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INFORM - N. 170 - 12 settembre 2003

Conclusa alla Farnesina la riunione del Comitato di Presidenza del CGIE

Tra gli argomenti trattati la Finanziaria 2004, la riforma dei Comites e del CGIE, la formazione professionale e le nuove procedure per gli enti gestori degli interventi scolastici

ROMA - Al termine di due giorni di lavori del Comitato di Presidenza del CGIE si svolta alla Farnesina una con ferenza stampa, presenti il Segretario generale del CGIE Franco Narducci, i Consiglieri Tommaso Conte e Marco Fedi e il Segretario Ministro Torquato Cardilli.

Narducci ha espresso forti preoccupazioni per gli interventi riguardanti gli italiani all'estero che saranno contenuti nella Finanziaria 2004. Un provvedimento che presenta, sin dalla prima proiezione del Documento di programmazione economica e finanziaria, non pochi problemi per lo stato sociale e l’economia e che il Comitato di Presidenza, per tutelare gli interessi dei nostri connazionali all'estero, seguirà durante la fase di formazione e in Parlamento. A tal fine il CGIE invierà tempestivamente al Presidente del Consiglio uno specifico documento e si attiverà anche per sostenere chi, nel Governo e nel Parlamento, dovrà farsi carico di rappresentare le esigenze degli italiani nel mondo.

Narducci, nel ricordare che il dibattito alla Commissione Esteri del Senato sulla riforma dei Comites riprende il 16 settembre, ha poi sottolineato come a tutt'oggi sia molto difficile che il rinnovo dei Comites avvenga, come previsto dall'ultimo rinvio, entro la fine del 2003. Su questo punto il CGIE, ribadendo la sua posizione, ha comunque chiesto nuovamente che le elezioni dei Comitati avvengano nei tempi previsti e con la nuova legge.

Una situazione di stallo, quest'ultima, che dovrà essere risolta dalle istituzioni e che pare ripetersi anche per la riforma del CGIE. La bozza di riforma della legge istitutiva, approvata dallo stesso Consiglio Generale è infatti ancora all’esame dell'Ufficio legislativo del Ministero degli Affari Esteri. Per accelerare i tempi di preparazione da Narducci è stata auspicata la creazione di un tavolo interministeriale che, come è avvenuto per l'elaborazione della riforma dei Comites, riunisca rappresentanti del MAE, del Ministero degli Italiani nel Mondo e del CGIE.

Passando agli interventi scolastici il Segretario Generale ha ricordato la nuova circolare di applicazione che è stata recentemente emanata dalla Direzione Generale per gli Italiani all'Estero della Farnesina. Il documento comporta sia una semplificazione delle procedure, volta allo snellimento delle modalità di lavoro dell'Amministrazione e degli enti gestori, sia la ricerca di una distribuzione più equilibrata delle risorse sullo scenario internazionale. La circolare prevede inoltre l'ottimizzazione dei costi, l'aumento dell'efficienza del servizio ed un incremento della progettualità degli enti. Da segnalare, oltre al tentativo di migliorare il coordinamento dell'insegnamento, la realizzazione di nuove linee guida per gli enti gestori che ora, al fine di evitare i soliti ritardi nell'erogazione dei fondi, potranno presentare al MAE con due mesi d'anticipo le richieste di contributi. Secondo la circolare gli enti, che passeranno dai bilanci di cassa a quelli di competenza, avranno inoltre a disposizione una nuova modulistica.

Tante innovazioni, non preventivamente concertate con il CGIE, che, per Narducci, dovranno essere verificate sul campo, soprattutto per le procedure amministrative e contabili. Non dovrà inoltre essere interrotto l'iter della nuova legge 153. In questo contesto il varo di una riforma di ampio respiro sarebbe infatti quanto mai essenziale per la futura diffusione della cultura e della lingua italiana nel mondo.

Il Comitato di Presidenza ha esaminato anche la questione della formazione professionale. In questo ambito, secondo Narducci, sembra che stia venendo meno la volontà, da parte del Ministero del Lavoro e degli altri organi competenti, di promuovere interventi con valenza sociale, volti cioè a sostenere gli italiani all'estero disoccupati o privi di competenze specifiche. I nuovi orientamenti della formazione professionale appaiono infatti finalizzati al sostegno della alta professionalità che, nei Paesi più avanzati, è invece solitamente a carico dell'impresa privata. Dalle linee generali del bando, che è stato preventivamente illustrato al Comitato prima della pubblicazione, è inoltre emersa la possibilità che l'intero settore possa essere affidato ad un'unica agenzia di formazione professionale. Un'eventualità che, per il CGIE, avrebbe effetti negativi perché potrebbe distruggere quel patrimonio, fatto di capacità e conoscenze, dei tanti enti ed istituti che operano da anni in questo campo con competenza e trasparenza.

Dall'incontro del Comitato con gli esperti dell'INPS, finalizzato all'approfondimento della complessa materia delle pensioni all'estero, sono invece emerse alcune problematiche connesse agli accertamenti reddituali, tuttora in corso, sui nostri pensionati nel mondo. Controlli a tappeto - il CGIE ha comunque dato atto all'INPS di aver compiuto un fattivo sforzo volto all'innovazione degli strumenti per l'accertamento reddituale - che hanno fatto crescere in maniera preoccupante il lavoro dei patronati all'estero.

Per quanto riguarda infine le elezioni europee, è stato chiarito che la proposta su cui il Ministro per gli Italiani nel mondo Mirko Tremaglia ha chiesto al CGIE di pronunciarsi prevede l'introduzione del voto per corrispondenza limitatamente ai nostri connazionali che vivono nei Paesi dell'Uione Europea e che nelle passate elezioni hanno potuto votare in loco, in seggi costituiti presso ciascuna circoscrizione consolare. Sull’argomento è ancora da definire la posizione ufficiale del CGIE. (Goffredo Morgia-Inform)


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