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INFORM - N. 156 - 9 agosto 2003

Giuseppe Tizza: gli emigranti di allora precursori dell'integrazione europea

Egregio direttore,

aveva proprio ragione Moravia nel suo racconto Mamamel e Vusitel, in cui dice che gli Italiani prendono ogni decisioni chiedendosi: "Come avrebbero deciso i nostri antenati?", Mentre i Tedeschi si chiedono: "Come deciderebbero le future generazioni?".

Ho l'impressione che gli Italiani siano troppo ancorati troppo al passato. Oggi non si guadagna con la dedizione al lavoro, come si intendeva decenni fa. Più che dedizione al lavoro ci si dovrebbe aprire alle nuove forme di economie. La borsa italiana conta troppo poco per un Stato membro del G8 e affinché la situazione migliori ci vogliono dei professionisti nel campo economico in grado di rivalutare il sistema bancario italiano.

"Gli emigranti di allora furono precursori dell'integrazione europea", ha detto il Presidente della Repubblica, ma a queste parole non corrisponde una politica di valorizzazione dell'esperienza migratoria.

Cordiali saluti! (Giuseppe Tizza, membro della Consulta Comunale Stranieri Düsseldorf, Germania)


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