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INFORM - N. 164 - 4 settembre 2003

Svizzera - I giovani e la paura della diversità

BASILEA - Non è confortante soprattutto per coloro che operano nel settore dell’integrazione scoprire che la maggiore preoccupazione dei giovani svizzeri è la presenza degli stranieri. È quanto risulta da un sondaggio svolto tra 20'000 reclute e un campione di ragazze ventenni. Il 49 % si è detto preoccupato delle tensioni tra stranieri e popolazione locale e il 44 % sarebbe pronto a votare sì alla proposta di fissare un tetto massimo per il numero degli immigrati. I dati, confrontati con quelli delle generazioni più anziane, indicano che i giovani hanno maggiori difficoltà con gli stranieri rispetto ai loro genitori e nonni, che presentano atteggiamenti più tolleranti. Il 63 % degli intervistati, inoltre, ritiene che gli immigrati debbano al più presto integrarsi nel sistema di vita svizzero, mentre il 23 % ritiene che l’attuale percentuale degli stranieri sulla popolazione totale sia già troppo elevata.

Rispetto alla diffidenza nei confronti della società multiculturale le altre preoccupazioni dei giovani hanno minore incidenza: il 29 % teme che i valori tradizionali scompaiano, il 26% ha paura di perdere il posto di lavoro, il 25 % si preoccupa per l’ambiente e il 23 % per l’aumento della povertà. La Svizzera non è mai stata e non diventerà mai un paese culturalmente omogeneo; dunque i risultati del sondaggio tra le reclute non può che spingere i responsabili politici e tutta la società ad un ulteriore impegno per una politica che favorisca il più possibile la convivenza tra le diversità. (Luisa Deponti-CSERPE/Inform)


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