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INFORM - N. 166 - 8 settembre 2003

Polda Barsottini, madre di Plaza de Mayo, in Toscana dopo 75 anni. L’incontro a Firenze con il Presidente della Regione Claudio Martini

FIRENZE - Abbiamo fatto quello che ci ordinavano i nostri sentimenti. Se ti portano via il meglio della tua vita, non puoi stare a casa. Quello che vogliamo è trovare un po’ di giustizia. Non tutta, ma almeno un po’ sì". Parole ferme, semplici, ma attraversate da un dolore inestinguibile. Sono quelle che ha usato la signora Polda Barsottini - emigrata in Argentina da Levigliani, Alta Versilia, 75 anni fa e mai più tornata in Italia prima di questi giorni - per raccontare al presidente della Regione Toscana, Claudio Martini, la sua drammatica storia di madre di Plaza de Mayo. Il figlio di Polda, Guillermo, venne rapito nel 1976 per strada, insieme alla fidanzata Maria, dagli uomini della dittatura militare e dal 1978 è diventato uno dei 30mila (ma forse sono molti di più), desaparecidos argentini. Da allora, la signora Barsottini ha lasciato il suo lavoro di sarta e ha speso tutte le sue energie per ritrovare il figlio, diventando uno dei simboli del movimento delle madri e delle nonne ("ma ci sono anche i padri e i fratelli", ha voluto sottolineare) che si batte per la verità e la giustizia. Un impegno per il quale il presidente Martini, che aveva già incontrato la signora Polda a Buenos Aires nel gennaio scorso, ha espresso il pieno sostegno e l’affettuosa solidarietà di tutta la Toscana.

Nel corso dell’incontro - cui ha partecipato anche il presidente della Provincia di Lucca, Andrea Tagliasacchi - Polda Barsottini ha anche ricostruito la sua lunga vicenda di emigrante. "Sono partita che avevo appena sei anni per raggiungere con la mamma il babbo cavatore. Ma non ho dimenticato nulla delle cose che avevo visto allora. Ho sofferto tanto per la partenza ed è stato emozionante conoscere i miei parenti e scoprire la bellezza di Lucca e Firenze. Ma l’Argentina è la patria di mio figlio".

Polda Barsottini è stata poi protagonista dell’iniziativa organizzata dalla Provincia di Lucca a Palazzo Ducale e alla quale ha partecipato anche il regista argentino Marco Bechis. Successivamente, a Levigliani, è stata insignita della cittadinanza onoraria del Comune di Stazzema: "Un Comune importante per la Toscana e l’intero paese - le ha ricordato Martini - e le 560 vittime della strage nazifascista del 1944 attendono, ancora, come i desaparecidos in Argentina, verità e giustizia". (af-Inform)


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