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INFORM - N. 152 - 5 agosto 2003

Promossa a Roma dall'Unione delle Comunità ebraiche italiane una ricerca sui giovani ed il razzismo

ROMA - E' stata presentata recentemente a Roma, presso la Sala della Protomoteca del Campidoglio, l'indagine "Razzismo in Italia". Lo studio, realizzato dal Direttore del Dipartimento di ricerca sociale "Gianni Statera" dell'Università di Roma "La Sapienza" Enzo Campelli, è stato promosso dall'Unione delle Comunità Ebraiche Italiane con l'Alto Patronato del Presidente della Repubblica. La ricerca, effettuata in 110 Comuni di tutte le zone d'Italia, è stata articolata su 60 domande ed ha coinvolto un rappresentativo campione di 2.200 ragazzi tra i 14 ed i 18 anni. Dalla rilevazione è emerso come a tutt'oggi gli atteggiamenti di chiusura verso il diverso siano prevalentemente diffusi sia nelle grandi aree e nei centri urbani del profondo Nord (con un'incidenza del 27,8%, e del 21,2%), sia in un'importante città come Roma dove il razzismo dei ragazzi si attesta intorno al 22%. Un comportamento, quest'ultimo, spesso celato e mascherato da luoghi comuni che, secondo la ricerca, appare più presente, contrariamente a quanto si possa pensare, nei gruppi sociali a maggior incidenza religiosa (22%).

Ma dallo studio sono stati analizzati anche i principali allarmi e stereotipi che caratterizzano nelle valutazioni dei giovani le categorie maggiormente discriminate. Per gli immigrati, ad esempio, gli intervistati si sono detti convinti che questa categoria alimenta il fenomeno della prostituzione (50%), mette a rischio la sicurezza delle città (47,8), porta degrado nei quartieri in cui vive (37,3%) e sottrae agli italiani il lavoro (32,8%). Non meno preoccupanti le considerazioni sulla presenza islamica in Italia. Per i giovani i mussulmani non hanno alcuna considerazione per le donne (66,3%), sono integralisti fanatici (47%) e sostengono il terrorismo internazionale (52,2%), Anche sulla comunità ebraica, nonostante il valore percentuale delle risposte negative sia minore, il pregiudizio e la travisazione storica appaiono evidenti. Secondo una buona fetta degli interpellati gli ebrei si sentirebbero infatti superiori agli altri (22,5%), dovrebbero tornare tutti in Israele (17,5%) e si sarebbe esagerata l'effettiva portata dell'olocausto (17,4%). Ma dalla ricerca emerge anche come a tutt'oggi il concetto di multiculturalismo venga solo in parte accettato dai giovani e con interpretazioni molto diverse. Solo il 12% degli intervistati si è infatti detto completamente favorevole al fenomeno, mentre oltre il 40% dei giovani ha dato del multiculturalismo un'interpretazione pragmatica (gli stranieri come risorsa) e umanitario- paternalistica.

Nel corso della presentazione il Presidente dell'Unione delle Comunità ebraiche italiane Amos Luzzatto, dopo aver ricordato che i risultati della ricerca verranno messi a disposizione delle forze sociali e delle Istituzioni per eventuali valutazioni, ha sottolineato l'urgenza di approfondire nel nostro Paese, al fine di ottimizzare il contributo dell'Italia alla costruzione della nuova Europa, il dibattito sul pregiudizio razziale. Luzzatto ha poi ricordato come dalla ricerca venga ancora una volta evidenziato sia il pericolo e l'imprevedibilità del razzismo occulto, un problema che va affrontato con decisione al suo nascere, sia la necessità di avviare un dialogo e di conciliare i dubbi su questa problematica tra le varie confessioni religiose presenti in Europa che ormai rappresentano delle vere e proprie strutture sociali. Il Presidente dell'Unione Ebraica ha inoltre sottolineato i colpevoli ritardi del Parlamento italiano nell'approvazione della legge sulle libertà religiose. A tutt'oggi infatti, dopo tre legislature di dibattiti e rinvii, il progetto normativo non ha ancora visto la luce. Da Luzzatto è stata infine auspicata la formazione di un Forum interreligioso che porti all'elaborazione di uno specifico codice di comportamento per i praticanti delle varie confessioni. Specifiche regole che vietino la diffamazione delle altre religioni, favoriscano il monitoraggio di eventuali atteggiamenti estremistici e consentano di valorizzare nei gruppi religiosi le altre confessioni.

"Se questa ricerca verrà ampliata - ha commentato al termine dell'incontro la Consigliera del Comune di Roma con delega alle Politiche della Multietnicità Franca Eckert Coen - e sarà puntualizzato il riferimento territoriale alla nostra città, io credo che la Giunta si attiverà per sviluppare questa iniziativa. L'Amministrazione capitolina sta in ogni caso già valutando la possibilità di avviare un capillare monitoraggio degli atteggiamenti razzisti e discriminatori che colpiscono gli immigrati e gli appartenenti a varie confessioni religiose presenti nella Capitale. A questo proposito - ha proseguito Franca Eckert Coen annunciando l'avvio per il mese di settembre di un'apposita iniziativa - il Comune ha già attivato un primo Osservatorio sull'Antidiscriminazione che studierà il comportamento dei dipendenti comunali verso lo straniero e che sarà realizzato da uno specifico comitato internazionale". (Goffredo Morgia-Inform)


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