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INFORM - N. 151 - 4 agosto 2003

Pietro Schirru (CGIE), su "La Fiamma", rubrica "Italiani Brava Gente"

Amato auspica che l’Australia si riconosca europea

SYDNEY - Giovedì scorso, a Sydney, in prima "lettura" durante un pranzo di lavoro organizzato dalla Camera di Commercio Italiana e, in serata nell'Auditorium dell'Università del Nuovo Galles del Sud, l'Italia e l'Europa hanno avuto un momento particolarmente importante grazie al Prof. Giuliano Amato, vice-presidente della Convenzione per il Futuro dell'Europa, che ha avuto il compito di presentare una proposta di una Costituzione, per una rinnovata e più estesa Unione Europea, che dovrà essere esaminata il prossimo ottobre in Italia.

L'ex Presidente del Consiglio italiano era stato invitato dall'Università di Melbourne oltre che dall'ateneo di Sydney, dove Amato, quattro anni fa, aveva già tenuto con uno straordinario successo un corso al Centro di Studi Europei. Il Prof. Amato, con una approfondita analisi sia dell'attuale Unione Europea che da quella allargata che dovrà scaturire dalla proposta Costituzione, ha saputo agganciare alcune problematiche internazionali dell'Australia che, a mio avviso, vale la pena di sottolineare.

Lungi da me, quindi, il proposito di fare la cronaca della breve visita di Amato a Sydney, bensì mi sembra importante scomporre soprattutto il suo intervento all'università di Sydney, dove la Conferenza intitolata "Una rinnovata Europa per un Mondo Migliore", ha avuto accenti e puntualizzazioni importanti e probanti sotto il profilo anche della possibile evoluzione dei rapporti tra Australia e Europa.

Amato si è infatti espresso come uno statista europeo che, giustamente, pone in primo piano la priorità degli interessi della UE, nel momento in cui deve inviare un messaggio ad un Paese come l'Australia che, attualmente, come affermato dallo stesso Amato, ha un suo rapporto preferenziale con gli Stati Uniti. Per il "dr. Sottile" come Amato viene spesso identificato non è stato necessario entrare nel merito dei recenti contrasti tra una parte dei Paesi dell'Unione Europea soprattutto Francia e Germania e gli USA e i suoi più stretti alleati tra i quali l'Australia, sull'intervento armato preventivo contro l'Iraq. La sottintesa interpretazione però guardava oltre il momento contingente per porsi come sfida per il futuro. E quì lo statista italiano è entrato in simpatica ma significativa polemica con un ex Primo Ministro australiano Paul Keating (ultimo Premier federale laburista), presente alla conferenza di Sydney, che per anni aveva propugnato la tesi di una Australia geo-politicamente e non solo, agganciata al Sud Pacifico e, soprattutto, al Sud-Est asiatico.

Il prof. Amato, rivolgendosi alla qualificata platea che ha riempito in ogni ordine di posti l'Auditorium dell'Università del N.S.W. ha rivolto un caldo invito all'Australia di ritrovare tutta la sua origine europea, invitandola anche implicitamente, se non a fare una scelta politico-militare, almeno di valutare con attenzione i vantaggi economici-commerciali con un vincolo più forte con l'Europa. Certo che sarà difficile, almeno per ora, per l'attuale governo federale australiano, districarsi tra la stretta allenaza con gli Stati Uniti sul fronte militare e la propensione verso l'Europa, a scapito dell'Asia, che da sette anni a questa parte è la linea di Canberra. Perché è chiaro che per l'Australia il riconoscersi europea come auspicato dal prof. Amato e il richiamo del Premier John Howard ad un'Australia più che europea "anglosassone" ce ne corre di distanza: altro che quella che separa i due continenti. (Pietro Schirru, componente del CGIE Australia)

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