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INFORM - N. 158 - 12 agosto 2003

Giornata Nazionale del Sacrificio del Lavoro Italiano nel Mondo

Un appello di Susie Leonardis (Comites del New Jersey): "chiediamo alle autorità italiane di prendere atto della tragedia di Monongah, West Virginia"

La tragedia mineraria di Marcinelle che provocò la morte di tanti minatori italiani in cerca di fortuna per guadagnarsi un tozzo di pane, oggi è diventata un simbolo. Le istituzioni italiane hanno proclamato l'8 agosto Giornata Nazionale del Sacrificio del lavoro Italiano nel Mondo. Anche il Nord America fa parte del mondo, e proprio nel Nord America il 6 dicembre 1907 in Monongah, West Virginia, si consumò una delle più tragiche esplosioni minerarie. I morti furono centinaia secondo dati storici.

Padre Everett Briggs, 95enne, grande storico della tragedia, insieme a tanti collaboratori eredi dei minatori, da oltre 50 anni aspetta che qualche autorità italiana venga a visitare quel luogo. Io sono stata a Monongah: che squallore, che pena, che angoscia, che tristezza, lo scenario che si presenta davanti agli occhi fa piangere anche il cuore più duro. E pensare che sotto quella gelida e carbonizzata terra ci sono anche bambini che scendevano nelle miniere ad aiutare i genitori per guadagnare un centesimo in più, e nonostante le misere condizioni di lavoro, tanti di quei centesimi venivano inviati in Italia secondo il racconto tramandato da padre in figlio dal Dottor Salvati.

Io sono stata a Monongah, non ho sventolato il tricolore, mi sono raccolta in preghiera con padre Briggs sotto una fitta pioggia. Guardando quel luogo misero e tragico, la mente mi portava indietro di un secolo. Ma come hanno fatto questi grandi pionieri a resistere, con il solo scopo di una vita migliore? (altro che migliore). E quei bambini, che peccato hanno fatto per una morte cosi tragica? La mente si ferma alle elementari con la poesia di Giosuè Carducci, "Pianto antico": Sei nella terra fredda, sei nella terra negra, né il sol più ti rallegra, né ti risveglia amor. Carducci raccontava la morte del figlio prediletto a tutti noi bambini italiani che imparavamo a scuola. Ma voi piccoli tesori di Monongah, figli della miseria, portavate a casa quel centesimo a mamma. Oggi non avete né un nome e nemmeno un segno di croce. Come madre, come donna, unita alla mia Associazione (Ferriste/i chirurgici italoamericani delle sale operatorie del Nord America) chiediamo alle autorità italiane, incominciando dal Ministro Tremaglia, di prenderne atto anche di questa tragedia, senza strumentalizzazioni politiche e personali. Solo 171 minatori italiani risultano morti nella tragedia sul registro di Monongah, quelli senza nome (solo Dio li conosce) stanno ancora aspettando il tricolore. Anche i ragazzi che, se il Signore avesse concesso loro una lunga vita come a padre Briggs, sarebbero stati orgogliosi di essere italiani. Diamo anche a questi nostri connazionali morti tragicamente per guadagnarsi la pagnotta con sangue e sudore, l'onore che meritano e che aspettano da quasi un secolo.

Venite a Monongah, venite, padre Briggs aspetta tutti a braccia aperte. Può mostrare con orgoglio la casa di riposo per anziani (Santa Barbara) protettrice dei minatori, costruita con i suoi risparmi personali ereditati dai genitori. In loro memoria l'ultimo desiderio espresso da questo grande uomo spirituale è di far erigere una statua in memoria di tutte le eroine italiane rimaste senza i loro uomini che provvedevano a guadagnare il pane quotidiano e con mille bambini orfani di genitore. Scuotiamoci le anime e i cuori, portiamo a Monongah tutti insieme come collettività la preghiera dell'Eterno Riposo e, con un messaggio alle altre etnie locali: che i nuovi uomini politici italiani non sono più latitanti verso i loro cittadini ovunque essi risiedono nel mondo perché oggi anche l'Italia si trova nella stessa barca ad affrontare il fenomeno dell'immigrazione. ( Susie Leonardis, Comites New Jersey, U.S.A.)

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