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INFORM - N. 157 - 11 agosto 2003

La Segreteria dei Ds Germania polemizza con Bruno Zoratto: il solitario canto estivo del "merlo che fischia"

FRANCOFORTE - Dal boschetto romano-stoccardese giunge puntuale il solito monotono e monocromatico editoriale del - così chiamava la sua rubrica fino a poco tempo fa - "merlo che fischia", ossia del direttore del periodico "Oltreconfine".

Ben lungi dall’aver appreso altre melodie, il suo canto estivo si contraddistingue solo per l’usuale e persistente ripetizione di "refrain", nemmeno più adatti per un tormentone estivo nazional-popolare.

Il giornalista Zoratto, ormai assiduo frequentatore del teatrino romano, si è uniformato alla lunghezza d’onda delle frasi standardizzate e di routine che tutto il centro-destra coralmente intona quando si evidenziano gravi insufficienze, violazioni sistematiche di regole democratiche, gaffe, richieste di impunità, degrado del sistema produttivo italiano e disinteresse per le problematiche degli italiani all’estero (basta leggersi le ultime dichiarazioni del ministro Tremonti al riguardo) del governo Berlusconi e C.

Il talk-show organizzato dal canale televisivo RBB di Berlino è stato la cartina di tornasole dell’immancabile litania "pro Berlusconi". Durante la trasmissione infatti il sig. Zoratto ha ripetuto insistentemente solo la frasetta responsoriale : "questo è il governo che ha voluto il popolo italiano". Ma nessuno di quegli elettori - e questo lo denunciamo noi -, ha votato per l’attuale "malgoverno " impegnato a curare principalmente gli interessi del suo premier - da ultimo il progetto Gasparri sull’informazione insegna -, e a minare le basi della convivenza civile, il tutto assecondato, senza prese di distanza, anche da AN.

Ma entriamo nel merito. Il direttore di Oltreconfine si lamenta della campagna strumentale assillante, "alla Goebel" (leggi Goebels), del quotidiano più letto in Germania , il "Bild Zeitung". Proprio lui che non ha esitato alcune settimane orsono a far pubblicare su questa "gazzetta" populista un suo articolo di presunta denuncia, montando un caso che, in brevissimo tempo, è stato smontato e smentito dallo stesso Consolato Generale d’Italia a Stoccarda. Chi vuole far il lupo col lupo, caro Direttore, presto o tardi diventerà per questi un agnello e farà la figura del merlo. A buon intenditore…

Non ci ha sorpreso poi che Bruno Zoratto non si sia accorto delle molteplici proteste e lettere inviate dai nostri connazionali, alle ormai poche testate o agenzie di stampa italiane, libere ed indipendenti, indignati e preoccupati dopo le cadute di stile e le frasi offensive di esponenti del governo di centro-destra. In una situazione di quasi totale controllo dei mezzi di comunicazione è inevitabile che un giornalista di parte, come il direttore di Oltreconfine, interiorizzi solo le assillanti, queste sì, veline del sistema informativo berlusconiano. Così come sicuramente il sig. Zoratto non si sarà accorto che in questi giorni, in molte località balneari italiane governate da amministrazioni di centro-destra, i sindaci si sono premurati di scusarsi pubblicamente con i turisti tedeschi, per mezzo di annunci scritti appositamente in lingua tedesca.

Dovrebbe poi, il nostro editorialista, porsi la domanda, semplice semplice, se i giornali più conservatori tedeschi "FAZ e Die Welt " - solo per dirne alcuni - siano anch’essi strumenti - e citiamo dall’editoriale di Zoratto - della "volgare campagna antitaliana" e cavalcano "la lunga onda della demagogia costruita ad arte sugli stereotipi tanto cari ai nostalgici beceri del revanscismo germanico ". Certo che una siffatta prosa di vecchia memoria aiuta molto a costruire un clima di sereno dialogo e confronto con gli amici tedeschi e a risolvere costruttivamente i problemi e le difficoltà che hanno i nostri connazionali in Germania. Non è vero direttore?

Vi è da dubitare inoltre delle capacità del giornalista Zoratto, di intendere l’articolo di fondo del settimanale "Die Zeit", firmato dal caporedattore Michael Naumann. Solo lui ha ricavato un’interpretazione così fuorviante e non corrispondente agli intenti dell’ex ministro per la cultura tedesco, il quale aveva consigliato al cancelliere Schröder di non privarsi di una buona vacanza in un paese così ricco di storia e cultura quale l’Italia, nonostante le sbavature del capo del governo italiano, che come sottolineava Naumann, non ha certamente la statura di uno statista o di un politico di rango, diversamente da quanto vogliono fare credere le sue televisioni o i suoi corifei.

Per quanto riguarda infine il ruolo dell’Italia in ambito europeo ed internazionale, il centro-sinistra, ha una chiara idea ed un chiaro progetto di quale Italia promuovere e far crescere sia nel consesso europeo che mondiale.

A farla rimanere "nano politico", o peggio ancora partner di cortesia, è piuttosto la politica internazionale di questo governo di centro-destra, contrassegnata da una caduta di credibilità, da una gestione grottesca e da una adesione subalterna alle ipotesi geopolitiche dell’amministrazione americana in carica. Al contrario, i ringraziamenti di questi giorni del presidente Bush al cancelliere Schröder, e al suo impegno internazionale, non sono il frutto di posizioni o atteggiamenti acritici tipici del governo Berlusconi, ma la conferma che l’autonomia e la fermezza su questioni della pace alla lunga si impongono. Per Berlusconi rimangono invece "le pacche sulle spalle".

Attendiamo comunque il prossimo soliloquio del direttore di Oltreconfine e ci permettiamo di consigliare "al merlo che fischia" di fare attenzione ai gatti, anche se quattro.

Ci dispiacerebbe perdere un "volatile" di nero piumaggio, quantunque sia rimasto solo col suo modesto canto. (La Segreteria dei Ds Germania)

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