* INFORM *

INFORM - N. 156 - 9 agosto 2003

"SPECIALE" MARCINELLE

GIORNATA NAZIONALE DEL SACRIFICIO DEL LAVORO ITALIANO NEL MONDO

Marcinelle, appunti di viaggio. Mirko Tremaglia: "la memoria di questa tragedia ci sprona a portare avanti la politica della giustizia sociale e dell'italianità"

MARCINELLE - Anche quest'anno una delegazione guidata dal Ministro degli Italiani nel Mondo Mirko Tremaglia si è recata a Marcinelle per commemorare le vittime della tragedia mineraria dell'8 agosto 1956. Un dramma del lavoro - nel rogo perirono 262 minatori di varie nazionalità - che costò la vita a 136 italiani. Non è quindi un caso che in questa data venga celebrata anche la "Giornata Nazionale del Sacrificio del Lavoro Italiano nel Mondo". Una commemorazione, giunta alla seconda edizione, che è stata onorata con un momento di raccoglimento sia in Italia, presso Uffici statali, Regioni, Provincie e Comuni, sia all'estero, nelle Sedi diplomatiche e consolari del nostro Paese. Un viaggio della memoria che, nel corso del trasferimento aereo da Roma a Charleroi, è stato ripercorso dallo stesso Ministro Tremaglia.

"Io ho sempre creduto nell’immenso valore simbolico di Marcinelle - ha esordito il protagonista di tante battaglie parlamentari in favore dei nostri connazionali nel mondo - ed ho iniziato a visitare questo luogo di dolore molto tempo fa quando non ricoprivo alcun incarico di Governo. Un sito della memoria, quello di Marcinelle, che in passato, quando si tentò di trasformare la miniera in un luogo di promozione commerciale, ho difeso con forza portando, insieme ad altri deputati, la questione fin nell'aula del Parlamento. Nel sito carbonifero di Marcinelle - ha proseguito il Ministro dove aver ricordato la persistenza di problemi assicurativi per i nostri connazionali - i minatori italiani erano costretti a lavorare, sulla base dell'assurdo contratto tra il Belgio e l'Italia che prevedeva l'invio di uomini in cambio di tonnellate di carbone, in condizioni spaventose e senza adeguate tutele assicurative.

"Per essere fedeli alla memoria di Marcinelle bisogna dunque inquadrare il Ministero per gli Italiani nel mondo - che ha tra i suoi scopi quelli di rendere consapevole il nostro Paese della grande risorsa rappresentata dalle collettività all'estero e di promuovere un fattiva tv di ritorno che influisca sull’opinione pubblica nazionale - in una politica di ampia portata fondata, come auspica il Capo dello Stato, sulla giustizia sociale e l'italianità. E' infatti ormai innegabile che i connazionali nel mondo debbano avere gli stessi diritti di quelli in Patria. Sotto questo aspetto rivendico come vincente la battaglia della scorsa Finanziaria che, per quanto riguarda l'elevazione ad un milione di vecchie lire dei minimi pensionistici per l'estero, verrà completata a settembre con l'emanazione di un terzo decreto.

"Per quanto invece concerne la riforma dei Comites - ha proseguito Tremaglia rispondendo ad una nostra domanda sull'inattesa battuta d'arresto dell'iter parlamentare della nuova legge istitutiva - posso solo dire che riprenderemo la nostra battaglia dopo la pausa estiva, alla ripresa dei lavori del Senato. Ritengo infatti che si possa ancora approvare questa riforma in tempo utile. Una buona legge, già licenziata dalla Camera, che ha modificato una norma di antica data che per molti anni è rimasta indisturbata e non ha suscitato l'interesse riformatore dei vari governi che si sono succeduti…

"Quando gli immigrati stranieri in Italia venivano sfruttati con il lavoro nero - ha infine sottolineato il Ministro evidenziando il suo impegno a tutto campo per una solidale ed equa accoglienza dei tanti disperati che giungono sulle coste italiane - noi abbiamo reagito avviando in giusti termini una fattiva regolarizzazione che, nonostante le previsioni della Lega, ha portato all'emersione di 700 mila clandestini. In questo contesto abbiamo inoltre lottato affinché venisse eliminato dalla nuova legge sull'immigrazione il reato di clandestinità. Bisogna d'altronde ricordare che l'accoglienza è un fatto di umanità e civiltà al quale dobbiamo rispondere nel nome di un passato migratorio che non possiamo dimenticare. Gli italiani nel mondo hanno infatti subìto, nel corso della loro storia, immensi maltrattamenti che sono riusciti a superare solo grazie alla loro volontà, tenacia e capacità". (Goffredo Morgia-Inform)


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