoli trentini sparsi per il mondo, sia Nord-Sud (dai trentini che vivono nei paesi più sviluppati verso quelli dei paesi in difficoltà) sia anche Sud-Sud (direttamente fra circoli e comunità presenti nei paesi impoveriti o in crisi).

"La vita di tutti è fatta anche di un pizzico di fortuna - chiude il documento - e di incontri positivi. Noi siamo stati fortunati avendo fatto, con la nostra Provincia e con le nostre associazioni, un buon incontro. Torniamo nei nostri paesi più maturi, più consapevoli, più informati. Ci impegniamo prima di tutto con noi stessi e nella misura del possibile, a continuare a cogliere qualsiasi occasione la vita ci offra per imparare e maturare. In secondo luogo ci impegniamo a continuare ad essere protagonisti della nostra emigrazione e nella società in cui viviamo".(m.p.-Inform)


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