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INFORM - N. 168 - 10 settembre 2003

Giovani trentini da tutto il mondo a confronto per progettare il proprio futuro. Prosegue a Comano Terme il secondo Congresso mondiale

TRENTO - Prosegue a Comano Terme il secondo Congresso mondiale della gioventù trentina, organizzato dal Servizio emigrazione e relazioni esterne della Provincia Autonoma assieme alle associazioni Trentini nel Mondo e Unione Famiglie Trentine all'estero, che vede presenti oltre un centinaio di giovani provenienti dalle tante comunità trentine create all'estero dalla nostra emigrazione.

Sul palco del Centro congressi Alberto Zanutto dell'Università di Trento, con una relazione sul tema "Dall'idea al progetto", e Enrico Cozzio della Federazione trentina delle cooperative, che ha parlato della cooperazione e dei suoi principi. Due temi importanti, visto che a questo Congresso si intende dare - come già fu per la sua prima edizione, quella del 1998 - un seguito fatto di iniziative concrete, nei campi più diversi: cultura, formazione professionale, sostegno all'imprenditorialità giovanile, solidarietà. E ogni iniziativa, com'è ovvio, deve essere accompagnata da un attento lavoro di progettazione.

Quale l'elemento fondamentale di ogni buon progetto? Innanzitutto la comunicazione. "Ogni idea - ha detto infatti Zanutto - diventa progetto solo quando la si comunica ad altri, e quindi, in definitiva, solo quando viene condivisa". Da qui l'importanza di tutta una serie di strumenti, come il business plan, che ormai, soprattutto con la diffusione dei progetti finanziati dall'Unione europea, sono diventati il pane quotidiano di chi opera in questo campo. Ogni buon progetto parte inoltre dall' analisi puntuale del contesto: progettare significa pensare di introdurre dei cambiamenti, e per far sì che essi vengano accolti favorevolmente (ma anche che producano degli effetti positivi) è necessario conoscere bene il quadro culturale, economico e sociopolitico nel quale si va ad operare.

Vanno quindi definiti attentamente gli obiettivi specifici, pianificate le azioni da compiere per raggiungerli, distribuiti al meglio gli incarichi e le risorse. Infine, la valutazione, il momento forse più importante per capire ciò che si è fatto di giusto e di sbagliato ed eventualmente "correggere il tiro".

Con Cozzio ci si è addentrati invece nel mondo del cooperativismo, che tanta parte ha avuto nello sviluppo recente del Trentino, "terra che ha probabilmente la più alta concentrazione di cooperative al mondo". Cozzio ha portato tutti i dati di questo fenomeno: ad esempio, il 98 per cento del comparto agricolo è oggi gestito in provincia in forma cooperativa, fra cantine, consorzi, caseifici, cooperative di servizio o e quant'altro, mentre le casse rurali coprono il 70 per cento del totale del mercato creditizio. Ma si è soffermato anche sugli ideali che sono all'origine del cooperativismo, quelli di un'economia sociale e al servizio dell'uomo, non del profitto. "Ideali - ha spiegato - che non sono poi diversi da quelli che hanno animato ad esempio il controvertice di Riva di qualche giorno fa, dove migliaia di giovani hanno chiesto cose semplicissime, ovvero che l'acqua, la scuola, la salute, non siano considerati alla stregua di merci, di beni alienabili".

Molto ricettiva a questi temi la platea, in particolare i giovani provenienti dall'America latina, in quali hanno detto di condividere le ispirazioni ideali che furono di Reiffeisen o di don Guetti, ma anche di temere che sia molto difficile metterle in pratica nel contesto dell'America del Sud, sia perché l'economia è dominata dalle multinazionali, sia per ragioni più squisitamente culturali. Nel pomeriggio, come di consueto, i lavori di gruppo, nel corso dei quali idiomi, esperienze, sensibilità diverse hanno modo di confrontarsi, al fine di arrivare alla stesura del documento finale che sarà presentato sabato 13 settembre nel corso della cerimonia di chiusura del congresso. (M.P.-Inform)


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