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INFORM - N. 156 - 9 agosto 2003

"SPECIALE" MARCINELLE

GIORNATA NAZIONALE DEL SACRIFICIO DEL LAVORO ITALIANO NEL MONDO

Marcinelle - Dopo il pellegrinaggio sui luoghi della memoria un dibattito a tutto campo a Charleroi

Numerosi gli interventi tra cui quelli di Mirko Tremaglia, Adriano Benedetti, Massimo Macchia, Franco Narducci, Gianni Farina, Raffaele Zanon e del Presidente della Regione Vallonia Jean Claude Chavenbergh

MARCINELLE - Ancora una volta Mirko Tremaglia ha portato la solidarietà del nostro Paese ai familiari delle vittime - 262 minatori di cui 136 italiani - che persero la vita negli stretti cunicoli della miniera del Bois du Cazier. La visita della delegazione guidata dal Ministro per gli Italiani nel mondo ha avuto inizio al cimitero di Marcinelle con la deposizione delle corone presso il "Monumento al Minatore" e davanti alla lapide che ricorda il sacrificio dei minatori italiani. Sul prato antistante sono infatti stati deposti, oltre alla corona del Ministro, gli omaggi floreali degli ex minatori di Marcinelle, della città di Spoleto, della comunità di Manopello, del Comites e della città di Charleroi.

Tra i numerosi partecipanti alla cerimonia l'Ambasciatore d’Italia in Belgio Massimo Macchia, il Direttore Generale per gli Italiani all'Estero del MAE Adriano Benedetti, il Segretario generale del CGIE Franco Narducci e Maria Grazia Cucinotta protagonista della fiction Rai sul dramma di Marcinelle. Hanno inoltre partecipato alla commemorazione vari esponenti del CGIE - abbiamo notato Gianni Farina, Bruno Zoratto, Franco Santellocco, Andrea Amaro, Aldo De Matteo -, il Presidente della Regione Vallonia Chavenbergh, l’Assessore veneto Raffaele Zanon, i Sindaci Giorgio De Luca (Manopello), Raffaele Veratti (Sant’Eusanio del Sangro) e Giuliano Di Pierantonio (Lettomanopello), l'Assessore Antonio Angelucci del comune di Turri Valignano. Dopo una breve sosta al sito minerario del Bois du Cazier e la deposizione di corone di fiori ai piedi del Monumento al Minatore dove sono scolpiti su un grande parallelepipedo bianco i nomi delle vittime della tragedia, la delegazione si è trasferita al "Centre Espace Meeting Européen" (C.E.M.E.) di Charleroi dove, prima del discorso ufficiale del Ministro Tremaglia, si sono succeduto numerosi interventi.

L'incontro si è aperto con il saluto del neo Ambasciatore d'Italia in Belgio Massimo Macchia che, dopo aver letto i messaggi di apprezzamento e solidarietà del Capo dello Stato Carlo Azeglio Ciampi e dei Presidenti di Camera e Senato Casini e Pera, ha sottolineato come la commemorazione del dramma di Marcinelle abbia lo scopo di rendere omaggio alle vittime della tragedia, ai loro soccorritori ed a tutti gli italiani all'estero che hanno svolto in silenzio e con dignità il loro lavoro nel mondo. Ma questa iniziativa serve anche a rinsaldare la preziosa memoria di quanto hanno fatto i nostri connazionali all'estero. Un insegnamento di vita che non deve andare perduto.

Ha preso la parola il Ministro Presidente della Regione Vallonia Jean Claude Chavenbergh che ha evidenziato come la tragedia di Marcinelle sia in primo luogo un dramma del lavoro. Un avvenimento catastrofico che ha inciso profondamente sul distretto e che la Regione, nel nome della solidarietà europea, ha deciso di ricordare attraverso l'investimento di 26 milioni di euro per la ristrutturazione del sito minerario del Buois du Cazier.

E' stata poi la volta del Presidente del Comites di Charleroi Giuseppe Piccoli che nel ringraziare il Ministro Tremaglia per il costante e disinteressato impegno a tutela dei diritti degli italiani all'estero, ha però ricordato la necessità di risolvere numerosi problemi, come ad esempio l'aggiornamento delle liste elettorali, la questione dei giovani con la doppia nazionalità (i ragazzi rischiano la coscrizione obbligatoria ogni volta che giungono in Italia), i ritardi nell'erogazione all'estero degli assegni dell'Inps e dei contributi per i corsi di lingua e cultura italiana. Secondo Piccoli sarebbe inoltre auspicabile sia una semplificazione delle procedure per la consegna del passaporto, a tutt'oggi i nostri connazionali in Belgio possono contare solo su un permesso di soggiorno temporaneo emesso dalle autorità locali, sia un fattivo accoglimento delle richieste del CGIE nella riforma dei Comites in discussione al Senato. Miglioramenti che, nonostante l'impegno del Ministro Tremaglia, non sono stati accolti nel disegno di legge.

Sono quindi intervenuti il Segretario Generale dell'INCA-CGIL Aldo Amoretti che ha sottolineato come ancor oggi in Italia si registrino circa 1400 morti e 40.000 invalidi all'anno per gli infortuni sul lavoro; il Presidente dell'INAS-CISL Giancarlo Panero che ha chiesto maggiori tutele che assicurino un futuro ai Patronati che operano nei Paesi d'accoglienza; il Vice Segretario Generale dell'UGL Paolo Segarelli che ha evidenziato, oltre ad una cospicua riduzione delle morti per lavoro, sia la necessità di migliorare il settore della sicurezza, sia l'esigenza di una comune azione delle istituzioni e delle forze sociali che consenta di tutelare nel migliore dei modi, dal punto di vista economico e normativo, gli emigrati che ancora si recano all'estero per motivi di lavoro.

La rappresentante della Regione Toscana Lucia Franchini ha annunciato il probabile inserimento nel nuovo statuto dell'opzione del voto all'estero per le elezioni regionali in favore di tutti i toscani nel mondo. In questo contesto la Regione si è anche attivata con specifiche iniziative per favorire uno stretto contatto con i giovani di terza e quarta generazione. Dall'Assessore ai flussi migratori della Regione Veneto, Raffaele Zanon, è stata invece evidenziata la necessità, in un momento così significativo per la costruzione della nuova Europa, di chiedere scusa alle vittime di Marcinelle attraverso una corale presa di posizione delle istituzioni che dia maggiore attenzione al mondo dell'immigrazione ed ai suoi valori fondamentali.

Dopo il Sindaco di Manopello, che ha auspicato la creazione di una Casa degli Italiani nel mondo che consenta di riunire i rappresentanti dei Comuni, delle Regioni e delle Nazioni colpite dalla strage di Marcinelle, ha preso la parola il Segretario Generale dell’Associazione "Azzurri nel Mondo" Ricciuti che ha ricordato come il sacrificio degli italiani nel mondo abbia contribuito al ricostruzione dell'immagine internazionale dell'Italia che era stata annientata dal secondo conflitto mondiale. Ha inoltre auspicato il varo di una nuova legge per la doppia cittadinanza che estenda anche all'estero le più semplici procedure applicate in Italia per il rinnovo dei documenti.

Aldo De Matteo, componente del CGIE, al fine di evitare il ripetersi di tragedie come quelle di Marcinelle ha sottolineato l'esigenza di affrontare le sfide dello sviluppo, di mantenere saldo il dovere dell'accoglienza e di cambiare la qualità della politica attraverso un impegno straordinario. "Un fare sempre di più" che consenta di riavvicinare la politica ai valori fondamentali della vita. Il Presidente della Consulta Nazionale Emigrazione (CNE) Tonino Inchingoli ha testimoniato piena solidarietà alle famiglie delle vittime ed evidenziato la necessità di garantire nella nuova Europa che si sta costruendo la sicurezza e i diritti civili di tutte le comunità migranti.

Il Direttore generale per gli Italiani all'Estero e le Politiche Migratorie della Farnesina, Adriano Benedetti, ha ricordato come talvolta dal sacrificio possano scaturire realtà ed iniziative che si proiettano nel futuro. Una positiva evoluzione che è avvenuta dopo la tragedia di Marcinelle. Oggi infatti quando rendiamo omaggio alle vittime della miniera in realtà onoriamo i tanti connazionali all'estero che hanno irrorato il mondo con il loro sacrificio. Una presenza, quella italiana nel mondo, che non si contraddistingue solo per la sua tradizionale creatività ma per l'esemplare comportamento tenuto dai nostri connazionali. Un inestimabile patrimonio dell'Italia che va promosso e salvaguardato. Benedetti ha poi ricordato i principali compiti della Direzione Generale per gli Italiani all'Estero che si occupa di tutte le procedure per l'esercizio di voto e ricopre competenze specifiche anche in materia di immigrazione. Una questione, quest'ultima, che va trattata con il vigore razionale della legge ma anche con l'umanità di un cuore che non può dimenticare un passato ricco di storia e di tradizioni.

Una necessità, quella di non dimenticare, che nel corso del dibattito è stata ribadita anche dal Vice Segretario del CGIE per l'Europa e l'Africa Gianni Farina. L'esponente del Consiglio Generale, dopo aver auspicato la creazione in ogni Regione e Provincia italiana di Musei dell'Emigrazione, ha infatti chiesto a gran voce che il nostro passato migratorio venga inserito nei programmi didattici delle scuole italiane. E' stata poi la volta del Segretario Generale del CGIE Franco Narducci che, dopo aver sottolineato i valori della famiglia, della solidarietà e della giustizia che consentirono ai nostri connazionali di superare l'impatto con la miniera, ha ricordato il prezioso apporto economico dei minatori italiani all'estero che, con le loro rimesse, hanno contribuito alla ripresa economica del nostro Paese nell'immediato dopoguerra. Una memoria storica densa di significati, quella di Marcinelle, che secondo Narducci assume grande importanza anche per l'Italia di oggi. Una Nazione di immigrazione che deve superare le problematiche connesse all'accoglienza. Di fronte alle sfide che attendono il nostro continente - ha concluso il Segretario Generale del CGIE auspicando un concreto impegno dell'Italia durante il semestre di Presidenza europea per la creazione di una coordinata e giusta politica dell'immigrazione - dovremmo forse richiamare l'esperienza delle migrazioni per ribadire l'uguaglianza dei diritti e i principi sulla libera circolazione delle persone su cui è stata costruita l'Europa.

L’intervento conclusivo del Ministro Tremaglia

E' infine intervenuto il Ministro per gli Italiani nel mondo Mirko Tremaglia che ha sottolineato la necessità di ricordare alle nuove generazioni la grande sofferenza degli emigrati italiani. Un sacrificio che non può essere dimenticato soprattutto quando i disperati di oggi, che hanno fame e non possono guadagnare il pane nella propria terra, giungono sulle nostre coste e devono essere accolti nel nome della civiltà. Dopo aver ribadito il successo della recente consultazione referendaria ed affermato che la politica del Dicastero degli Italiani nel mondo non potrà mai essere di parte, Tremaglia ha auspicato uno sforzo comune che, attraverso il dialogo, consenta di affrontare tematiche di pressante attualità per quanto riguarda il voto all’estero, come ad esempio il miglioramento della macchina elettorale ed il perfezionamento delle liste anagrafiche.

Un problema, quello dell'aggiornamento degli elenchi elettorali, che secondo Tremaglia è di vecchia data (la legge sull’AIRE risale al 1988) ed è stato trascurato da tutti i Governi che si sono succeduti in questi anni. Il Ministro ha poi ricordato sia il dramma delle espulsioni degli italiani, che persistono nonostante la creazione della casa comune europea, sia il problema dei 120 bambini italiani rapiti. Una questione che dovrà essere affrontata attraverso la creazione di uno specifico Osservatorio europeo.

Tremaglia, dopo aver esaltato la politica dei sentimenti, del cuore e dell'italianità voluta dal Presidente della Repubblica, è poi tornato sulle problematiche dell'immigrazione auspicando la realizzazione di un piano europeo trentennale di investimenti per il Nord Africa. Un progetto che darà lavoro a 20 milioni di persone e che sarà probabilmente discusso in un'apposita Conferenza internazionale con i rappresentanti dell'Unione Europea, dei Paesi nordafricani e della Lega araba. L'incontro, secondo il Ministro, dovrebbe svolgersi a Malta prima della fine del semestre di Presidenza italiana. Tra le finalità dell'iniziativa, il rallentamento dell'esodo degli immigrati, l'eliminazione di ogni impostazione assistenzialistica, la lotta alla fame nel mondo e la promozione di iniziative concrete, da parte dei Governi nazionali e dell'Unione Europea, che diano spessore e dignità alle attività lavorative. (Goffredo Morgia-Inform)


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