* INFORM *

INFORM - N. 163 - 3 settembre 2003

L’editoriale di "Sicilia Mondo"

Un tunnel sottomarino tra la Sicilia e la Tunisia?

CATANIA - L’ENEA ha presentato alla Regione Siciliana, ai Governi italiano e tunisino ed alla Commissione Europea un progetto di collegamento dell’Europa con l’Africa attraverso un tunnel ferroviario sotto il canale di Sicilia di km 136 che partirebbe da Capo Bon in Tunisia per arrivare in contrada Pizzuto a Nord di Mazzara del Vallo. Una costruzione che i progettisti dichiarano possibile, sicura ed economicamente competitiva sulla base di tecnologie, conoscenza e sperimentazioni provenienti dalla costruzione di reti metropolitane di trasporti sotterranei e di posa di metanodotti sui fondi marini.

Nel mondo, oltre al tunnel sotto la Manica che collega Calais a Dover, sono numerosi i progetti di collegamenti sotterranei esistenti o i corso d’opera. Ricordiamo quelli tra Giappone e Corea, tra Cina e Taiwan, tra Estonia e Finlandia e tanti altri di minore importanza.

Il progetto dell’ENEA si muove nella logica della costruzione del Ponte sullo stretto di Messina che consentirà l’arrivo in Sicilia del flusso di treni da tutta Europa e nella previsione della realizzazione entro il 2010 della zona di libero scambio euromediterraneo. Insomma un corridoio ferroviario che consentirebbe in 90 minuti il trasferimento rapido di produzioni e di merci, nei due sensi, tra l’Europa e l’Africa, due continenti che sono due mondi. Il tunnel, secondo i progettisti può essere predisposto per un futuro trasporto di passeggeri. Un’opera di ingegneria e di tecnologie tutta italiana certamente grandiosa che darebbe valore aggiunto alla "centralità mediterranea" della Sicilia, alla sua collocazione strategica di crocevia di razze, culture e commerci ed alla sua posizione geopolitica di perno dei processi di integrazione dei Paesi terzi nel contesto degli obiettivi della prevista zona di libero scambio.

Ma la realizzazione del tunnel sotto il canale di Sicilia, è al momento tutta in salita non tanto perché si presenti come una impresa da fantascienza quanto per i suoi costi giganteschi che solo l’Europa può affrontare. Una Europa a 25 Stati che ha ora la necessità e l’interesse di un collegamento diretto in direzione del continente africano.

La Sicilia, nonostante sia sprovvista dei necessari mezzi finanziari per avere capacità contrattuale nella costruzione del tunnel, tuttavia può giocare un ruolo non indifferente nella accettazione del progetto. La Regione Siciliana, infatti, è capofila della Conferenza delle Regioni per l’Area Comunitaria. In tale veste è diventata, per conto dell’Unione Europea, la interlocutrice dei paesi del Nord Africa per tutto quello che, direttamente o indirettamente, riguarda la integrazione e l’area mediterranea. Il semestre di Presidenza Italiana dell’Unione Europea è certamente una occasione unica ed irripetibile per dare protagonismo e forza alla capacità di iniziative, alla operatività ed alla "centralità mediterranea" della Sicilia.

Il 27 e 28 novembre la Sicilia ospiterà tutti i rappresentanti delle Regioni Europee, dei Paesi terzi del Mediterraneo e dei Balcani insieme ai rappresentanti dei Paesi membri per stabilire le politiche necessarie ad accelerare il processo di partenariato euromediterraneo partito dalla Conferenza di Barcellona del 1995 con l’obiettivo, entro il 2010, della zona di libero scambio.

Il nostro auspicio è che da un’assise così autorevole e così prestigiosa per la Sicilia che la ospita, venga fuori il quadro di una politica mediterranea che sia una grande politica scadenzata negli obiettivi da raggiungere con la volontà di riequilibrare l’asse comunitario attualmente orientato verso i Paesi dell’Est.

Non sarebbe male se, su iniziativa della Regione Siciliana, nella Assemblea del 27 e 28 novembre, si prendesse conoscenza del progetto del tunnel sottomarino.

Il progetto deve ora convincere sulla sua fattibilità, sicurezza delle tecniche costruttive, costi e tempi di realizzazione, importanza strategica della sua competitività economica e funzionalità. Ha solo bisogno di essere conosciuto ed acquisire consensi.

"Sicilia Mondo" ha scelto il progetto del tunnel sottomarino con la Tunisia tra le "notizie di casa" che porta puntualmente ai propri lettori nelle varie parti del mondo, dove, spesso, la grande stampa e la TV trascurano le comunicazioni che considerano di interesse locale o comunque lontane. Obiettivamente, un tunnel adagiato sul fondo marino del Canale di Sicilia suscita curiosità ed interesse come tutte le cose che rasentano la fantascienza. Certamente riaccenderà l’inguaribile orgoglio e le simpatie delle nostre comunità trattandosi di un progetto espressione della genialità e delle tecnologie italiane.

Ricordando a noi stessi che le comunità italiane all’estero costituiscono una rete diffusa e coesa con grandi capacità di diffondere notizie e creare opinione, siamo convinti di dare anche noi con questo editoriale, un contributo alla conoscenza del tunnel con la Tunisia che riteniamo utile per la Sicilia ed al quale crediamo. (Mimmo Azzia-Sicilia Mondo/Inform)


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