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INFORM - N. 161 - 1 settembre 2003

Marco Fedi (CGIE Australia): Populismo, propaganda, logica del terrore e ... spesa militare

MELBOURNE - Populismo, propaganda, logica del terrore e spesa militare: sono gli ingredienti di una società australiana in rapido mutamento. Che si riscopre militarista e fondamentalista attorno al tema del terrorismo. La sentenza per Amrozi, il terrorista sorridente della strage di Bali, ha ricordato all’Australia che in molte parti del mondo la pena di morte è ancora oggi una realtà. Non lo è più in Australia. Eppure la logica del terrore ha fatto proseliti. Il populismo del Governo, che di volta in volta si sforza di far emergere i peggiori sentimenti della nostra opinione pubblica, con qualche complicità di troppo da parte di alcuni quotidiani, è strumento utile a creare consenso. I giudizi morali sulla pena di morte possono quindi passare anche in secondo piano.

Non ci si esime, però, dall’esprimere giudizi – tra Primo ed altri Ministri – sulla sentenza a tre anni di reclusione per Pauline Hanson. Giudizi che costituiscono un attacco all’indipendenza della magistratura e che stanno costruendo attorno alla figura della Pauline Hanson un’aura mistica, da vittima dello Stato, dimenticando che la sentenza è stata espressa da una giuria popolare sulla base dei fatti presentati: uso improprio di rimborsi elettorali ad un partito che era stato illegittimamente registrato.

Pauline Hanson, fondatrice del Partito One Nation, aveva rapidamente portato il partito neo conservatore a Canberra e ad un soffio dal Governo dello Stato del Queensland, con un risultato utile a John Howard: spostare il baricentro della coalizione nazionale liberale più a destra e fornire una nuova base elettorale, ed una giustificazione morale e politica, per le nuove campagne allora in preparazione: chiusura ai profughi, protagonismo nel nuovo ordine mondiale americano, antagonismo alla nuova Unione Europea della moneta unica e della politica estera coordinata e, forse un giorno, anche unica.

Non sorprende quindi più di tanto l’atteggiamento di tanti parlamentari dell’area di Governo che ritengono eccessiva la pena di tre anni inflitta alla Hanson: continuano a preoccuparsi dell’elettorato di One Nation. Non esitarono, infatti, nel momento più alto dal punto di vista elettorale per One Nation, a costituire un vero e proprio fondo per le spese legali dei dissidenti da One Nation.

Ciò che sorprende, tuttavia, è l’assoluta mancanza di incertezze nei nuovi obiettivi del Governo. Con Howard saldamente alle redini, dalle relazioni industriali alla sanità, il Governo non intende farsi più bloccare al Senato. Punta quindi alla "double dissolution" – elezioni politiche in cui tutto il Senato viene rinnovato.

Nel frattempo è necessario riuscire a far dimenticare alle persone il brutto andamento dell’economia. L’aumento del costo della vita. L’aumento dell’evasione, soprattutto dell’imposta sul valore aggiunto (GST) introdotta nel 2000. L’aumento del bilancio della Difesa – sempre meno difesa e sempre più attacco. La vera e propria emergenza sanità con i Premier degli Stati determinati a ridiscuterne tutti gli aspetti, a partire dal finanziamento. Da un Governo che in questo momento riesce a far passare in secondo piano anche la verità ci attendiamo altre sorprese.

Intanto una sorpresa è arrivata al Ministro dell’Immigrazione Ruddock, in concomitanza con l’anniversario della Tampa. I cinque bambini di Ali Bakhtiyari sono stati rilasciati dal centro di detenzione di Baxter: una prima sconfitta, anche se solo in tribunale, per la politica coercitiva del Governo australiano che, anche per i bambini, prevede la detenzione in attesa della determinazione dello status di profugo. Un segnale positivo da un sistema giudiziario che, sistematicamente attaccato dal Governo, si dimostra invece sempre più capace di guardare con serenità alle nuove sfide della mondializzazione. (Marco Fedi-Inform)


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