* INFORM *

INFORM - N. 170 - 12 settembre 2003

RASSEGNA STAMPA

Ulisse, Settembre 2003

Verso la nuova Europa, di Franco Frattini

Riva del Garda è il centro della politica estera europea per due giorni, il 5 e 6 settembre, con la riunione informale dei Ministri degli Affari esteri dell’Unione Europea. Non è stato difficile scegliere Riva come sede dell’incontro. La sua storia secolare, le sue radicate tradizioni europee, la sua posizione al centro del continente, l’ottima qualità di vita e infine la tradizionale accoglienza dei suoi cittadini rappresentano un fiore all’occhiello per l’intera regione Trentino Alto Adige. La città, come tutta la regione, è permeata di un forte sentimento cosmopolita. Lo spirito di accoglienza ne ha determinato sia la vocazione turistica, sia la propensione a diventare centro di iniziative e attività economiche.

Il Trentino Alto Adige in generale, e la provincia di Trento in particolare, rappresentano una sintesi significativa dell’esperienza europea. Per la sua collocazione geografica tra l’Europa occidentale e l’Europa orientale, il Trentino è per l’Italia una importante finestra sull’Europa.

La riunione informale dei Ministri degli Esteri - chiamata anche Gymnich, dal nome della località tedesca dove si tenne per la prima volta -, costituisce una occasione per fare il punto sulla situazione dell’Unione e sulle sue prospettive. Alla riunione di Riva partecipano non solo i Ministri dei 15 Stati membri dell’Unione Europea e dei 10 in via di adesione: anche i 3 Paesi candidati (Bulgaria, Romania e Turchia) sono per la prima volta invitati alla colazione ufficiale.

È proprio la ricchezza delle sue diversità culturali a costituire il punto di forza della nostra Unione. Il nostro impegno sta dunque nel rendere più solida un’integrazione che non può essere solo politico-economica, ma dove poter abbracciare il nostro vissuto civile e sociale. Momento fondamentale di questo rafforzamento sarà la nuova Costituzione europea nel maggio del 2004 a Roma.

A 46 anni dalla firma dei Trattati di Roma che segnarono la nascita dell’Europa - momento di quella prima aggregazione tra paesi che si riconoscevano in una identità di fondo comune -, l’Italia si trova ora al centro di un nuovo processo costitutivo europeo. Il 4 ottobre Roma ospiterà infatti i 25 Capi di Stato e di Governo dell’Ue per l’apertura della Conferenza che dovrà adottare il testo della nuova Costituzione europea: un testo sottoscritto, proprio come nel 1957, nella capitale italiana.

Un vero e proprio appuntamento con la storia che sottolinea, all’interno dell’Unione, quella centralità italiana sancita già dai padri fondatori della Comunità europea, quando scelsero Roma come sede e simbolo della nuova Europa. Rendere più forte l’Europa significa anche far valere sempre più l’Unione sulla scena internazionale.

L’Europa ha conosciuto a tal punto guerre e violenze nel secolo appena trascorso da diventare paladina di pace e libertà. L’Italia - nel solco della promessa e dell’impegno dei padri costituenti a non ripercorrere più la strada delle divisioni e dei conflitti - si sta dunque adoperando, e non da oggi, perché in Medio Oriente il dialogo israelo-palestinese prosegua e porti al consolidamento dei piccoli ma significativi risultati finora raggiunti: preludio ad una pace duratura e alla convivenza pacifica di due popoli e di due paesi. L’Unione Europea deve diventare sempre di più il punto di riferimento per quel dialogo tra Oriente e Occidente che la centralità geografica naturalmente le affida. Un costruttivo confronto fra le esigenze di Paesi diversi; il rafforzamento dell’Europa all’esterno, attraverso un crescente impegno internazionale e il consolidamento del rapporto con gli Stati Uniti; il processo di allargamento dell’Unione: questi i momenti essenziali della politica estera della nostra Presidenza. Non basta. Una Europa forte è anche una Europa sicura e il nostro impegno è quello di garantire a tutti i cittadini europei uno spazio di libertà e sicurezza. In nome di questo impegno seguiamo e vigiliamo con attenzione i temi della lotta al terrorismo, della gestione comune delle frontiere esterne, del contrasto dei traffici di esseri umani, dell’immigrazione clandestina e della criminalità organizzata. (Franco Frattini, Ministro degli Affari Esteri)


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