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INFORM - N. 163 - 3 settembre 2003

Premio per gli Italiani nel Mondo - A colloquio con il Ministro degli Istituti Finanziari Internazionali del Governo canadese Maurizio Bevilacqua

ROMA - Il Premio per gli Italiani nel Mondo, istituito dalla Fondazione Marzio Tremaglia per valorizzare i connazionali che onorano il nostro Paese all'estero, ha anche lo scopo di dare un giusto riconoscimento a coloro che ricoprono responsabilità di rilievo nelle pubbliche Amministrazioni, nei Parlamenti e nei Governi degli Stati d'accoglienza. Una scelta fondata sulla piena consapevolezza della realtà italiana nel mondo - a tutt'oggi sono sempre più numerosi gli uomini di governo ed i deputati di origine italiana - che per l'edizione di quest'anno è stata pienamente confermata.

Tra i premiati, uomini e donne di indiscusse capacità scientifiche, imprenditoriali ed artistiche, il Ministro degli Istituti Finanziari Internazionali del Governo Canadese Maurizio Bevilacqua. Un uomo politico di successo, nato a Sulmona in provincia de L'Aquila, che ha ricoperto numerosi incarichi di Governo - è stato Sottosegretario al Lavoro e Ministro per la Scienza, la Ricerca e lo Sviluppo - e che, rieletto nel 1993, ha raccolto il maggior numero di preferenze della storia delle elezioni federali canadese. Un leader del presente e del futuro - per lui l'italianità rappresenta un punto di forza - che nel corso della conferenza stampa di presentazione svoltasi a Palazzo Chigi ha risposto ad alcune nostre domande.

"Sono molto soddisfatto per questo premio - ha esordito Maurizio Bevilacqua esprimendo il suo pieno compiacimento per questo importante riconoscimento del Paese d'origine - soprattutto perché mi è stato conferito dal Governo italiano. E' infatti importante che si comprenda come a tutt'oggi l’Italia non sia solo quella delineata dai confini dello stivale, ma una moderna Nazione con importanti diramazioni - gli italiani vivono e lavorano in ogni parte del mondo - in ambito internazionale. Questa iniziativa, finalizzata alla creazione di un ponte tra il Paese di origine e gli italiani nel mondo, va dunque apprezzata, anche perché i nostri connazionali all'estero non hanno dimenticato la loro italianità e si sono adoperati sia per tutelare la lingua d'origine, sia per non perdere i contatti con la Patria lontana. Io ad esempio sono un acceso tifoso della Ferrari ed ogni domenica seguo le partite del Campionato italiano di calcio della serie A. L'Italia continua dunque ad avere un ruolo importante nella mia esistenza canadese.

In questo contesto - ha proseguito il Ministro ricordando l'antica tradizione di accoglienza che caratterizza il Canada - voglio inoltre sottolineare la grande apertura evidenziata dalla società canadese. Un Paese che sa accogliere gli stranieri e sa come farli partecipare alla vita politica, economica e sociale. Io sono infatti giunto in Canada all'età di dieci anni ed in meno di un ventennio, nel 1988, sono stato eletto alla Camera dei Comuni, l'assemblea canadese che equivale al Parlamento italiano.

L'essere se stessi - ha affermato inoltre Maurizio Bevilacqua rispondendo ad una nostra domanda volta ad individuare quanto le origini italiane abbiano influito sulla sua brillante carriera politica - non ostacola certamente l'esistenza e la carriera di una persona ed io non ho mai dimenticato le mie origini italiane. Quindi, anche se il mio futuro è in Canada, io mantengo il retaggio culturale italiano. Una comunità, quella dei nostri connazionali in Canada - ha infine sottolineato il Ministro ricordando i duri sacrifici degli emigrati italiani - che si è affermata con il duro lavoro e che oggi è ormai integrata nella realtà canadese. Gli italiani in Patria rimarrebbero infatti stupiti se sapessero che lo storico capo delle Giubbe Rosse è italiano e che un importante giudice della Corte Suprema può vantare il medesimo retaggio. (Goffredo Morgia-Inform)


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