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INFORM - N. 167 - 9 settembre 2003

Bobba (ACLI): "L’Europa leader di una globalizzazione responsabile"

Le conclusioni dell’Incontro nazionale di Orvieto "Vivere la speranza nella società globale del rischio"

ORVIETO . L’Incontro nazionale delle ACLI sul tema "Vivere la speranza nella società globale del rischio" è stato chiuso ad Orvieto dal Presidente nazionale Luigi Bobba. Questi i punti principali.

Globalizzazione responsabile: la carta da giocare è l’Europa - L’Europa ha fatto dei passi avanti sul cammino dell’inclusione, della cittadinanza, dell’accettazione della diversità e lo ha fatto in modo pacifico e democratico. E’ diventata una potenza civile ma deve fare di più, senza restare chiusa nelle sue frontiere, se vuole acquistare una leadership, nel campo della globalizzazione responsabile, che sia di modello non solo ai paesi tecnologicamente avanzati ma anche per i paesi in via di sviluppo. In buona sostanza l’Europa deve essere il soggetto politico in grado di fare da architrave a una globalizzazione responsabile. Quanto alle radici cristiane nella Costituzione europea, appare piuttosto incredibile che siano diventate addirittura "innominabili". Ricordare le proprie radici, il proprio patrimonio significa in realtà possedere ancora la capacità di avere una missione da svolgere. E se dobbiamo pensare a includere qualcosa nella Costituzione europea, alle ACLI piacerebbe che vi fosse inserito il ripudio della guerra come nella nostra Costituzione.

Globalizzazione responsabile: il ruolo dell’Italia - L’Italia deve giocare un ruolo e anche dare un esempio: pensando alle giornate di Orvieto, può iniziare a farlo inserendo nella legge finanziaria investimenti concreti attraverso la leva fiscale sulle energie alternative come la solare e l’eolica. Non possiamo lasciare Prodi da solo sulla sfida della scelta energetica alternativa che ha visto le ACLI essere il primo soggetto della società civile europea a sottoscrivere la Carta di Orvieto che lega in rete le città che scelgono di marciare verso l’idrogeno. Ma il nostro paese deve anche saper mettersi al passo col resto d’Europa: e approvare subito una legge sul diritto d’asilo che ancora manca alla nostra legislazione

Il servizio civile diventi nazionale e obbligatorio - la riforma della leva ha evidentemente scalzato un peso dalle famiglie ma è stata pensata frettolosamente. Il sondaggio che abbiamo commissionato a Coesis, mostra che il 60% degli italiani vedrebbe bene un servizio volontario fortemente incentivato. E noi allora diciamo "servizio civile nazionale obbligatorio". Esiste una domanda in questo senso e le risposte di servizio possono essere tante: all’estero, ma anche in Italia nei tantissimi settori dove è necessaria questa presenza.

New Global: Movimento o movimenti? E con quali prospettive - Non ci piace dire "il movimento new global". Ci piace parlare di "movimenti", complessità, esperienze, sensibilità diverse che hanno assieme una visione che mira a una riglobalizzazione dal basso. Ma questo insieme di soggetti, che è una ricchezza, deve imparare ad essere propositivo. La stagione del "no" è finita. Ora bisogna formulare proposte e indicare percorsi. Trasformare quell’enorme patrimonio collettivo che, nato da una reazione apertamente individuale e privata - cosa c’è di più intimo del balcone di casa nostra - ha ricoperto le città di bandiere della pace, diventando così forza politica. Alla fine, il merito maggiore di questa grande forza di pressione, di questi movimenti, è stato quello di incidere sull’agenda internazionale e, in qualche misura, persino di riscriverla. Ora si tratta di influire di più e di trasformare la protesta in proposta. (Inform)


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