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INFORM - N. 166 - 8 settembre 2003

Ferretti (CGIE): l'opzione a votare per corrispondenza sarebbe "l'arma di distruzione di massa" del voto degli italiani all'estero

ROMA - Per la serie "L'assassino torna sempre sul luogo del delitto", leggo che l'on. Pittella, responsabile dei DS per gli Italiani all'Estero, insiste nuovamente per introdurre l'obbligo di manifestazione dell'opzione a votare per corrispondenza.

Già all'ultimo CGIE circolava un documento con questa bella trovata firmato da tutti i responsabili del centro-sinistra. Però ci era parso che gli stessi firmatari si fossero accorti dell'errore, tanto che ricordo Norberto Lombardi tentare di strapparlo dalle mani di un consigliere per distruggerlo.

Peraltro precedentemente avevo allarmato il Comitato di Presidenza, ma mi era stato risposto che si pareva trattarsi di una idea estemporanea (sottinteso: un po' balzana) che non valeva la pena di discutere e tantomeno di sanzionare ufficialmente.

Per persone di media intelligenza non c'è bisogno di spiegare come l'obbligo dell'opzione a votare per corrispondenza rappresenti l'arma di distruzione di massa del voto degli italiani all'estero. Solo chi ha interesse a boicottarlo può ipotizzare un ostacolo di tale portata.

A questo punto chiedo ai colleghi del CGIE, soprattutto a quelli di centro-sinistra, di esprimere chiaramente la loro opinione in proposito. (Gian Luigi Ferretti, Comitato di Presidenza del CGIE)

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