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INFORM - N. 168 - 10 settembre 2003

Scuola: per il 40,6% dei genitori italiani è "peggiorata". Una ricerca dell’Eurispes

ROMA - La scuola italiana negli ultimi anni è peggiorata. Parola di genitori italiani! Stando infatti ad un sondaggio contenuto all’interno del Primo Rapporto Nazionale sulla Scuola realizzato dall’Eurispes, su un campione di 1.500 genitori italiani, il 40,6% sostiene che il livello qualitativo della scuola negli ultimi anni è "peggiorato". Il 32,2% ha dichiarato che è "rimasto invariato". Per il 20,6%, invece, è "migliorato".

Disaggregando i dati Eurispes per area geografica emergono differenze significative. Il Sud registra il valore più alto tra coloro che non hanno avvertito cambiamenti nella scuola italiana (37,3% contro il 29,5% del Nord-Est e il 18,6% delle Isole) e il più basso tra chi si è pronunciato per una variazione, positiva o negativa che sia. Anche nel Settentrione prevale una visione negativa del sistema scolastico: valori molto alti, identici nel Nord-Est e nel Nord-Ovest, si registrano per il peggioramento e più contenuti per il miglioramento (20% nel Nord-Ovest e 19,8% nel Nord-Est). L’Italia centrale presenta un andamento dei dati simile alle realtà settentrionali, con una eccezione per la valutazione positiva, in cui il valore è leggermente più alto: 22%.

L’orientamento politico condiziona molto il giudizio sulla scuola: gli intervistati appartenenti all’area di sinistra (50%) e centro-sinistra (52,4%) esprimono un parere negativo. Al contrario gli elettori di destra (34,1%) centro-destra (33,8%) e Centro (39,6%) esprimono un giudizio meno negativo.

Comunque sia a prescindere dall’orientamento politico per il 40,6% dei genitori il livello qualitativo della scuola è "peggiorato". Hanno invece espresso un giudizio positivo (la scuola è migliorata) il 28,9% dei genitori appartenenti all’area di Centro-destra, il 24,7% di Destra, il 19,8% di Centro, il 18,7% di Centro-sinistra, il 18% di Sinistra. Consistente la percentuale di coloro che non sanno esprimere un giudizio: 20,6%.

Per quanto riguarda "i limiti della scuola italiana" è sorprendente il fatto che la maggioranza dei genitori, ben il 33%, non sa esprimere alcun giudizio sulla scuola dei propri figli. Il 25,4% degli intervistati, invece, identifica nella carenza di fondi il principale ostacolo ad un servizio scolastico efficiente. Segue la varietà delle materie: l’11,8% ritiene che questo impedisca di maturare una competenza specifica. La frequenza della sostituzione degli insegnanti viene indicata al terzo posto nella graduatoria delle problematiche più scottanti (7,3%), perché interrompe la continuità didattica creando notevoli disagi agli studenti e ritardi nell’espletamento del programma. Infine il 6,2% di genitori addebita i principali problemi della scuola italiana all’eccessiva sindacalizzazione e il 5,5% ai troppi scioperi e occupazioni.

La disaggregazione territoriale mostra inoltre che, tra i residenti nelle Isole, la percentuale (6,6%) di chi ritiene la scuola italiana classista è maggiore che altrove. Gli intervistati del Nord-Est (4,3%) sono i meno numerosi a credere che il livello di sindacalizzazione nella scuola sia eccessivo; nelle altre aree geografiche le percentuali sono più omogenee. Il problema dell’inadeguatezza dei finanziamenti è avvertito soprattutto al Centro, che raggiunge una percentuale di 28,4%, tre punti sopra la media nazionale, rappresentata dal 25,4%. Il Nord-Ovest (10,3%) avverte maggiormente le difficoltà di realizzare la continuità didattica a causa delle continue sostituzioni degli insegnanti non di ruolo, mentre soprattutto al Centro (8,5%), seguito dal Sud (6,1%), i troppi scioperi e le troppe occupazioni vengono percepiti come un limite della scuola italiana.

Gli intervistati di centro (13,2%) e centro-destra (15,8%) sono i più convinti che la scuola non fornisca competenze specifiche, a causa delle materie troppo numerose, e che ci siano troppi scioperi e troppe occupazioni. L’ipotesi che sia una scuola classista, anche se poco diffusa, è maggiormente presente tra i genitori di centro-sinistra (3,7%) e sinistra (3,1%), che riaffermano con forza l’inadeguatezza dei finanziamenti: Centro-sinistra (28,6%), Sinistra (32%).

Quando si parla di eccessiva sindacalizzazione, si nota uno spostamento consistente dei valori verso destra: il 15,9% degli intervistati di questo schieramento indica questo come il principale limite del nostro sistema scolastico contro il 3,3% dei genitori di sinistra e il 2,4% di quelli del centro-sinistra. E’ il centro-sinistra (9,9%) a sottolineare maggiormente come il frequente avvicendarsi di docenti costituisca un problema per la scuola italiana.

Genitori insoddisfatti anche per quanto riguarda l’edilizia scolastica e la dotazione informatica: hanno espresso un giudizio negativo nel primo caso per il 58,2% e nel secondo per il 48,8%. Risultano comunque soddisfatti i genitori per quanto riguarda la preparazione e la competenza degli insegnati: il 64,5% ha espresso un parere positivo.

Infine il sondaggio ha rilevato l’opinione sull’opportunità di un maggior collegamento tra la scuola e il mondo del lavoro. Alla domanda "Lei ritiene opportuno un maggior collegamento tra la scuola e il mondo del lavoro?", gli intervistati hanno dato i seguenti giudizi: "molto", 54,2%; "abbastanza", 36,8%; "poco", 5,1%; "per niente", 2,2%; "non sa", 1,7%.

L’indagine campionaria, ha rilevato l’opinione di 1.500 genitori con almeno un figlio frequentante, nell’anno scolastico 2002-2003 l’ultima classe delle scuole medie superiori. (Inform)


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