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INFORM - N. 169 - 11 settembre 2003

L'editoriale di "Corrispondenza Italia"

Tutela e formazione: Inas e Ial insieme, anche nei paesi di emigrazione

ROMA - Gli scenari economico-sociali che si delineano alla ripresa di settembre non sono certamente univoci e netti circa il riavvio del motore dello sviluppo e dell’occupazione. Vale per l’Italia come per la gran parte delle aree del mondo con cui il nostro Paese ha rapporti di scambio e legami umani tramite i connazionali in emigrazione. La strada è dunque ancora in salita per i lavoratori e per le loro famiglie e per le organizzazioni sindacali che li rappresentano nella difesa dei loro interessi. E in questo senso l’affinamento dello strumento rivendicativo e della sua efficacia è certamente una priorità a cui però occorre affiancare un’attività di servizio professionalmente qualificata che renda sempre più intenso, utile e proficuo il rapporto con gli associati e, in generale, con i cittadini.

Questi i presupposti di una nuova intesa tra il Patronato della Cisl, Inas, e l’Istituto di Formazione professionale Ial che apre agli operatori Inas la possibilità di svolgere un ruolo di esperti d’aula (o testimoni privilegiati) per corsi di formazione Ial che illustrino il ruolo di tutela e di consulenza del patronato in materia anti-infortunistica e di politiche socio-sanitarie-assistenziali e previdenziali.

La rapida evoluzione del mercato del lavoro, le nuove tipologie dei rapporti di impiego, la stessa organizzazione delle produzioni sempre più variegate e destrutturate rispetto alle vecchie prassi della fabbrica fordista, l’impatto delle tecnologie, l’alta incidenza degli infortuni - dice il presidente dell’Inas Gian Carlo Panero ­ sono tutti fattori che richiedono la presenza attiva e capillare di un sindacato capace di tenere il ritmo dei tempi e di rispondere in modo sempre più aggiornato ai bisogni della gente che rappresentiamo. E ciò significa più formazione e più formatori a tutti i livelli. In questa direzione l’Inas tramite i suoi "sportelli" produce un volume di attività non solo di tutela a "valle" ma anche di consulenza e informazione preventiva "a monte". E questo implica la produzione di materiale e supporti didattici ben al di là del tradizionale versante della legislazione e delle normative socio-previdenziali.

Qui scatta dunque la sinergia con lo Ial che svolge la sua attività su tutto il territorio nazionale e anche in alcuni paesi di emigrazione. E a quest’ultimo proposito si aprono le opportunità di utilizzare le normative europee (Fondo nazionale Fse, Equal, eccetera).

In particolare verrà ad esempio sperimentata, tramite l’Inas-Cisl di Gran Bretagna, una funzione di "agenzia per la specializzazione della lingua inglese" (convenzioni per lo studio e il soggiorno) a fronte di una attività dello Ial che già, tramite le proprie agenzie, fornisce specializzazione di 2° livello (diplomati e laureati) in particolare di carattere informatico e di lingua inglese.

E’ solo il primo gradino - conclude Panero ­ di una scala che vogliamo percorrere rapidamente, a ritmo dei tempi ma in nome di un valore antico di tutta la Cisl, la promozione umana e professionale del lavoro. (Corrispondenza Italia-Inform)


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