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INFORM - N. 151 - 4 agosto 2003

Domenico Pisano (Azzurri nel Mondo): "l’Economist e Berlusconi"

LOS ANGELES - Incuriosito, mi sono preso la briga di leggere il dossier pubblicato dall’Economist sul nostro Primo Ministro. Non ho la possibilità e gli strumenti per verificare le "verità" ivi contenute, e voglio quindi solo soffermarmi su alcuni aspetti di questa pubblicazione, non nei suoi contenuti ma nel fenomeno in sé stesso, ponendomi alcune constatazioni e qualche interrogativo.

Prima constatazione: il documento è talmente dettagliato, steso con pignolesca applicazione, praticamente impossible per qualsiasi giornalista straniero che non abbia ricevuto consistente aiuto da fonti dirette giudiziarie italiane: per intenderci, non mi risulta che nemmeno la nostra agguerritissima sinistra abbia mai pubblicato un documento così ampio e chiaramente ispirato da un inimicizia cosi profonda (pensate che è stato persino allegato il resoconto stenografico delle dichiarazioni spontanee rese dal Presidente Berlusconi in data 5 Maggio 2003, in originale in italiano, completo della traduzione in inglese con allegata copia della traduzione stragiudiziale giurata, anche se effettuata da persona non iscritta all’Albo del Tribunale di Milano!). Seconda osservazione: quando mai l’Italia, questo piccolo e, diciamoci la verità, politicamente ininfluente Paese ha suscitato tanto interesse nei media di una delle massime potenze mondiali? Qual è il vero motivo politico di questa iniziativa? Terzo: chi l’istigatore di tale iniziativa giornalistica? Penso che qualcuno in Italia si senta fischiare le orecchie! Quarta osservazione: l’iniziativa giornalistica ha chiaramente richiesto un lavoro enorme e tempi assai lunghi; essa è stata certamente preparata molto tempo fa con l’evidente obiettivo di renderla pubblica all’inizio del semestre di presidenza Italiana, quando Berlusconi, suscitando chiare invidie da alcuni suoi predecessori, è stato chiamato ad un ruolo guida di assoluto prestigio.

Berlusconi ha già dichiarato che non intende rispondere a tale provocazione, lasciando ai suoi avvocati il compito di assumere, se del caso, le iniziative più opportune.

Sia pure in presenza di numerosissime inesattezze e tendenziose rappresentazione di fatti, non spetta certamente ad un qualsiasi giornalista italiano all’estero come io sono, dare una qualsiasi risposta, anche perché le assoluzioni fin qui collezionate da Berlusconi rispondono da sole, e con assoluta pertinenza, alle molte artificiose e gratuite domande dell’Economist.

E mi sia consentita un’ultima osservazione che vorrei porre all’attenzione del nostro Ministro degli Esteri: la fonte giornalistica rispecchia certamente la libera opinione di un privato cittadino straniero e, ovviamente non coinvolge il suo Stato di appartenenza, ma siamo sicuri non trovarci di fronte a ripetuti e reiterati fenomeni di vilipendio di un Capo di Governo, di ingiurie nei confronti di diciotto milioni di cittadini Italiani che lo hanno votato, di ingerenza negli affari interni di un altro Stato ed infine, per alcuni procedimenti ancora in corso di accertamento, di violazione del segreto istruttorio?. (Domenico Pisano, Coordinatore Azzurri nel Mondo West USA)

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