* INFORM *

INFORM - N. 167 - 9 settembre 2003

Ciampi a bordo della "San Giorgio" commemora i marinai morti nell’affondamento della corazzata "Roma"

"E’ l’epopea dell’onore che ricordiamo e celebriamo in questo mare di Sardegna"

ROMA - "Oggi ci rendiamo conto - ha detto il Presidente della Repubblica intervenendo nel Golfo dell'Asinara, a bordo della nave "San Giorgio", alla commemorazione dell'affondamento della corazzata "Roma" - a distanza di sessant'anni, di quanto sia stato importante per noi, per i nostri figli, per il futuro dell'Italia, che anche in quei giorni terribili il tricolore non sia stato ammainato. Mai".

L'affondamento della corazzata, ha continuato Ciampi, "è una tragedia che costituisce uno degli eventi più significativi della nostra memoria comune. Immagino il tormento interiore, il dramma che in quelle ore sconvolse l'animo dei protagonisti di quella vicenda. Quando arriva, improvviso, nel pomeriggio dell'8 settembre l'annuncio dell'armistizio, con l'ordine di prendere il mare per portarsi in un porto controllato dagli anglo-americani, Bergamini pensa all'autoaffondamento della flotta a lui affidata. Dopo ore drammatiche, egli decide di ubbidire".

"Bisogna salvare l’anima della Costituzione"

"E' quella tragedia interiore, è quella epopea dell'onore - ha proseguito Ciampi - che oggi ricordiamo e celebriamo in questo mare di Sardegna: sappiamo che qui nel suo profondo hanno trovato sepoltura tanti degli uomini della "Roma", del "Da Noli", del "Vivaldi".

Ciampi è anche tornato, all’indomani del discorso a Porta San Paolo per i sessant’anni della difesa di Roma, sulla Costituzione che aveva già definito "un documento valido, vivo e vitale". "E’ l’anima della nostra Costituzione che bisogna mantenere - ha dichiarato a bordo della nave San Giorgio -. Poi si potrà pure modificare e sta naturalmente al Parlamento decidere se e come fare ritocchi. L’importante è che i principi fondamentali vengano non solo rispettati, ma sentiti come la base della nostra Nazione" (Inform)


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